Non tutti i mari vengono per nuocere: ecco quali sono le regioni italiane con le spiagge più pulite

Stefano Maria Meconi, 22 Giu 2024
non tutti i mari vengono per nuocere: ecco quali sono le regioni italiane con le spiagge più pulite

Dopo il successo di visibilità che la regione ha raccolto con il G7 a Borgo Egnazia, ora arriva un altro riconoscimento per la Puglia. E questo ha tutto il sapore di una vittoria nella sfida a chi riesce a catturare maggiormente i turisti. Dopo un’analisi durata ben 4 anni, infatti, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) ha ufficialmente dimostrato come il mare pugliese sia il più pulito d’Italia, con il 99,7% delle sue acque balneabili. Un dato seguito da altri risultati eccellenti, che vedono al secondo posto il Friuli-Venezia Giulia (99%), la Sardegna (98,4%) e la Toscana (98,2%). 

Un dato, quello pugliese, che peraltro si conferma da 4 anni consecutivi, e che è stato presentato proprio presso la sede di Arpa Puglia, alla presenza del governatore Michele Emiliano, che ci ha tenuto a ringraziare “i pugliesi, i comuni, i sindaci, l’Acquedotto pugliese per i depuratori, la disciplina delle imprese, per un risultato di squadra davvero straordinario”. Un lavoro ottenuto anche grazie alla sinergia con l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ente pubblico sotto il controllo di ISPRA.

Un tuffo dove il mare è più blu, sempre di più

Che la Puglia fosse una delle regioni con il mare più amato d’Italia, non è una novità. A metà maggio, infatti, la classifica delle Bandiere Blu 2024 ha visto ben 34 riconoscimenti per le spiagge pugliesi, con l’ingresso in classifica di altre tre destinazioni: Lecce, Manduria e Patù. Subito dopo la Liguria, che è saldamente al primo posto da tempo immemore, la regione che racchiude Gargano e Salento è la 2° nel Bel Paese per numero di “spiagge d’autore”. 

Infatti, il riconoscimento della FEE (Foundation for Environmental Education) va a quelle località che hanno saputo distinguersi per la qualità delle loro coste, l’attenzione all’ambiente e l’impegno nella promozione di un turismo sostenibile. E proprio sull’ambiente, l’assessora regionale Serena Triggiani ha dichiarato: “Acque pulite e incontaminate: la Puglia si riconferma regione leader, con un primato indiscusso per qualità delle acque di balneazione”.

Una situazione ottimale in (quasi) tutta Italia

Dal monitoraggio delle varie ARPA, diffuse su tutto il territorio nazionale, emerge una notizia positiva per l’intero ecosistema italiano. Dei 5.090 chilometri di tratti di mare analizzati nel corso dell’ultimo quadriennio, il 95,6% è in condizioni eccellenti, così come definite da criteri validi in tutta Europa. Un dato altissimo, al quale si aggiungono anche i 153 chilometri di mare classificati come “buoni” e che, con il 2,9%, portano il totale delle coste balneabili in Italia al 98,5%. La situazione rimane “sufficiente” solo su 32 km di costa (0,6%) e “scarsa” nello 0,8% dei casi (44 chilometri).

Dati simili riguardano anche il monitoraggio di fiumi e laghi, la cui analisi riguarda 662 chilometri di coste. Di questi, il 95,2% ha qualità eccellente, il 3,1% buono, 0,9% è appena sufficiente e solo 1 chilometro (0,2%) è scarso.

Come vengono analizzate le acque

Le 21 agenzie regionali deputate al controllo ambientale (Bolzano e Trento, come province autonome, ne hanno una ciascuna) effettuano dei prelievi a campione su tutti i luoghi interessati. Solo nel 2023, sono stati 26mila prelievi di acqua di mare, 2.300 per fiumi e laghi. Da questi, vengono analizzate le presenze di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, batteri che possono provocare problemi di salute nell’uomo, tra cui disturbi gastrointestinali. Inoltre, viene verificata la presenza di cianobatteri, alghe, schiume o contaminazioni di natura chimica.

Sui 4.710 siti di prelievo in tutta Italia, come visto, la situazione è particolarmente positiva, a dimostrazione di una qualità delle acque più alta che nel resto d’Europa. Non è solo un motivo di vanto per l’Italia, ma anche un obbligo di fatto. La direttiva europea 2006/7/CE, il d.l. 116/08 e il DM del 30/3/2010 impongono sia le regole di classificazione che i controlli delle acque, per approvare o meno la balneabilità delle zone interessate.

L’analisi, che ha visto primeggiare la Puglia per il mare più pulito d’Italia, vede però esclusa la Sicilia, i cui dati sono monitorati non dall’Arpa, bensì dal sistema sanitario. Succede lo stesso anche in Lombardia e nella provincia autonoma di Trento, i cui dati però sono presenti nel report 2024. 



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