La BTO a Firenze come tribù algoritmica, tra innovazione, territori e offbeat trends

Dall’intelligenza artificiale alle nuove comunità di viaggiatori, dal turismo enogastronomico alle sfide dell’ospitalità: il 10 e 11 novembre Firenze ospita una nuova edizione di BTO – Be Travel Onlife.
Francesca Barbarancia e Andrea Scotto, 29 Ott 2026
La BTO a Firenze come tribù algoritmica, tra innovazione, territori e offbeat trends

Martedì 27 ottobre, presso il Radisson Collection Hotel a Palazzo Montemartini, accensione preliminare dei motori della BTO, in programma a Firenze il 10 e 11 novembre, con una serie di interventi, preludio ai panel che si terranno in terra di Toscana, alla Stazione Leopolda. “Fuori dagli schemi, dentro nuove tribù. Un apparente paradosso guida il turismo contemporaneo: il desiderio di unicità e il bisogno di appartenenza. Opposti che convivono in nuove comunità di viaggiatori, fluide e temporanee, unite da passioni e affinità”, così la locandina.

Alla guida della direzione scientifica della kermesse Francesco Tapinassi, figura di riferimento della manifestazione, che da anni accompagna l’evoluzione del turismo mettendo in dialogo tecnologia, imprese e territori.
The Gate Communication, diretta da Vincenzo Tomini Foresti, è invece l’agenzia che, dal 2018, segue le attività di comunicazione (ufficio stampa, PR, consulenza creativa, social media e media planning) di BTO (Be Travel Onlife), l’evento italiano dedicato a turismo digitale, innovazione e formazione

Come sceglieremo la nostra prossima vacanza? Ci affideremo a un assistente di intelligenza artificiale, seguiremo i consigli di una community online oppure partiremo per assaggiare un piatto diventato famoso sui social? E che cosa rende davvero speciale una destinazione: i suoi monumenti, i paesaggi, le tradizioni o la capacità di farci vivere un’esperienza in sintonia con le nostre passioni?

Sono alcune delle domande al centro di BTO – Be Travel Onlife, l’appuntamento dedicato all’innovazione nel turismo. Una manifestazione nata nel 2008 e cresciuta insieme alle trasformazioni del settore, fino a diventare un punto di incontro per professionisti, imprese, istituzioni e destinazioni chiamati a confrontarsi con il futuro del viaggio.

Una crescita alla quale è legato il lavoro di Francesco Tapinassi, professionista con una lunga esperienza nelle politiche turistiche, nel marketing territoriale e nell’innovazione digitale. Dopo aver diretto Toscana Promozione Turistica, l’agenzia regionale incaricata di promuovere la destinazione Toscana, Tapinassi continua a dedicare la propria esperienza al servizio della riflessione sul turismo attraverso il progetto scientifico della manifestazione.

Il suo contributo è centrale nel dare forma a un programma che non si limita a inseguire le mode, ma cerca di interpretare i cambiamenti, mettere in relazione competenze diverse e individuare strumenti concreti per chi lavora nel settore. È anche questa continuità di visione a fare di Tapinassi una delle anime più dinamiche di BTO: un osservatorio privilegiato sul turismo che cambia, dove il digitale incontra le persone e le strategie di promozione si confrontano con le identità dei territori.

Il tema scelto per il 2026 è Offbeat Tribes: le nuove tribù del viaggio, le persone che le interpretano e quelle che costruiscono esperienze capaci di intercettarne desideri e passioni. Un titolo che racconta un turismo sempre meno standardizzato, nel quale l’intelligenza artificiale convive con il bisogno di unicità e il desiderio di sentirsi parte di una comunità.

Intelligenza artificiale: il viaggio cambia, l’accoglienza resta umana

L’intelligenza artificiale è già entrata nelle diverse fasi del viaggio: dalla ricerca della destinazione alla scelta dell’hotel, dalla costruzione di un itinerario alla gestione delle prenotazioni. Ma la rivoluzione non riguarda soltanto i turisti. Sta cambiando anche il lavoro di chi accoglie, organizza e promuove le vacanze.

