Firenze come Venezia: stretta contro l’overtourism. Scattano tariffe record e restrizioni per i bus turistici

Rendere il turismo sostenibile senza stravolgere l’anima delle città (dove non è già avvenuto), oppure affrontare le conseguenze dell’overtourism? Il dilemma a cui devono far fronte le amministrazioni comunali di tutto il mondo è particolarmente sentito anche in Italia, che in questi ultimi anni ha registrato, più di altri paesi, un aumento significativo di presenze da tutto il mondo, con gli inevitabili disagi e le trasformazioni che esse comportano. E così, dopo Venezia, ora è Firenze a scendere in campo con misure draconiane per ridurre il sovraffollamento da viaggiatori (spesso mordi e fuggi), anche a costo di veder ridurre una delle principali fonti di guadagno per istituzioni e settore terziario. Nel caso della città dei Medici, però, il limite fisico oltre il quale la bellezza di una città d’arte cessa di essere una risorsa e si trasforma in un elemento di scontro sociale e logistico è stato superato, e l’amministrazione guidata dalla sindaca Funaro ha deciso di correre ai ripari.
La svolta, del resto, non ha una valenza ideologica ma nasce da un’esigenza di pura sopravvivenza urbana. Chiunque abbia passeggiato sui Lungarni o nei pressi dei viali di circonvallazione fiorentini nelle ultime settimane ha assistito allo stesso identico spettacolo: colonne di autobus a due piani che scaricano simultaneamente centinaia di passeggeri a ridosso del centro storico, congestionando il traffico, saturando i marciapiedi e riducendo l’esperienza del viaggio a un caotico tour a tappe forzate. Il nuovo piano varato da Palazzo Vecchio punta a recidere alla radice questo automatismo, introducendo una combinazione di barriere economiche e tetti numerici che si ripropone di mettere un freno alle logiche commerciali estreme dei tour operator internazionali, tornando a fare del turismo a Firenze una risorsa, piuttosto che un peso a cui far fronte ogni giorno.
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ZTL Bus e tariffe: il piano di Firenze contro l’overtourism
Il provvedimento della giunta fiorentina non è un semplice ritocco dei prezzi, ma ridisegna completamente l’accesso alla città. Il fulcro della contromisura è l’introduzione della cosiddetta Ztl Bus, un sistema di ingresso a pagamento in città con tariffe d’ingresso che sono già state definite “record” dagli addetti ai lavori. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di disincentivare i viaggiatori giornalieri che non pernottano nelle strutture ricettive cittadine, esattamente come avviene a Venezia grazie al ticket d’ingresso, che si applica solo per viaggiatori “giornalieri”. Per Firenze, la rivoluzione è concettuale: per la prima volta viene introdotto un tetto massimo di accessi giornalieri scaglionati per fasce orarie. Oltre a pagare, insomma, i tour operator dovranno prenotare il proprio “slot” d’accesso con mesi d’anticipo, esattamente come si fa per un biglietto della Galleria degli Uffizi (qui puoi acquistare i biglietti comprensivi di audioguida).
La reazione degli operatori di settore, così come delle associazioni di categoria e dei cittadini fiorentini, è stata immediata e polarizzata. Da un lato le associazioni dei residenti e i difensori del turismo sostenibile, che celebrano la fine dell’anarchia stradale. Dall’altra, le sigle dei vettori e delle agenzie di viaggio, che parlano di un duro colpo alla libertà di movimento e di un rincaro che ricadrà inevitabilmente sulle tasche di chi sceglie Firenze per le proprie vacanze. Per i comitati cittadini, comunque, è solo l’inizio di una lotta a favore di una mobilità più a misura d’uomo: il comitato “Noi quando si dorme” ha già avanzato la richiesta di una zona a traffico limitato permanente per l’estate, senza limiti di orario, da affiancare a un corposo potenziamento dei mezzi pubblici, così da ridurre traffico e rendere la città più vivibile.
Come funzionerà la Ztl Bus di Firenze
Le disposizioni introdotte dal Comune di Firenze per contrastare il congestionamento stradale ruotano intorno ad alcuni punti cardine, studiati come abbiamo visto con l’obiettivo di disincentivare un modello di turismo mordi e fuggi e socialmente insostenibile per la città. Si inizia con tariffe record per i non residenti: il costo del ticket giornaliero per i pullman turistici che non prevedono un pernottamento degli ospiti negli hotel della città subisce un aumento drastico, posizionandosi come la tassa d’accesso più alta d’Italia. Per fare un esempio, il contrassegno G ordinario per autobus euro 5 sopra gli 8 metri ha un costo singolo di 350 euro, che arrivano a 86.100 euro per un pacchetto di 300 contrassegni (287 euro per singolo ingresso). Le tariffe sono significativamente più basse per gli autobus elettrici (rispettivamente 150 e 36.000 euro), per le scuole (105 euro) e per le società sportive (60 euro).
Per contro, le comitive che dimostrano di soggiornare almeno una notte all’interno delle strutture ricettive del comune di Firenze beneficeranno di tariffe fortemente agevolate, una misura per premiare il turismo che genera valore economico sul territorio. È lo stesso concetto applicato a Venezia che, invece di rivalersi sugli ingressi di autobus, applica la bigliettazione al singolo visitatore. Contestualmente, viene introdotto un tetto massimo agli ingressi di bus turistici, che vengono così scaglionati su fasce orarie rigide: se un mezzo salta il proprio slot di prenotazione, perde il diritto d’accesso. Per garantire il rispetto delle regole, infine, sarà potenziato il monitoraggio tramite telecamere intelligenti ai varchi della Ztl, capaci di incrociare la targa del bus con la prenotazione digitale in tempo reale. Chi violerà le regole vedrà la propria sanzione raddoppiata rispetto alle sanzioni in vigore fino allo scorso anno.

