Canada & Usa

Viaggio itinerante (ma soprattutto indimenticabile) tra il Canada e gli States

Diario letto 9276 volte

  • di fr@nci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Rientrati da poco in Italia da questo fantastico viaggio durato all’incirca 18 giorni, ho deciso di scrivere il mio primo diario di viaggio… per tutti i turisti curiosi, ma soprattutto per condividere ed essere chissà d’aiuto a chi volesse come noi fare un tour negli States.

Si parte il 19 agosto da Roma Fiumicino, destinazione Toronto. Partenza ore 15.30. Arrivo ore 19.30.

Abbiamo viaggiato in business (grazie anche alla fortuna di aver comprato il volo con le miglia a disposizione) e quindi siamo arrivati a destinazione abbastanza riposati, anche se abbiamo dovuto attendere più di un’ora l’arrivo del bagaglio. Sbrigate tutte le formalità e recuperati i bagagli ci dirigiamo ai taxi. È incredibile come in tutto il viaggio avremmo potuto fare a meno dei contanti, la carta di credito è accettata ovunque e per qualsiasi importo. Eccoci finalmente nel nostro hotel Victoria, in pieno centro (Yonge St), posizione ottima per visitare a piedi la città. Purtroppo il tempo non è dei migliori a Toronto, ma devo dire che a parte la pioggerellina del primo giorno, siamo stati abbastanza fortunati per tutto il viaggio. Abbiamo dedicato a Toronto due giorni pieni che sono a nostro avviso sufficienti. In giro per Toronto andiamo alla scoperta dei suoi quartieri carini, strani e affascinanti. Passando per Chinatown (sembra davvero di essere in Cina) arriviamo a Kensington Market..un quartiere a metà tra l’hippie e il vintage, sembra di essere ritornati negli anni ’60. Proseguendo per Dundas St. giungiamo a Dundas Square dove è in corso una manifestazione promozionale, con giochi e gadget per tutti. In serata andiamo a Harbour Front, lungolago carino per una passeggiata e un drink in uno dei pub della zona. Il giorno dopo (finalmente sole e caldo) facciamo un giro in zona CN Tower nonché un tour guidato nel Rogers Centre, stadio di baseball dei Blue Jays. E per finire passeggiata a Distillery District, zona storica (edifici di epoca vittoriana) ex fabbrica di birra riqualificata che ora ospita bar, ristoranti, gelaterie, boutique e gallerie d’arte, dove decidiamo di fare un bell’aperitivo con ostriche e birra!

Da Toronto a Niagara Falls

Partiamo presto da Toronto, raggiungiamo a piedi la stazione dei treni (Union Station, biglietti comprati il giorno prima in stazione) dove alle 8.20 del mattino parte il nostro treno per Niagara. Arriviamo dopo circa un’oretta, prendiamo un taxi e raggiungiamo il b&b Nataya. Che dire, credo sia stato l’alloggio più carino, pulito, premuroso di tutto il viaggio. George ci accoglie alle 10.30 del mattino consegnandoci già le chiavi della stanza. Subito alla scoperta delle cascate. Il lato canadese, con nostro grande stupore, lascia un po’ a desiderare. Poco naturalistico ma soprattutto denso di hotel, casinò, luna park con tanto di ruota panoramica, insomma cose che non ti aspetti proprio di vedere in una zona dove la natura dovrebbe regnare incontrastata. In un giorno si riesce benissimo a vedere sia il lato canadese che quello statunitense delle cascate. La fila è un po’ lunghetta alla dogana, ma alla fine riusciamo a varcare il confine e a vedere le cascate dall’altro versante che promettono viste mozzafiato. Decidiamo di non fare nessun percorso o giro particolare (come la barca mind of the mist) avendoli già fatti tra l’altro a Iguaçu (cascate tra il Brasile e l’Argentina), queste sì spettacolari. In serata ci aspettano le luci abbaglianti di Niagara e un salto al casinò. Prima di abbandonare Niagara, George ci serve la colazione in camera, sul balconcino, che gustiamo con piacere.

Negli States, verso la Pennsylvania

Prendiamo un taxi e ci dirigiamo a Niagara, lato statunitense, dove dall’Italia abbiamo noleggiato una macchina alla Hertz. Siamo pronti, con la nostra Nissan, targata California ci addentriamo negli Stati Uniti, alla ricerca degli Amish. Questa era l’unica tappa non prenotata dall’Italia, in cerca di una fattoria Amish abbiamo dovuto ripiegare su un hotel sulla statale, ormai stanchi dopo circa 600 km. Siamo stati ripagati però il giorno dopo. Abbiamo infatti fatto un tour nella terra degli Amish, tra fattorie e campi smisurati e pranzato in un ristorante tipico (Good ‘n Plenty), un tradizionale all you can eat family style. Da provare un dolce tipico amish, lo shoofly (una sorta di torta di mele e cannella) da cosa deriva il nome? Dal movimento che le donne facevano per cacciar via le mosche che tentavano di avvicinarsi al dolce messo sulle finestre per raffreddare (quindi: shoo-fly)

  • 9276 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social