Nepal e Tibet, un viaggio sui tetti del mondo

Un viaggio in Nepal e in Tibet con rientro in Nepal via terra

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  • di francogigante1953
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Di seguito fornirò il dettaglio, giorno per giorno, del viaggio che abbiamo effettuato, io e mia moglie, in Nepal e Tibet (27 giorni in tutto, compresi due giorni di viaggio, ripartiti equamente tra i due paesi).

Prima però vorrei fare alcune raccomandazioni/considerazioni di carattere generale. Anzitutto è consigliabile effettuare questo viaggio, in particolare per quanto riguarda il Tibet, in età non troppo avanzata, l’altitudine media dell’altopiano tibetano è sui 4000 mt., con picchi di 5.250 mt. e l’altezza si fa sentire anche tra i più giovani. Il segreto è di non strafare, di non bere bevande alcoliche (neanche birre) e di programmare il viaggio evitando sbalzi troppo alti, si dovrebbe progredire in quota di 500 mt. al giorno circa. Noi siamo stati i primi 5 giorni a Lhasa (3700 mt.) e dintorni e non abbiamo avuto problemi, tranne un paio di sere un leggero mal di testa.

Poi tenete presente che il Nepal si può visitare da soli (noi abbiamo acquistato un piccolo pacchetto in loco solo per andare al Chitwan Park e a Lumbini, dove è nato il Buddha storico); non così per il Tibet; il governo cinese vi dà il visto solo se vi appoggiate ad un’agenzia locale (noi abbiamo scelto un’agenzia tibetana e non un’agenzia cinese per portare un po' di solidarietà a questo popolo, già duramente colpito dall'occupazione cinese). E qui va fatta un’altra considerazione: se il Tibet non fosse un posto meraviglioso non ci sarei andato, per non portare valuta ai cinesi che hanno instaurato in Tibet una dittatura (ma forse è così anche nel resto della Cina?) umiliando i tibetani con controlli e posti di blocco ovunque; pensate che anche in alcuni monasteri esiste una guarnigione stanziale di soldati cinesi e che ci sono telecamere ovunque, anche nelle cappelle dei monasteri.

Inoltre, nei luoghi di culto principali, specie a Lhasa, ci sono ronde di soldati con fucili e baionette in canna e la censura e la propaganda cinese è veramente opprimente, anche i social network non sono accessibili. Io mi sono dotato di VPN ma dopo due giorni ha smesso di funzionare perché gli esperti informatici del governo cinese cercano di impedirne il funzionamento. Persino alcuni libri (ad es. la guida della Lonely Planet che è critica sull'invasione cinese del Tibet) vengono sequestrati se vengono trovati nelle valigie o nel bagaglio a mano. Diversa è invece la situazione in Nepal dove, dopo un periodo di guerra civile durato 10 anni e dopo la fine della monarchia, sembra che la situazione sia leggermente più stabile. Però ci si è messo di mezzo il terremoto del 2015 che ha pesantemente devastato varie zone del paese colpendo anche le infrastrutture, che già non brillavano, in particolare le strade, alcune delle quali non meritano neppure la definizione di piste; certo, il paese fa quello che può, dovendo anche fare i conti con una dilagante corruzione. Entrambi i paesi però sono sicuri e le persone, in genere, sono molto disponibili e gentili.

Una cosa però mi ha dato un po' fastidio, il fatto che in Nepal alcuni templi hindù sono vietati ai non hindù, il paragone con le nostre chiese, dove tutti possono entrare, è gioco forza farlo. Inoltre, dappertutto, sempre in Nepal, le tariffe d’ingresso sono differenziate, con una tariffa irrisoria per i nepalesi (e questo posso anche capirlo), una tariffa un poco più alta per gli stranieri asiatici e una tariffa da 3 a 5 volte più alta per gli stranieri provenienti dal resto del mondo; questo francamente lo capisco un po' meno, mi chiedo che cosa succederebbe se usassimo la stessa prassi qui in Italia!

Detto questo, veniamo alla descrizione del nostro viaggio

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