Silenzio e pace tra le vette dell'Annapurna

Silenzio e pace tra le vette dell'Annapurna

Diario letto 5031 volte

  • di Lordlory
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

IL SILENZIO E LA PACE DELLE VETTE DELL’ANNAPURNA.

“I profumi, l’atmosfera ed i suoni silenziosi che accompagnano il viandante lungo la tortuosa strada,sono fonti essenziali affinché egli si trovi catapultato nell’incantato mondo dove la solitudine porta la mente allo stato più puro senza essere offeso dalla parte più materiale del nostro essere”. Già cari lettori,questo è quello che ho pensato lungo il mio trekking in solitaria durato 11 giorni tra le maestose cime innevate dell’Annapurna nel fantastico Regno del Nepal. Il mese di maggio non è certamente il periodo migliore per un’escursione in alta quota in questi luoghi,ma che dire,ormai mi trovo qui e non sarà il brutto tempo a cambiare questa mia decisione. Il tragitto scelto,è quello di Jomson trek, il quale prevede il volo da Pokhara al villaggio di Jomson, salire di quota fino al villaggio di Muktinath e tornare indietro fino a Pokhara. Dopo una notte in bianco a causa di una fastidiosa mosca che ronzava nella stanza,mia alzo alle h 5.00 e mi dirigo al piccolo aeroporto di Pokhara dove un minuscolo aereo farà vivere a me ed altre 15 persone 20 minuti di esperienza unica sorvolando vallate e sfiorando imponenti pareti rocciose.Arrivato a destinazione,osservo il paesaggio a 360 gradi:il vivace azzurro del cielo contorna i raggi del sole i quali si specchiano sulle maestose cime che circondano la vallata;il luogo mi ha già incantato e rende la mia avventura ancora più adrenalinica.Ok,ci siamo,zaino in spalle;comincia ora la mia scalata,ma non prima di aver soddisfatto il mio stomaco con una buona tazza di thè caldo ed una fetta di dolce al cioccolato.Lungo la stradina che mi conduce fuori dal villaggio,la quale ospita un ristorante italiano ed uno olandese,incrocio alcuni scerpa i quali si mettono a ridere dopo aver dato una mia risposta alla loro domanda inerente al raggiungimento della mia prima tappa ed aggiungendo a loro volta con aria stupita:”Solamente gli abitanti di questi luoghi riescono ad arrivare a Muktinath in un solo giorno!”.Va,bhè,lascio il villaggio alle spalle,compresa la preoccupazione dell’affermazione appena ascoltata,mentre il percorso muta e mi trovo a camminare tra grossi massi posti lungo il letto del fiume Kali Gandaki in secca sotto un sole cuocente.Dopo 3 ore,sul lato destro del fiume,incontro il primo villaggio,Eklai Bhatti;da qui,parte l’irto sentiero in terra durante il quale,dietro ad ogni tornante,regala scenari unici:prati verdi che spuntano come piccole oasi in mezzo alle rocce,burroni,alte cime innevate.Il tempo passa,le fatiche aumentano e decido così di sostare 10 minuti ed osservare i paesaggi che mi circondano,bere un po’ di integratori e mangiare del cioccolato che avevo fortunatamente comprato prima di partire.Di tanto in tanto lungo la strada, incrocio degli scerpa,alcuni accompagnati da muli,mentre altri portano enormi e pesanti carichi;si dice che arrivino a portare anche 50 Kg, ed il tutto facendo uso della testa. Sono trascorse ormai 5 ore dall’inizio della mia impresa:il gelido vento mi accompagna da un po’,i miei 15 Kg sulle spalle cominciano a pesare e l’ossigeno presente nell’aria non arriva a riempire i miei polmoni. Sosto,così, per una mezz’ora,al secondo villaggio,Jharkot,dal quale scorgo la mia meta.Dopo una tazza di thè caldo ed un po’ di zuccheri,mi rimetto in marcia fino a giungere,dopo un’altra ora e mezza,a destinazione.Sono arrivato a Muktinath (3800m) dopo 6 ore e mezza di cammino ed un dislivello di circa 1100m.La prima giornata è stata sicuramente la più impegnativa ma la più soddisfacente…se è vero che solo la gente locale riesce in un’impresa simile,forse ciò significa che ho qualche parentela scerpa?!A parte gli scherzi,sono sicuro che se ce l’ho fatta io,qualsiasi altra persona riesca in tale impresa!Non può di certo mancare la visita al tempio,uno dei luoghi più venerati degli abitanti di questi luoghi,seguito da una cena in compagnia di una decina di ragazzi provenienti da varie parti del mondo che