Napoli e Reggia di Caserta

Una città ricca di arte, cultura, gioia di vivere che sta cercando di superare vecchi stereotipi.

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  • di mau14
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro

Arrivati alla reggia su consiglio di Angelo, visitiamo prima il teatro. Un piccolo tesoro che i volontari del Touring stanno valorizzando con visite gratuite e guidate. Una bomboniera che ci ha favorevolmente colpito. Lasciato il teatro, raggiungiamo il pulmino che al costo di 2,5 euro ci trasporta sino alla cascata, costeggiando le piscine ed evitandoci una lunga camminata di circa tre chilometri.

Il parco Reale, parte integrante del progetto presentato dal Vanvitelli, s’ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte a Versailles. Al di sotto della cascata la fontana di “Diana e Atteone”. E’ a forma semiellittica con due gruppi statuari, quello di Diana a destra e quello di Atteone a sinistra, Quest’ultimo è rappresentato mentre viene mangiato dai suoi cani e trasformato in cervo, come narrato nella mitologia, avendo come colpa l’aver vista la dea Diana completamente nuda. La fontana è preceduta da balaustre ornate da ninfee e cacciatori. Dopo foto, selfie e una passeggiata lungo i viali paralleli alle fontane ritorniamo al pulmino che ci riporta alla reggia. Qui ci dirigiamo verso lo spettacolare scalone d’onore sormontato da una doppia volta e arricchito di preziose decorazioni che conduce agli appartamenti storici realizzati tra il Settecento e l’Ottocento.

Ammiriamo varie stanze, tutte riccamente affrescate e arredate, arriviamo nella Sala del Trono, la più ampia, dove si possono ammirare le decorazioni con i dodici stemmi che rappresentano le dodici province del Regno delle Due Sicilie e quarantasei medaglioni che rappresentano i precedenti Re di Napoli. In fondo alla sala, il Trono, di legno intagliato, opera di artigiani dell’800.

La visita è molto interessante, anche se le stanze visitate, tutte magnifiche e ricche di affreschi, quadri e suppellettili varie non sono tantissime e dopo circa un’ora la visita termina. Usciamo dalla Reggia e consumiamo un veloce spuntino presso il vicino Bar Vanart, poi puntualissimo alle 14.30, Angelo riparte alla volta di Napoli, deliziandoci durante il tragitto con altri aneddoti e battute. Siamo in Piazza del Plebiscito intorno alle 15,30. Il tempo è nuvoloso e spira una fresca brezza marina. Salire al Vomero non conviene quindi risaliamo via Toledo con obiettivo il Monastero di Santa Chiara. All’altezza con piazza Diaz la fermata della metropolitana “Toledo”, considerata dal quotidiano inglese “The Daily Telegraph”, la stazione della metropolitana più bella d’Europa. E’ caratterizzata da due colori, l’azzurro e l’ocra. All’interno due grandi mosaici. Il primo, situato nel mezzanino, raffigura una tipica scena napoletana, piena di persone in movimento. Scendendo lungo le scale mobili, illuminate dall’interno, sulla parete frontale si scorge il secondo mosaico raffigurante due persone che portano un carretto. Proseguendo nel corridoio di accesso ai binari, alcuni pannelli rappresentano il mare azzurro increspato dalle onde. Scendiamo alla prima fermata, “Dante”. Anche in questa stazione opere di vari artisti italiani e stranieri e un lungo neon con un brano del “Convivio” scritto da Dante.

Passiamo per via Port’Alba, piazza Bellini e passeggiando tra stretti vicoli con molteplici negozietti di oggetti musicali e locali di aggregazione per giovani raggiungiamo il complesso monumentale di Santa Chiara. Visitiamo prima la chiesa, quasi completamente distrutta dai bombardamenti del 1943, ricostruita e restaurata secondo l’originale stile gotico. Raggiungiamo poi il Chiostro Maiolicato. Qui si respira un’aria di tranquillità in contrasto con il frastuono e la confusione dei vicoli all’esterno del complesso. Le pareti del chiosco sono interamente coperte da affreschi settecenteschi mentre il giardino, diviso in quattro settori, è fiancheggiato da pilastri ottagonali maiolicati collegati tra di loro da sedili, anch’essi maiolicati, che raffigurano scene di vita quotidiana dell’epoca. All’interno dei giardini numerose piante di aranci in fiore. Molto attento il personale che controlla che nessuno si sieda sui sedili … giustissimo! Si potrebbero rovinare, anche se la tentazione di un attimo di relax è tanta!

Su un lato del chiosco si trova un piccolo museo nel quale sono state trasferite alcune opere provenienti dalla chiesa in seguito ai bombardamenti del 1943 e, all’uscita, un tradizionale presepe con pastori del Settecento e Ottocento

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