Come restare connessi in Giappone: eSIM, SIM locale o pocket Wi-Fi

Redazione TPC, 31 Ago 2026
giappone

Il Giappone ha i distributori automatici parlanti e i treni al secondo, quindi dai per scontato di trovare Wi-Fi ovunque. Poi atterri a Narita, apri le impostazioni del telefono e trovi reti che chiedono una registrazione in giapponese o che scadono dopo venti minuti.

Senza dati sul telefono il viaggio si complica. Ti serve Google Maps negli scambi della metropolitana di Tokyo e il traduttore al ristorante, dove il menu è spesso solo in kanji. Diverse app di prenotazione mandano codici via internet. Conviene risolvere prima di partire.

Hai tre strade: una eSIM, una SIM giapponese comprata sul posto, un pocket Wi-Fi a noleggio.

Perché il Wi-Fi gratuito non basta

Reti aperte ne trovi: nelle grandi stazioni, nei konbini, nelle catene di caffetterie, in parecchi hotel. Il buco è tra un punto e l’altro. Quando ti serve la connessione sei fermo a un incrocio con due uscite della metro e non sai quale prendere, e il Wi-Fi della caffetteria è a duecento metri.

Molti hotspot pubblici chiedono anche un indirizzo email giapponese o una registrazione via SMS. Tienilo come rete di appoggio la sera in hotel e basta.

La eSIM: la soluzione più semplice se il telefono la supporta

Una eSIM è una SIM digitale. Non ricevi niente di fisico: compri il piano online, ti arriva un QR code via email, lo scansioni e il profilo si installa sul telefono. Lo fai dal divano qualche giorno prima della partenza, lasci il profilo disattivato e lo accendi quando l’aereo tocca terra. In pochi secondi hai campo.

Rispetto alle altre due opzioni ti risparmia la coda al banco e un secondo dispositivo da ricaricare ogni sera. La tua SIM italiana resta nel telefono per le chiamate e per gli SMS della banca, mentre i dati passano dal profilo giapponese.

I prezzi cambiano molto in base ai giga. Per due settimane di uso normale, quindi mappe, messaggi, qualche foto caricata e ricerche al volo, si sta tra i 15 e i 30 euro. Chi guarda video in mobilità o usa il telefono come hotspot per il portatile spende di più e fa bene a puntare su un piano con dati abbondanti o illimitati. Confronta le offerte: i piani per una eSIM Japan partono da pochi giorni di validità e arrivano a un mese, con soglie di traffico molto diverse tra loro.

L’unico requisito è il telefono. Tutti gli iPhone dall’XR in poi supportano le eSIM, come i Google Pixel dal 3 in avanti e la maggior parte dei Samsung Galaxy della serie S dal 2020. Con un modello più vecchio, o con un telefono comprato in un paese dove le eSIM non erano attive, verifica prima di comprare qualsiasi cosa. Su iPhone: Impostazioni, Generali, Info, e cerca la voce IMEI o EID.

Quasi tutte le eSIM turistiche sono solo dati. Non ti danno un numero giapponese, quindi niente SMS locali e niente telefonate al ristorante per prenotare. Per la maggior parte dei viaggi non cambia nulla, perché prenoti online e chiami con WhatsApp. Se hai in programma qualcosa che richiede un numero locale, tienilo presente.

La SIM locale: il vecchio metodo, ancora valido

Ai banchi degli aeroporti di Narita, Haneda e Kansai trovi SIM prepagate per turisti. Le vendono anche da Bic Camera e Yodobashi e nei konbini delle zone turistiche.

Una regola giapponese: per una SIM con numero di telefono serve la residenza nel paese, quindi ai turisti vendono quasi solo SIM dati. Niente chiamate e niente SMS locali, come con la eSIM.

Per una settimana o dieci giorni paghi sui 3.000 o 5.000 yen secondo i giga, la stessa fascia di una eSIM. Cambia come la ottieni: trovi il banco giusto dopo dieci ore di volo, fai la fila, apri il telefono, togli la tua SIM italiana e la conservi senza perderla per due settimane.

Ha senso in due casi. Se il telefono non supporta le eSIM è la scelta obbligata. Se hai un dual SIM fisico e vuoi tenere attive entrambe, funziona bene.

Il pocket Wi-Fi: conviene solo in gruppo

Il pocket Wi-Fi, la “saponetta”, è un router portatile con una SIM dentro. Lo prenoti online, lo ritiri all’aeroporto o te lo fai spedire in hotel, e crea una rete Wi-Fi per cinque o dieci dispositivi.

Il noleggio costa 800 o 1.200 yen al giorno secondo l’operatore e la velocità. Da solo è l’opzione più cara delle tre e la più scomoda: ti porti dietro un oggetto in più, lo ricarichi tutte le sere e alla fine lo restituisci imbucando una busta prepagata in aeroporto.

Per una famiglia di quattro o un gruppo di amici il calcolo si ribalta. Un noleggio solo copre tutti i telefoni e diviso per quattro costa meno di quattro eSIM. Il limite è che dovete restare insieme: chi si allontana resta senza connessione. Se durante la giornata il gruppo si divide, il risparmio sparisce.

Come scegliere

Da solo o in coppia, con un telefono che supporta le eSIM, prendi una eSIM: è la più comoda e non ha controindicazioni serie.

Se il telefono non le supporta, SIM dati all’aeroporto, mettendo in conto venti minuti di coda all’arrivo.

Se siete in quattro o più e vi muovete sempre insieme, pocket Wi-Fi.

Cosa controllare prima di comprare

La copertura. Le reti giapponesi sono NTT Docomo, SoftBank e au di KDDI, e qualsiasi eSIM o SIM turistica si appoggia a una di queste. Docomo copre meglio fuori dalle grandi città: se il tuo itinerario tocca le Alpi giapponesi, lo Shikoku o le zone rurali del Tohoku, guarda su quale rete lavora il piano.

Il tethering. Non tutti i piani ti fanno condividere la connessione con il portatile o il tablet. Controlla la scheda del prodotto prima di pagare, perché dopo non si aggiunge.

Il momento dell’installazione. Installa la eSIM da casa, sotto una connessione affidabile. Il QR code si scansiona una volta sola e farlo con il Wi-Fi ballerino dell’aeroporto è un rischio inutile. La validità parte quasi sempre dalla prima connessione a una rete giapponese e non dall’installazione, ma leggi le condizioni del tuo operatore: qualcuno conta i giorni dall’acquisto.

Il Giappone si gira con qualsiasi delle tre soluzioni e nessuna costa una cifra che rovini il budget di un viaggio così. Cambia la comodità. Da solo o in due, con un telefono recente, risolvi in cinque minuti dal divano di casa. Le altre due funzionano lo stesso, a patto di prenotare prima e non improvvisare al banco informazioni di Narita alle sette di mattina, con il fuso addosso e la fila dietro.


Redazione TPC
Redazione TPC


    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi anche
    In evidenza