avevo appena conosciuto,suggestiva passeggiata serale con vista delle cime innevate dell’Annapurna e concludendo la straordinaria giornata con un meritato riposo.Il giorno seguente,sveglia h 8.00,zaino in spalle e via, verso il villaggio di Kagbeni.La discesa dura circa 2 ore e mezza ripercorrendo lo stesso sentiero del giorno precedente ed immerso in un profondo silenzio accompagnato da gelidi soffi di vento i quali giungevano alle mie orecchie.Mano a mano che scendevo di quota,percepivo sempre più il caldo del sole,il quale rendeva la mia seconda giornata di trekking,una piacevole passeggiata in montagna rispetto alla faticata del giorno prima.Finalmente,appena aggirato la costa di una montagna,ai miei occhi si presenta un vero e proprio miraggio:il villaggio di Kagbeni che dall’alto appariva come un luogo lunare:una verdissima valle contornata da enormi massi grigi.Appena trovato alloggio,non perdo tempo nell’esplorazione tra le minuscole vie lungo le quali faccio conoscenza con un anziano Baba dai lunghi dreads (*1) col quale pratico un’ora di yoga nella sua piccola ed umile dimora.Kagbeni è lo svincolo dal quale parte la lunga spedizione verso il famoso e venerato Regno del Mustang,chiamato anche Regno di Lo.Mi accontento di fermarmi alla postazione di controllo dei visti ed osservare il sentiero il quale si perde all’orizzonte,fantasticando ed immaginando quei luoghi considerati tra i più mistici e spirituali. Il terzo giorno,è quello che mi vede protagonista della continua discesa sorpassando il villaggio di Jomson in direzione di quello di Marpha.Costeggiando il profondo precipizio,mi trovo,ad un certo punto,dinnanzi ad un bivio.Prendo a sinistra dove il sentiero presto si trasforma in un lungo ponte tibetano sospeso a centinaia di metri;che avventura!La strada prosegue in salita fino a giungere al villaggio di Thinigaun,nel quale,a mia enorme sorpresa,stavano cominciando i preparativi di un’evento che capita ogni 12 anni.Seguo la piccola folla di credenti fino a giungere all’interno di un’abitazione.Sono l’unico straniero e sembra che la cosa alla gente non dia per nulla fastidio,anzi,mi invitano a partecipare alla celebrazione.All’interno,il pavimento è coperto da fili di paglia e le persone procedono in fila per l’iniziazione del rituale.Vi sono 4 monaci seduti uno affianco all’altro dove il credente si deve inginocchiare davanti a loro.Il primo monaco,mentre recita una preghiera,appoggia un libro sulla fronte del fedele,il secondo posiziona il tika(*2) rosso sulla fronte,il terzo offre una tazza di thè mentre l’ultimo posiziona un braccialetto bianco al polso in segno di buon auspicio.Tutto ciò è un emozione indescrivibile;gioia,pace,allegria e serenità,tutto raggruppato in una stanza con persone mai viste prima,ma con le quali sembrava di aver avuto un legame fortissimo da molto tempo prima.La festa dura 14 giorni,giorni di festa i quali si concludono con l’apertura di 2 scatole,all’interno delle quali due Dèi uscivano per un intero giorno per poi rinchiudersi nuovamente all’interno di esse ed aspettare altri 12 anni per rifare visita ai fedeli.Lascio a malincuore quel sacro luogo e mi avvio verso Marpha sotto una pioggia torrenziale durata ben 2 ore.Purtrppo in questo periodo,i monsoni cominciano a far visita in questo angolo di mondo ,quindi,anche il giorno seguente,il cielo si presenta coperto,portandosi via con sè la vista delle magnifiche vette innevate.Attraverso i villaggi di Tukuche(2591m),Khobang(2550), Larjung(2560),fino a giungere a Kokhethanti dove pernotto.Le 5 ore di cammino che separano Kokhethanti da Ghasa,sono assai piacevoli,vista la bella giornata la quale mi offre graziosi scorci dell’Annapurna 1.Il sesto giorno,quello con destinazione il villaggio di Tatopani,è uno di quelli con scenari più suggestivi.Scendendo di quota,mi accorgo di come il paesaggio stia cambiando,passando da quello roccioso e grigio,ad uno ricco di vegetazione verde ed abbellito da alte cascate.Tatopani è un grazioso villaggio famoso per le sue terme d’acqua calda a 38*C,alle quali faccio visita sia il giorno stesso che quello seguente

  • 5031 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social