New York: la Grande Mela dove è sempre bello ritornare

Seconda volta a New York. Viaggo organizzato in autonomia.

  • di Anna Codino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo è il nostro secondo viaggio a New York che ci permetterà di visitare zone da noi non ancora conosciute perché costruite negli anni successivi alla nostra prima visita e angoli che un primo viaggio solitamente non si ha il tempo di vedere. Volo acquistato a novembre con Emirates 380 € a persona.

Abbiamo scelto un hotel in centro con colazione ( The hotel @ New York City 161 Lexington Avenue, 25 min a piedi da Time Square, costo 172 € a notte). Dormire a Manhattan non è certo economico e non molti alberghi offrono la colazione che può essere altrettanto costosa se fatta al bar). Le camere sono pulite ed essenziali, la colazione discreta e la posizione buona sia per muoversi a piedi sia per la vicinanza con due fermate metro . Ceniamo in un ristorante orientale vicino all'albergo.

Domenica 31 Marzo: essendo domenica decidiamo di dedicare la mattinata ad una messa gospel e trascorrere parte del pomeriggio visitando Harlem. Acquistiamo alle macchinette, presenti in tutte le stazioni della metro, due metrocard unlimited con validità settimanale (32 $ l'abbonamento più 1 $ per il costo della carta a persona) che ci consentiranno l'utilizzo illimitato di metro e autobus per tutto il periodo della nostra permanenza. Occorre fare attenzione alla validità, perché il primo giorno della settimana va dalla prima timbratura alla mezzanotte dello stesso giorno. In circa 45 min raggiungiamo Harlem . Per cercare un posto dove ascoltare il gospel abbiamo letto molto su guide e racconti decidendo di non scegliere le chiese più famose, dove il gospel è diventato uno spettacolo per turisti, l'ingresso è spesso consentito dopo lunghe code e si è obbligati a sistemarsi in zone apposite separati dai fedeli del luogo. Optiamo per una piccola chiesa, Church of St. Joseph of the Holy Family dove la messa inizia alle 10 ed è possibile arrivare poco prima sistemandosi tra le persone del luogo. Un piccolo coro di persone con camicioni azzurri è già sistemato accanto all'altare. La messa dura circa un'ora e mezza e i canti sono molto belli e coinvolgenti. Abbiamo la fortuna di assistere a un battesimo di una piccolissima bimba con un minuscolo abito da cerimonia che viene portata per tutta la chiesa dal sacerdote innalzandola verso il cielo. Una messa tutt'altro che statica, a partire dalla gente che balla e batte le mani durante i canti, al segno della pace che è tutto un susseguirsi di abbracci, mentre il sacerdote circola per tutta la chiesa stringendo le mani, al momento delle offerte dove ogni persona scorre fuori dal proprio bancone per raggiungere un grande cesto e tornare al proprio posto, in una danza ordinata e armonica. Appena usciamo nella ricerca di un bagno ci imbattiamo in un grande salone sotto la chiesa e mentre curiosiamo avvistando un bancone pieno di cibo, ci fanno segno di avvicinarci e in men che non si dica ci troviamo con un piatto in mano carico di panini, nachos e salse, insalata di pasta e uova ripiene. Senza capire del tutto se ci siamo intrufolati in un luogo non dedicato ai turisti, lasciamo una donazione nell'apposito cestino e un po' imbarazzati ci sediamo ai tavoloni insieme ad altra gente che mangia e chiacchiera allegramente. Non ci è chiaro del tutto, ma quello che ci siamo immaginati è che questo sia un modo utilizzato dalla gente del luogo per trascorrere tempo insieme, un po' come il nostro aperitivo domenicale, ma in una chiesa! Ci dirigiamo successivamente alla Cathedral Church of St. John the Divine. L'ingresso costa 10 $ che risultano ben spesi. Oltre ad essere il più grande edificio di culto americano, la chiesa è ricca, soprattutto all'esterno, di affascinanti sculture dal significato simbolico. Una tra tutte, quella che riporta lo skyline di New York, torri gemelle comprese, nell'atto di essere distrutte. Nel momento in cui visitiamo la chiesa, come spesso accade, la stessa ospita una mostra di installazioni davvero particolari. L'utilizzo di questo spazio anche per rappresentazioni di teatro, concerti o incontri di poesia ci fa ragionare su quanto sia diverso il modo di pensare i luoghi di culto rispetto al nostro. Percorrendo un lungo tratto di strada a piedi raggiungiamo la Riverside Church e dopo una veloce visita proseguiamo verso nord spostandoci in parte a piedi e in parte con un autobus. Arriviamo a Sylvan Terrace, un luogo che sembra catapultarci in un altro tempo con le sue casette di legno che costituiscono il primo tentativo di costruire in città abitazioni alla portata della classe operaia. Scendendo verso sud, consigliamo di percorrere la Broadway per osservare la street art sugli uccelli sia sui muri delle case che sulle saracinesche dei negozi. Il progetto si chiama Audubon Mural Project e comprende 88 opere di artisti diversi. Meglio visitare la zona di sera o di domenica perché molti murales non sono visibili quando i negozi sono aperti, essendo sulle saracinesche. Nel complesso Harlem ci appare, in maniera inaspettata, come un quartiere piacevole pieno di angoli curiosi e case particolari. Con la metropolitana torniamo verso il nostro albergo e dopo esserci riposati un po' ripartiamo alla volta di Chinatown, dove ceniamo da Vanessa Dumpling

  • 6109 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social