A BTO si parlerà di IA generativa, ricerca online e nuovi scenari della visibilità digitale. Se un viaggiatore si affida a un assistente virtuale per trovare una struttura o scegliere un territorio, come può un’impresa turistica essere riconosciuta e diventare una delle opzioni consigliate? E come cambia la reputazione di un hotel quando le informazioni vengono elaborate e confrontate da strumenti sempre più sofisticati?

La sfida riguarda anche l’organizzazione delle aziende: software gestionali, automazioni, strumenti per le prenotazioni e sistemi di revenue management possono semplificare le attività quotidiane e migliorare l’efficienza. Il confronto promosso da BTO punta a distinguere le opportunità concrete dalle aspettative eccessive, per capire dove la tecnologia possa generare un valore reale.

È un approccio che riflette bene la visione di Tapinassi, da tempo attento al rapporto fra marketing turistico, reputazione digitale e sviluppo delle destinazioni. Perché innovare non significa adottare ogni nuovo strumento, ma comprendere come utilizzarlo per raggiungere meglio i viaggiatori e offrire loro esperienze più pertinenti.

Anche nell’era degli algoritmi, infatti, la tecnologia non sostituisce il valore dell’accoglienza: può renderla più efficace, lasciando alle persone il compito fondamentale di ascoltare, consigliare e creare relazioni.

Le tribù del viaggio: partire seguendo le proprie passioni

Non tutti viaggiano per gli stessi motivi. C’è chi cerca benessere, chi ama la buona tavola, chi desidera scoprire tradizioni locali e chi considera il viaggio un’occasione per conoscere persone e condividere interessi. Sono le nuove tribù del turismo: gruppi di viaggiatori che si riconoscono più nelle proprie passioni che nelle tradizionali categorie anagrafiche.

È proprio questo il cuore di Offbeat Tribes. Per le destinazioni, comprendere queste comunità significa ripensare il modo di promuoversi, superando le offerte standardizzate per costruire proposte capaci di parlare a desideri specifici. Non basta più elencare monumenti e attrazioni: occorre raccontare esperienze, creare connessioni e dare ai viaggiatori motivi autentici per scegliere un luogo.

Il viaggio al Femminile

Tra i fenomeni da osservare c’è anche il viaggio al femminile. Sempre più donne scelgono di partire da sole, cercando libertà, autonomia e occasioni di scoperta. Una tendenza che richiama l’attenzione sulla sicurezza, sulla qualità dei servizi e sulla possibilità di vivere esperienze in cui sentirsi accolte senza rinunciare alla propria indipendenza.

Le passioni diventano così una bussola per leggere il turismo contemporaneo: un territorio può conquistare chi ama camminare nella natura, chi cerca un’esperienza gastronomica, chi desidera rigenerarsi o chi vuole entrare in contatto con una comunità. La destinazione smette di essere soltanto un luogo da visitare e diventa un’esperienza da vivere.

Cibo e vino: il gusto di scoprire un territorio

Il cibo è uno dei motivi più potenti per mettersi in viaggio. Un prodotto tipico, una ricetta tramandata, una cantina o un mercato possono diventare la porta d’ingresso per conoscere la storia e la cultura di un luogo.

BTO dedica attenzione al turismo enogastronomico, al successo dei contenuti gastronomici sui social e al riconoscimento internazionale della cucina italiana. Ma come si trasforma la popolarità di un piatto in un’opportunità concreta per un territorio? E come si evita che una tradizione diventi soltanto una moda passeggera?

La risposta passa dalla capacità di fare rete tra produttori, ristoratori, operatori turistici e comunità locali. Il cibo non è soltanto degustazione: è paesaggio, cultura, lavoro, memoria e convivialità. Un itinerario ben costruito può portare il viaggiatore oltre il ristorante, fino ai luoghi di produzione e alle persone che custodiscono saperi e tradizioni.

