Napoli a casaccio

Quattro amici a spasso per la città

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  • di Limo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro

Anche quest’anno complice il ponte di Ognissanti abbiamo organizzato il nostro weekend lungo. Meta già decisa da tempo: Napoli.

Partiamo con il Frecciarossa prenotato in largo anticipo 3 ore di viaggio e alle 23.00 siamo a Stazione Garibaldi dove cerchiamo disperatamente un taxi. Ce n’è uno in lontananza, chiediamo informazioni e lui ci indica dove andare ad aspettare…In pochi minuti ne arrivano una ventina alla spicciolata.

Il ns ci accompagna al B&B in zona Università, con un guadagno extra di ben € 8,00, ma sia… è simpatico!

Posiamo le valigie e voliamo in strada, è Halloween e c’è un sacco di gente, così ci prendiamo una birretta e vagliamo il posto.

1 Novembre

Il ns B&B è vicinissimo a Piazza Domenico Maggiore, in pieno centro storico, ma notizia più importante è vicinissimo a Scaturchio la pasticceria che fa le sfogliatelle più buone del mondo! La colazione quindi è scelta: sfogliatella e caffè! Non c’è che dire, tutto ottimo.

Dopo questo trattamento godurioso, inizia il nostro tour che parte dalla Chiesa di San Domenico Maggiore con il suo obelisco e prosegue poi per i vicoli sopra finchè Davide (stranamente) si accorge di una biglietteria. E’ quella della Cappella di Sansevero dove si trova il famosissimo Cristo velato, un’opera marmorea di un a me sconosciuto Giuseppe Sanmartino. Riusciamo ad entrare per primi e per pochi minuti siamo soli nella cappella ed ammiriamo l’unicità della statua…è semplicemente commovente. Credo di non essermi mai soffermata così tanto davanti ad una scultura, ma è impressionante e rivoluzionario per quei tempi: il velo è leggero e traspare le forme e le pieghe del corpo e del volto di Cristo, trasmettendone le sofferenze tanto che in passato alcuni studiosi lo hanno ritenuto erroneamente opera di un processo alchemico di “marmorizzazione”.

Non mi stupisco che il maestro Riccardo Muti abbia scelto il volto del Cristo per la copertina del suo Requiem di Mozart.

A scendere due inquietanti statue di macchine anatomiche (uomo e donna) chiuse in due bacheche.

Proseguiamo il ns itinerario che ci conduce al Monastero Santa Chiara, dove però si sta svolgendo la Messa. Decidiamo quindi di visitarne il Chiostro maiolicato, che con una giornata così calda e assolata, non guasta. Quello che mi ricorda vagamente sono le azulejos dell’architettura spagnola e portoghese. Ci sono molti alberi di aranci e mapo e una serie di guardie che controlla che nessuno raccolga niente o si sieda sulle maioliche….che ansia! All’interno del Chiostro c’è un Museo dove sono esposti reliquiari e altri oggetti sacri e da qui si accede ad un percorso esterno che ha portato alla luce le vecchie terme romane.

Per pranzo abbiamo deciso di mangiare in una Trattoria che mi ha suggerito un amico napoletano, una delle poche non turistiche che si trovano a Borgo Marinaro, e siccome si è fatta una certa sarà bene incamminarsi!

Seguendo le indicazioni del ragazzo del B&B ci troviamo proprio sopra la stazione Metro della Linea 1: Università che fa parte del circuito d’arte, quale occasione migliore per scendere a guardarla?! Si viene subito attratti dai colori fluo. Ma i contrasti cromatici sono utilizzati anche per favorire la circolazione dei viaggiatori: i due colori dominanti, “pink” (rosa fucsia) e “lime” (giallo-verde acido) indicano rispettivamente la direzione verso la banchina per Piscinola (attualmente Dante) e per Garibaldi (di futura apertura). Al di là dei tornelli e del Box agenti, un lungo light box (Ikon) di figure virtuale. Tra il light box e i pilastri neri, Synapsi, una sinuosa in acciaio satinato, che pare rimandi all’intelligenza umana

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