La nostra Namibia

Al ritorno da un viaggio come questo la prima cosa che ti viene voglia di fare è condividere l’esperienza con amici, parenti, conoscenti, ma anche con altri viaggiatori. Sicuramente l’itinerario sarà molto simile agli altri in questa sezione ma speriamo ...

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  • di Sara&Fonzie
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia

Al ritorno da un viaggio come questo la prima cosa che ti viene voglia di fare è condividere l’esperienza con amici, parenti, conoscenti, ma anche con altri viaggiatori.

Sicuramente l’itinerario sarà molto simile agli altri in questa sezione ma speriamo di dare qualche indicazione in più o diversa da quelle già presenti.

Partenza il 24 luglio da Firenze con 2 ore di ritardo a causa del vento, arrivo a Francoforte non abbastanza in orario per la Lufthansa che ci chiude il volo sotto il naso e ci invita a rivolgerci allo sportello per farci assegnare un altro volo. Per fortuna la signorina è italiana, che in questi casi fa sempre piacere, ci assegna l’hotel in cui passare la notte e ci comunica che partiremo l’indomani sera con un volo dell’Air Namibia diretto su Windhoek.

Ce ne facciamo una ragione e passiamo la notte e il giorno successivo a Francoforte. La sera del 25 luglio partiamo con Air Namibia in orario, l’aereo è piuttosto vecchio, scomodissime le poltrone, un bagno fuori uso, intrattenimento scarso. Finalmente alle 7.30 del 26 luglio tocchiamo il suolo namibiano. L’aria è bella frizzante; ci accolgono con le mascherine per la paura dell’influenza A e dopo aver recuperato le valigie incontriamo il corrispondente che ci consegna tutti i documenti per il nostro viaggio. Svolgiamo le formalità per ritirare la nostra Polo Classic con la seconda ruota di scorta e partiamo.

Ci aspettano 600 km di strada asfaltata per arrivare alla nostra prima meta. Facciamo una sosta a Otjwarongo per il pranzo in un posto dove allevano coccodrilli, infatti ci siamo mangiati una squisita insalata con il coccodrillo e poi via verso Tsumeb fino ad arrivare all’ingresso dell’Etosha, in cui però non entreremo stasera in quanto la nostra sistemazione si trova in una riserva privata. Avvistiamo tantissimi facoceri ai bordi della strada ( il loro possibile attraversamento è indicato anche da cartelli stradali ) e delle scimmie.

L’Onguma lodge è veramente quello che serve per estraniarsi dal mondo caotico,per entrare in sintonia con la savana, il suo silenzio e la sua pace. Ci servono una deliziosa cena sulla veranda che guarda verso il bush. Cominciamo ad assaporare la cucina locale ( la selvaggina è ottima) che e accompagnata da un buon vino sudafricano è proprio una sorpresa! 27 luglio: stamani ci aspetta il primo game drive organizzato dal lodge che ci porterà alla scoperta dell’Etosha...È freddissimo, anche se ci hanno dotati di coperta di pile e borsa dell’acqua calda, i nostri piumini fanno fatica a tenerci al caldo, inoltre la jeep scoperta certo non aiuta!! Comunque la ricerca non è molto fruttuosa, vediamo elefanti, giraffe, kudu, gazzelle, zebre, ma niente felini.

Stessa cosa durante il tragitto che percorriamo da soli con la nostra auto per raggiungere Okaukuejo. Ci sistemiamo nel nostro waterhole chalet che si affaccia sulla pozza dove vengono a bere moltissimi animali; infatti la sera è abitudine degli ospiti sedersi comodamente in direzione della pozza illuminata per ammirare questo spettacolo.

28 luglio: giornata dedicata al safari individuale: tante giraffe, zebre, gazzelle, struzzi, facoceri, orici, elefanti, sciacalli...Ma niente felini! Meno male che la pozza dell’Okaukuejo ci regala lo spettacolo di 40 elefanti tutti insieme e dei rinoceronti col piccolo! 29 luglio: trasferimento a Twyfelfontein, 350 km di cui 120 su strada asfaltata fino a Korixas; sosta per il rifornimento e per la veloce visita della foresta pietrificata ( vale la pena solo per la foto della welwitschia sul tronco pietrificato ) e arrivo presso il Twyfelfontein Lodge che si trova sotto una rupe rocciosa molto suggestiva. Qui ci sono 30°! Nel pomeriggio partiamo con Anton ( la guida del lodge ) alla ricerca degli elefanti del deserto; quando avevamo perso le speranze ne raggiungiamo uno e riusciamo ad avvicinarci molto, almeno fino a quando non si è scocciato e ci ha fatto capire che sarebbe stato meglio allontanarsi! Aperitivo al tramonto in uno splendido scenario tipico del Damaraland e cena sulla terrazza un po’ troppo ventilata del lodge. Ps: se potete evitate le camere verso la montagna, sono buie e non troppo accoglienti

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