Il confronto sul passaggio dal prodotto al luogo è particolarmente significativo: una specialità gastronomica può accendere la curiosità, ma è il territorio nel suo insieme a trasformare quell’interesse in un’esperienza completa. Anche qui il digitale può aiutare a raccontare storie e raggiungere nuovi pubblici, ma la vera forza rimane l’autenticità.

Ospitalità e sostenibilità: innovare senza perdere l’anima

Dietro una vacanza riuscita c’è anche il lavoro, spesso invisibile, di chi la rende possibile. Alberghi e strutture ricettive devono affrontare costi, organizzazione, gestione delle prenotazioni e difficoltà nel reperire personale, mantenendo alta la qualità del servizio.

BTO porta al centro gli strumenti che possono sostenere le imprese: dalla gestione dei ricavi alla reputazione online, dai software gestionali all’automazione di alcune attività. L’innovazione ha senso quando semplifica il lavoro, migliora l’organizzazione e permette di dedicare più attenzione all’ospite.

Ma il futuro dell’ospitalità non si misura soltanto in efficienza. Conta anche la capacità di accogliere pubblici diversi, rendere le esperienze accessibili e costruire un rapporto equilibrato con i territori.

La sostenibilità, infatti, non può essere una semplice etichetta promozionale. Significa tutelare paesaggi e biodiversità, valorizzare le produzioni locali e fare in modo che il turismo generi benefici anche per chi vive nei luoghi visitati. Un tema che richiama il valore delle identità territoriali e la necessità di sviluppare un’offerta capace di distinguersi senza snaturare ciò che rende un luogo speciale.

È una prospettiva particolarmente importante per la Toscana, terra di città d’arte, borghi, campagne, produzioni d’eccellenza e comunità che rappresentano una parte essenziale della sua attrattività. L’esperienza maturata da Tapinassi nella promozione turistica regionale porta in questo confronto una conoscenza diretta delle opportunità e delle sfide che accompagnano lo sviluppo delle destinazioni.

Il turismo del futuro parte dalle persone

Intelligenza artificiale, nuove tribù di viaggiatori, passioni gastronomiche, innovazione nell’ospitalità e sostenibilità sono temi diversi, ma conducono a una stessa domanda: come costruire destinazioni capaci di distinguersi e di creare valore nel tempo?

È la domanda che accompagna il lavoro scientifico di BTO e che rende la manifestazione un appuntamento importante per chi vuole leggere in anticipo le trasformazioni del settore. Il confronto della Leopolda mette insieme competenze, esperienze e punti di vista differenti, cercando di tradurre i grandi cambiamenti in strumenti utili per imprese e territori.

Perché il turismo di domani richiede competenze digitali, attenzione ai dati e capacità di sperimentare, ma anche rispetto per le identità locali e ascolto delle persone. La tecnologia può aiutare a organizzare meglio una vacanza, individuare proposte interessanti e rendere più efficace la promozione. Ma sono le esperienze autentiche a creare un legame duraturo con una destinazione.

Alla fine, resta la ragione più bella per partire: la curiosità di scoprire qualcosa di nuovo. Un sapore mai provato, un incontro inatteso, un paesaggio che sorprende o una tradizione che ci fa sentire parte di una storia più grande.

È da queste passioni che nasce il desiderio di viaggiare. Ed è dalla capacità di comprenderle, interpretarle e trasformarle in esperienze autentiche che nasce il turismo del futuro. Questa è la sfida di BTO: guardare avanti senza dimenticare che, dietro ogni viaggio, ci sono sempre persone in cerca di qualcosa da vivere, conoscere e ricordare.

Il turismo è infatti un mondo in continua evoluzione, dove tecnologia, sostenibilità, gastronomia e nuove forme di socialità si intrecciano. Non basta più promuovere un luogo: bisogna raccontarne l’identità, costruire esperienze riconoscibili e creare un legame con chi lo visita. E mentre l’intelligenza artificiale ridisegna il rapporto tra viaggiatori e informazioni, cresce il valore di ciò che rende ogni destinazione unica e irripetibile.

