Le Vie dei Monti Azzurri: un viaggio sonoro nelle Marche più autentiche

Redazione TPC, 18 Set 2026
Loro Piceno

Giacomo Leopardi li vedeva da lontano. E dalle colline di Recanati, i Sibillini apparivano al poeta come «quei monti azzurri» che, scriveva, «di qua scopro». Sono questi i territori  raccontati nel podcast “Le Vie dei Monti Azzurri” – promosso dall’Unione Montana dei Monti Azzurri – come viatico per la scoperta di una porzione preziosa dell’Appennino marchigiano. La voce inconfondibile è quella dell’attore Neri Marcorè che insieme alla scrittrice Lucia Tancredi, che ne firma anche i testi, accompagna tra colline, abbazie, borghi, boschi, teatri storici e sapori antichi. Con un sound design immersivo, curato da Andrea Girelli e Luciano Zirilli, il racconto è un’esperienza immersiva, dove ogni luogo diventa atmosfera, memoria e ascolto.

Tra abbazie, borghi e paesaggi da attraversare lentamente

Le Vie dei Monti Azzurri: un viaggio sonoro nelle Marche più autentiche 

Il viaggio comincia idealmente dalla Val di Fiastra, dove l’Abbazia di Chiaravalle racconta la storia dei monaci cistercensi e del loro modo di abitare il paesaggio, trasformando la terra con il lavoro, lo studio e la preghiera. Intorno, la Riserva Naturale custodisce boschi, sentieri, corsi d’acqua e una biodiversità che invita a rallentare. Da qui il racconto si apre a un mosaico di borghi e paesi: Loro Piceno, con il suo vino cotto; Sant’Angelo in Pontano, sospeso tra spiritualità e tradizioni di cucina; San Ginesio, con le sue mura e la sua storia medievale; Ripe San Ginesio, dove l’arte contemporanea diventa forma di rinascita; Colmurano, legato alla mela rosa e alle paccucce; Urbisaglia, dove il mondo romano riaffiora tra rocche, lapidi e il Parco Archeologico di Urbs Salvia.

Le Marche della Sibilla, tra arte e meraviglia

Salendo verso i Monti Sibillini, le colline si fanno più aspre, i profili delle montagne diventano più vicini, e il racconto assume un carattere quasi leggendario. È la terra della Sibilla, delle alture, dei borghi raccolti e dei panorami che sembrano aprire lo sguardo all’infinito. A Penna San Giovanni si scopre un teatro interamente in legno, piccolo gioiello nascosto tra le mura del borgo. A Monte San Martino il viaggio incontra i capolavori di Carlo e Vittore Crivelli, mentre la mela rosa dei Sibillini diventa simbolo di una biodiversità antica, fragile e tenace. A Gualdo e Sarnano, il Medioevo dialoga con la montagna, tra piazze, conventi, chiese e scorci dove fermarsi.

Sapori, cammini e storie che diventano viaggio

Le Vie dei Monti Azzurri: un viaggio sonoro nelle Marche più autentiche 

“Le Vie dei Monti Azzurri” non è soltanto un podcast d’arte o di paesaggio. È anche un percorso nei sapori e nelle pratiche quotidiane che definiscono l’identità di un territorio. Il baccalà di montagna, i legumi, i vincisgrassi, la mela rosa, le tradizioni contadine e le nuove esperienze agricole raccontano una cucina fatta di memoria, adattamento e cura. Accanto al gusto c’è il movimento lento: cammini, itinerari in bicicletta, percorsi spirituali e strade secondarie che permettono di attraversare i Monti Azzurri senza fretta. Il podcast suggerisce un modo diverso di viaggiare: non accumulare tappe, ma entrare in relazione con i luoghi, ascoltarne le storie, riconoscere i dettagli, lasciarsi sorprendere da ciò che resta fuori dai circuiti più battuti.

Un invito a scoprire le Marche interne

In sette percorsi, il podcast costruisce una mappa sonora delle Marche più intime: abbazie, borghi medievali, musei diffusi, paesaggi agricoli, opere d’arte, personaggi, tradizioni gastronomiche e piccoli paesi che custodiscono storie più grandi di quanto si immagini. “Le Vie dei Monti Azzurri” è una guida da ascoltare prima di partire, per scegliere il proprio itinerario; durante il viaggio, per dare profondità a ciò che si incontra; o dopo, per ritrovare l’atmosfera di un luogo già attraversato. È un invito a scoprire un’Italia meno ovvia, dove il viaggio non è solo spostamento, ma mettersi all’ascolto.


Redazione TPC
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