Tra i patrimoni Unesco arrivano i teatri condominiali, una meraviglia tutta italiana

C’è una notizia bellissima che riguarda l’Italia e alcuni dei suoi tesori senza tempo: l’Unesco ha inserito i teatri condominiali, tipici dell’Italia centrale, tra i suoi patrimoni. Un riconoscimento arrivato solo nelle scorse ore ma che rende omaggio all’arte e alle meraviglie della nostra Penisola, apprezzate in tutto il mondo.
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I teatri condominiali patrimoni dell’Unesco
Il traguardo è stato certificato solo nelle scorse ore ed ha contribuito a dar luce, ancor di più, all’immenso patrimonio artistico del Belpaese. Il Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco ha decretato l’ingresso tra i patrimoni mondiali dei teatri condominiali del XVIII e XIX secolo, tipici delle regioni centrali.
A fare il loro ingresso tra i patrimoni dell’umanità indicati dall’Unesco sono così 10 teatri condominiali diffusi tra le regioni Emilia-Romagna, Marche e Umbria. Piccole realtà protagoniste di borghi e comuni con sale all’italiana considerati come ‘un’infrastruttura culturale italiana di eccellenza che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell’Italia centrale di fruire dell’Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo’, ha dichiarato il ministro della cultura, Giuli.
Cosa sono i teatri condominiali: una storia tutta italiana
Ma cosa sono, in realtà, i teatri condominiali inseriti tra i patrimoni dell’Unesco? Si tratta nello specifico di teatri storici sorti tra la metà del XVIII secolo e la metà del XIX secolo sostenuti da ‘società condominiali’ – si legge sul sito ufficiale – ovvero partenariati tra l’amministrazione pubblica e i privati, solitamente famiglie di notabili. Presentano, inoltre, caratteristiche comuni e distintive come nel caso della struttura a ferro di cavallo e la divisione tra posti in platea e su palchetti, tipica della gerarchia della società del tempo.
L’iscrizione alla lista dei patrimoni dell’Unesco dei teatri condominiali di questo luglio è l’ultima tappa di un processo iniziato a novembre 2021 con la candidatura dei teatri storici nella Tentative List, l’elenco dei siti che ogni Stato membro intende iscrivere nell’arco dei successivi 5-10 anni. Ad evidenziare l’importanza dei teatri condominiali è stato anche l’alto valore sociale assunto nel tempo, dalla resilienza delle comunità locali nel tenere in vita le professionalità artistiche e artigiane necessarie a ricreare la magia del teatro, adattandolo ai gusti e alle esigenze della società.
I teatri condominiali inclusi tra i patrimoni dell’Unesco spaziano dal teatro Pergolesi di Jesi al teatro dell’Aquila di Fermo, passando per il Lauro Rossi di Macerata, il Serpente Aureo di Offida, il Ventidio Basso di Ascoli Piceno e l’Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria. In lista anche il Feronia di San Severino Marche, il teatro Gentile da Fabriano di Fabriano, il Bramante di Urbania e il teatro nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto. Con queste novità salgono a 62 i siti italiani iscritti nella lista dei patrimoni Unesco.
L’elenco dei teatri condominiali, patrimoni dell’Unesco:
- Teatro Angelo Mariani, Sant’Agata Feltria.
- Teatro Pergolesi, Jesi.
- Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno.
- Teatro Serpente Aureo, Offida
- Teatro dell’Aquila, Fermo.
- Teatro Lauro Rossi, Macerata.
- Teatro Feronia, San Severino Marche.
- Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano.
- Teatro Bramante, Urbania.
- Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto.