Le tribù del viaggio: partire seguendo le proprie passioni

Non tutti viaggiano per gli stessi motivi. C’è chi cerca benessere, chi ama la buona tavola, chi desidera scoprire tradizioni locali e chi considera il viaggio un’occasione per conoscere persone e condividere interessi. Sono le nuove tribù del turismo: gruppi di viaggiatori che si riconoscono più nelle proprie passioni che nelle tradizionali categorie anagrafiche.
Per le destinazioni, comprenderle significa ripensare il modo di promuoversi. Non basta più presentare una lista di attrazioni: occorre costruire proposte capaci di parlare a desideri precisi, valorizzando esperienze autentiche e legami con le comunità locali.

Ospitalità e sostenibilità: innovare senza perdere l’anima

Dietro una vacanza riuscita c’è anche il lavoro, spesso invisibile, di chi la rende possibile. Alberghi e strutture ricettive devono affrontare costi, organizzazione, gestione delle prenotazioni e difficoltà nel reperire personale, mantenendo alta la qualità del servizio.
BTO dedica attenzione agli strumenti che possono sostenere le imprese: dalla gestione dei ricavi alla reputazione online, dai software gestionali all’automazione di alcune attività. L’innovazione ha senso quando libera tempo, migliora l’organizzazione e permette di concentrarsi maggiormente sull’ospite.
Ma il futuro dell’ospitalità non si misura soltanto in efficienza. Conta anche la capacità di accogliere pubblici diversi, rendere le esperienze accessibili e costruire un rapporto più equilibrato con i territori.
La sostenibilità, infatti, non può essere una semplice etichetta promozionale. Significa tutelare paesaggi e biodiversità, valorizzare le produzioni locali e fare in modo che il turismo generi benefici anche per chi vive nei luoghi visitati. In questa prospettiva, esperienze legate alla cultura, alla natura e alla filosofia dello slow food possono contribuire a raccontare un’Italia meno frettolosa e più consapevole.

La destinazione del futuro? Quella che sa emozionare

Intelligenza artificiale, nuove tribù di viaggiatori, passioni gastronomiche, innovazione nell’ospitalità e sostenibilità sono temi diversi, ma conducono a una stessa domanda: come costruire destinazioni capaci di distinguersi e di creare valore nel tempo?
Firenze, con il ritorno di BTO, diventa il luogo in cui mettere a confronto esperienze, idee e strumenti per rispondere a questa sfida. Perché il turismo di domani richiede competenze digitali, attenzione ai dati e capacità di sperimentare, ma anche rispetto per le identità locali e ascolto delle persone.
Per chi viaggia, la tecnologia potrà rendere più semplice organizzare una vacanza e trovare esperienze su misura. Per chi accoglie, sarà un’opportunità per comunicare meglio e lavorare in modo più efficace. Per i territori, la sfida sarà trasformare visibilità e interesse in un turismo capace di valorizzare le risorse senza snaturarle.
Alla fine, però, resta la ragione più bella per partire: la curiosità di scoprire qualcosa di nuovo. Un sapore mai provato, un incontro inatteso, un paesaggio che sorprende o una tradizione che ci fa sentire parte di una storia più grande.
È da queste passioni che nasce il desiderio di viaggiare. Ed è proprio la capacità di trasformarle in esperienze autentiche che può fare di un luogo una destinazione da scegliere, raccontare e ricordare.

Alla presentazione della BTO sono intervenuti Gonzalo Ceballos Watling, Direttore di Turespana e Consigliere per il turismo dell’Ambasciata di Spagna a Roma,  Roberta Milano, consulente e docente universitaria di marketing, comunicazione turistica e strategie digitali, Alessandra Arcese, giornalista ed esperta di marketing nonché Coordinatrice dell’Area Qualificazione Territorio e Imprese in IsNaRT, ed Ester Tamasi, direttrice di Malta Turismo. 


Francesca Barbarancia e Andrea Scotto
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