Il Nepal nel cuore

Un paese che ci ha pienamente conquistati per l'arte, la natura ed il suo popolo, semplice e laborioso, sempre sorridente, nonostante le numerose difficoltà

Diario letto 2350 volte

  • di dariaegiorgio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

23/12/2017

L’Oriente ci ha di nuovo fatto sentire il suo insistente richiamo e così quest’anno abbiamo organizzato un viaggio in Nepal, paese che desideravamo visitare da anni e che si dimostrerà all'altezza delle nostre aspettative. Dopo un volo in buona parte notturno, atterriamo alle 12 circa, ora locale, a Kathmandu e, a bordo di uno scassatissimo Maruti Suzuki, con un viaggio di mezz’oretta su strade improponibili dalle mille e più buche, profonde almeno trenta centimetri, raggiungiamo l’hotel di Bakthapur che sarà la base della nostra vacanza. Dopo un meritato riposo in camera, mangiamo la nostra prima cena nepalese a lume di candela: zuppa di verdure con pane tibetano, frittata di verdure e cereali, patatine, dolce e bevanda calda a base di zenzero. Poi prendiamo accordi con Yam, a cui ci siamo affidati per l’organizzazione del nostro viaggio, per l’indomani mattina: partiremo alle 8 e verremo accompagnati in auto al tempio di Changu Narayan, che si trova in cima ad una collina sopra Bhaktapur. Faremo ritorno a piedi da soli: Yam ci disegna un percorso dettagliato con vari punti di riferimento. Se lo seguiremo con precisione, dovremmo far ritorno al nostro albergo... speriamo in bene!!

24/12/2017

A bordo del Maruti Suzuki già utilizzato ieri, raggiungiamo il villaggio di Changu Narayan dove siamo gli unici turisti. Intorno a noi il paesello si sta animando: i negozietti aprono, le donne lavorano, i bimbi giocano per le strade. Con una breve camminata arriviamo al tempio, il più antico di tutto il Nepal, riccamente decorato e dichiarato Patrimonio dell’Unesco. Iniziamo poi il percorso per il ritorno a piedi, in base alle indicazioni di Yam: i nostri punti di riferimento sono pinete, alberi secolari, edifici simili a catapecchie. Ci godiamo così tranquillamente lo scorrere lento della vita nei villaggi e fotografiamo, non solo con le macchine e i cellulari, ma anche e soprattutto con la mente immagini che resteranno sempre nei nostri cuori. Con un percorso di circa 7 chilometri, siamo di nuovo a Bhaktapur dove ci rechiamo a visitare il centro storico. Vagare nella città medievale, tra strette vie acciottolate sulle quali si affacciano case di mattoni rossi ed enormi piazze disseminate di templi, statue e porte decorate, è un’esperienza indimenticabile! Oltre agli imponenti monumenti, in parte segnati dal terremoto, ci colpiscono le persone: artigiani che intrecciano i tessuti e scalpellano il legno, donne intente ad esporre i vasi ad asciugare al sole, bambini e ragazzi con le divise scolastiche non proprio linde e tante persone impegnate a intrattenere rapporti sociali nelle piazze, sugli scalini dei templi, sulle soglie dei negozi. Un vero mosaico di vita quotidiana, semplice e molto lontana dallo stress con cui noi Occidentali siamo ormai abituati a convivere.

Mangiamo pranzo per strada: banane, gelato e yogurt artigianale e ci fermiamo, estasiati, ad ammirare i meravigliosi ed imponenti monumenti. Davvero maestoso è il Taumadhitole Temple, meglio conosciuto come il Tempio Indù di Nyatopala. Situato nella famosa Durbar Square, grazie ai suoi 30 metri, è stato classificato come il più alto di tutta la Valle di Kathmandu. Vi si accede da una scalinata fiancheggiata da statue di pietra che raffigurano i guardiani protettori, i leggendari lottatori rajput, elefanti, leoni, grifoni, dee. Ai suoi piedi si riposa una vecchietta ed inspiegabilmente in cima un caprone se la dorme beatamente! Dall’alto del tempio guardiamo la piazza, affollata non solo di turisti, ma anche di gente del posto: un altro mondo che ci piace e ci affascina veramente. Continuiamo incuriositi il nostro giro per la città medioevale e scopriamo che, a differenza del Taumadhitole Temple, molte altre costruzioni sono state danneggiate dal terremoto: alcuni templi sono in parte crollati, molti edifici puntellati e qua e là si scorgono mucchi di macerie e squadre di operai al lavoro. Passeggiando, arriviamo allo splendido palazzo Reale e poco dopo nella piazza dei Vasai: qui sono esposti ad essiccare al sole centinaia di vasi fatti al tornio dagli artigiani: molto caratteristico! Ritornando verso l’albergo, scorgiamo altre scene di vita quotidiana, come un uomo che dorme tranquillo per strada, le donne che osservano la gente, facendo capolino dalle finestre riccamente intagliate delle loro case, un ragazzo che vende la merce accatastata sulla sua bicicletta ed un sarto che lavora nel suo laboratorio. Verso le 18 facciamo ritorno in hotel; avremo percorso circa 20 km a piedi e siamo stanchissimi! Tempo di rilassarci un attimo in camera e poi si va a fare il cenone di Natale a buffet: cibo a volontà e bevande gratuite per tutti.

25/12/2017

Verso le 9 partiamo a bordo del Suzuki Maruti e percorriamo una strada molto dissestata per raggiungere il tempio di Gokarna Mahadev, consacrato a Shiva, che si trova sulle sponde del fiume Bagmati. Oltre alla pagoda e alle numerose sculture in pietra, alcune risalenti a più di mille anni fa, ci colpisce un santuario, ormai quasi interamente occupato da un albero di fico, nato probabilmente da un seme caduto sul suo tetto. Con un breve viaggio su strade sempre più improponibili, raggiungiamo il monastero buddhista di Kopan dove si può vivere l’esperienza della meditazione, ovviamente sottostando alle ferree regole dei monaci

  • 2350 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social