Off road in Namibia

Viaggio in 4x4 alla scoperta del Paese: dai deserti alla costa, dalle foche ai leoni....

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  • di mikilaly
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Finalmente si parte per la Namibia! Siamo Laura (io), Michele, Chiara ed Elena e stiamo aspettando questo giorno ormai da mesi.

Premetto che l’organizzazione non è stata semplicissima, in quanto nella maggior parte delle guide vengono descritti i luoghi, ma mancano completamente le indicazioni su come raggiungerli. Ringrazio Silvia per averci prestato la guida Savana di Robo Gabr’Aoun, che è stata praticamente il nostro punto di riferimento per tutto il viaggio e senza la quale sicuramente non avremmo visto molte delle meraviglie di questo paese.

Dopo un viaggio durato praticamente un giorno intero (Milano-Cairo e Cairo-Johannesburg con Egypt Air, Johannesburg-Windhoek con Air Namibia), arriviamo a Windhoek e ci ritroviamo subito a fronteggiare qualche disguido legato alla prenotazione dell’auto, che ci verrà consegnata il giorno successivo a causa di un errore della compagnia. Nonostante questo piccolo contrattempo, ci siamo trovati benissimo con Kea Campers - Britz 4wd Rentals e lo consiglio. Pernottiamo all’ostello Chameleon City Backpackers, consigliatissimo anche questo: sembra un’oasi nel deserto, anzi, nel grigio della città; pulito, ben organizzato e friendly.

Il giorno seguente (11 novembre) finalmente ci viene consegnata l’auto e si parte; direzione Sesriem, passando per Rebooth (da dove comincia la strada sterrata) e per lo spettacolare passo dello Spreethotghe dal quale si gode di una visuale infinita sul Namib.

Il percorso è davvero magnifico e assolutamente non pericoloso, anche se la descrizione riportata nelle guide ci aveva spaventati e per un attimo avevamo pensato di effettuare una strada alternativa; arriviamo a Sesriem verso sera (circa 5 ore di auto, 300 km), alloggiamo al Sesriem Camp Site (anche se via mail ci avevano detto che era pieno, c’è un sacco di posto). Compriamo i permessi per la visita del parco (hanno la durata di 24h; in ogni caso non è più possibile varcare il cancello prima dell’alba con piccolo sovrapprezzo, pernottando esternamente) e allestiamo le roof tents per la notte.

Sveglia alle 4 del 12 novembre per richiudere le tende con la sola luce delle stelle e per essere operativi davanti ai cancelli di Sussusvlei alle 5, allo scopo di iniziare la corsa alla Duna 45 dalla cresta della quale vedremo l’alba, assieme a qualche decina di turisti. Purtroppo il cielo è nuvoloso, ma il variare dei colori delle dune con la luce che si fa sempre più intensa è spettacolare. Circa 15 km dopo la Duna 45, un parcheggio ombreggiato da acacie indica la fine della strada percorribile da tutti i mezzi e l’inizio del percorso per soli 4x4, che noi imbocchiamo senza esitare...peccato che rimaniamo intrappolati nella sabbia dopo 100 meri. Fortunatamente una delle guide del posto ci aiuta ad uscire, facendoci sgonfiare le ruote...ce ne eravamo dimenticati, ma da ora in avanti, non falliremo più!

Sossusvlei si trova tra alte dune arancioni ed è il fondo di un lago quasi sempre asciutto, plasmato nei secoli dalle acque del fiume Tsauchab, anch’esso secco per la gran parte dell'anno. Il nome Sossusvlei deriva da: vlei che indica il pantano e sossus che significa "senza ritorno" o "fiume cieco", con riferimento al fatto che qui le acque dello Tsauchab si perdono tra le dune del Namib.

Deadvlei (letteralmente, il "vlei morto") è quel che rimane di un'oasi di acacie dopo che il fiume ha mutato il suo corso negli anni, a causa dello spostamento delle dune. E’ un luogo surreale caratterizzato dal bianco del sale, dal nero delle acacie bruciate dal sole e dall’arancione delle dune: da rimanere senza parole

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