Questa chiesa (non) è un albergo: in Olanda si dorme dentro due antichi edifici sacri riconvertiti in hotel moderni

Stefano Maria Meconi, 28 Giu 2026
Bunk Hotels

In un mondo sempre più orientato al turismo esperienziale, alla ricerca di luoghi originali e insoliti, l’Olanda si conferma ancora una volta come un luogo di profonda sperimentazione, spinta anche da una certa tendenza alla secolarizzazione dei costumi che ha permesso, a Utrecht e Amsterdam, di trasformare due chiese antiche in dei moderni hotel aperti ai visitatori. Sì, avete capito bene: nel centro storico della città di Utrecht e nel quartiere di Amsterdam Noord, due edifici sacri sono stati riconvertiti in strutture ricettive grazie al progetto Bunk, che offre un “santo riposo” a base di design accessibile, trasformando il tradizionale ostello in un luogo innovativo e a basso costo.

Un’idea nata nel deserto del Nevada

Bunk Hotels 

L’ispirazione dietro il progetto dell’ospitalità “sacra” di Bunk è arrivata nel corso del Burning Man, il celeberrimo festival nel deserto del Nevada basato su creatività, inclusività e spirito di comunità. Il fondatore di Bunk, Robin Hagedoorn, ha voluto ricreare quell’atmosfera vibrante e senza etichette dentro le mura di due ex chiese olandesi. Il risultato è un modello di “ospitalità ibrida” che ha colto di sorpresa il mondo dell’hotellerie e delle strutture ricettive nei Paesi Bassi, tanto da far vincere a Bunk Utrecht il prestigioso premio Hoscar di Hostelworld per l’innovazione straordinaria a un solo anno dall’apertura.

Architettura sacra e design “Wow”

La vera magia di Bunk sta nel modo in cui l’architettura originale è stata preservata e, al tempo stesso, rivoluzionata. Più che una semplice ristrutturazione, ci si trova davanti a un dialogo creativo con la storia:

  • A Utrecht gli storici banchi di legno della chiesa sono stati completamente riciclati e reinventati per creare i pannelli che oggi rivestono il bancone del bar, la cucina e le aree comuni delle camere.
  • Ad Amsterdam il progetto, firmato dall’architetto Rob Salemans insieme a un collettivo di creativi locali, ha mantenuto intatti gli spettacolari archi di mattoni e i soffitti a capriate in legno. Le stanze non sono dei luoghi canonici, ma veri e propri cubi modulari che sembrano fluttuare nell’aria della navata centrale.

Ad accogliere i viaggiatori nell’atrio di Amsterdam c’è anche un’impressionante installazione 3D firmata da Jan is de Man, uno degli street artist più famosi dei Paesi Bassi.

Il “Trattamento Bunk”: dal Pod economico alla stanza di design

Bunk Hotels 

Che siate viaggiatori zaino in spalla o amanti dei comfort, la filosofia non cambia: tutti hanno diritto al massimo della qualità. Potete scegliere di dormire in un pod privato (una capsula dal design intelligente, perfetta per risparmiare) o in una vera e propria camera spaziosa. In ogni caso, i servizi inclusi sono da hotel di categoria superiore, con costi che  partono da 28 euro a notte:

  • Materassi e biancheria da letto di prima qualità.
  • Sistema di illuminazione smart a LED e prese USB ovunque
  • Bagni con docce ad alta pressione e specchi antiappannamento.
  • Asciugamani in morbido cotone biologico.
  • Check-in e check-out rapidi e intelligenti, uniti alla presenza di uno staff internazionale pronto a svelarvi i segreti meno turistici della città.

Non solo una stanza: un hub culturale aperto a tutti

Bunk Hotels non vuole essere solo un posto dove poggiare la testa la sera. L’obiettivo è “condividere la meraviglia”, creando un ponte tra i viaggiatori e la comunità locale. Ogni mese la struttura organizza un fitto calendario di eventi gratuiti (concerti, mostre, performance) aperti sia agli ospiti dell’hotel che agli abitanti del quartiere. Inoltre, la sede di Amsterdam ospita uno studio di registrazione professionale che podcaster, musicisti e poeti possono utilizzare in modo totalmente gratuito. C’è persino un programma di Artist in Residence che offre alloggio gratis ai creativi in cambio della loro arte.


Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, appassionato di viaggi e tecnologia. Mi piace raccontare il mondo attraverso numeri e curiosità, perché ogni viaggio è un'esperienza da raccontare e condividere



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