Etnie e terre namibiane

Sono tornata dal mio viaggio in Botswana e Zambia poco più di un mese fa ed eccomi di nuovo a fare le valigie. Siamo in sei, tutte donne. Stavolta la nostra meta è la Namibia, prima di recarci a Livingstone ...

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  • di Gaho
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Sono tornata dal mio viaggio in Botswana e Zambia poco più di un mese fa ed eccomi di nuovo a fare le valigie. Siamo in sei, tutte donne. Stavolta la nostra meta è la Namibia, prima di recarci a Livingstone per andare a trovare i bambini della scuola materna che supportiamo tramite la nostra associazione onlus.

La curiosità ci spinge a cercare sempre nuove mete, scoprire nuovi popoli ed ambienti a noi sconosciuti. Percorriamo le strade del mondo non per misurare le distanze, ma per provare nuove emozioni e nuove esperienze da condividere e da raccontare. L’Africa ci ha chiamato ancora e, per la seconda volta, visitiamo la Namibia con i suoi deserti, i suoi paesaggi e, soprattutto, con i suoi popoli antichi: gli Himba, gli Herero e i San, etnie che riescono ancora a mantenere le loro tradizioni, le loro abitudini, i loro costumi. Ma per quanto tempo ancora? L’itinerario di questo viaggio è nato l’anno scorso, quando abbiamo visitato il nordest della Namibia, partendo da Livingstone in Jeep e con le tende attraverso il Caprivi Strip per visitare l’Etosha Park e il popolo San, ossia i boscimani. Dai precedenti viaggi è rimasto in noi ill desiderio di vedere gli Himba e gli Herero nel Kaokoland e quest’anno abbiamo realizzato il sogno. Dopo aver studiato guide e riviste specializzate e, dopo esserci informati bene in alcune agenzie e confrontato i prezzi, abbiamo fatto la nostra scelta e prenotato il viaggio. Sabato 10 maggio 2008 Partenza alle 20.25 da Venezia via Zurigo per Johannesburg. Siamo emozionate, come sempre quando intraprendiamo un viaggio importante. Il volo per Zurigo è regolare, la coincidenza per Johannesburg parte dopo un’ora e dobbiamo recarci velocemente all’imbarco. Al momento della prenotazione non ci siamo ricordate di chiedere la prenotazione dei posti ed ora siamo sedute ognuna per conto proprio. Rileggo tutto il programma del nostro viaggio e studio la guida turistica, poi guardo un bel film sullo schermo inserito nella poltrona davanti a me. Ma poi sopraggiunge il sonno e fino al mattino dopo, quando arriva il profumo di brioches e caffè, non mi sveglio. Domenica 11 maggio 2008 Arrivati a Johannesburg ritiriamo il nostro bagaglio e ci rechiamo al check-in. Abbiamo 4 ore di attesa per il volo di coincidenza e dopo esserci liberate dal peso delle valigie, giriamo per i negozi. All’aeroporto di Johannesburg ci sono alcune botteghe di artigianato locale molto ben fornite. Ma al momento ci limitiamo a curiosare, gli acquisti li faremo nei prossimi giorni.

Proseguimento alle 13.20 da Johannesburg a Windhoek, la capitale della Namibia, dove arrivamo dopo 2 ore di volo.

Ad attenderci all’aeroporto di Windhoek è Enrico, figlio di oriundi italiani, che sarà la nostra guida e autista per i prossimi otto giorni. Ci accompagna nella sede dell’Agenzia, dove siamo accolte dal titolare nella sua B&B House. Ci vengono offerte una fetta di torta fatta in casa e delle bibite fresche, mentre viene spiegato dettagliatamente il programma del viaggio che ci attende. La Namibia è un paese immenso, grande quasi tre volte l’Italia, con spazi infiniti, poco popolata e dove le distanze sono enormi. Quando abbiamo stabilito l’itinerario da seguire ringraziamo dell’ospitalità, salutiamo e partiamo con Enrico per raggiungere il nostro albergo.

Windhoek, la capitale della Namibia, è circondata dalle maestose montagne Eros. Si trova ad un altitudine di 1600 metri in mezzo a colline lussureggianti. La temperatura è gradevole con un cielo azzurro ed un aria pulita e frizzante, tipica dei luoghi montani. Siamo in Africa, ma si ha l’impressione di essere in una città europea. Lungo il percorso per arrivare al nostro Hotel passiamo per la periferia con i suoi graziosi edifici in stile europeo con giardini curati e ci fermiamo per una breve visita alla Chiesa luterana Christuskirche. Si tratta di una costruzione in stile tra il neogotico e l’art nouveau con i muri in pietra saponaria, tipica della zona, progettata all’inizio del XX° secolo. Di fronte alla chiesa si trova il Reiterdenkmal, un monumento ai soldati delle Schutztruppen, caduti durante le guerre Herero all’inizio del 1900, nel periodo della colonizzazione della Namibia da parte della Germania. Dopo aver scattato alcune foto ci dirigiamo verso il nostro albergo, il “Windhoek Country Club Hotel”, situato fuori città in una zona molto tranquilla, in mezzo ad un campo da golf. Siamo tutte golfiste ma, naturalmente, non abbiamo portato le nostre sacche da golf. Non ci sarebbe nemmeno il tempo per fare un giro in campo. Le camere assegnateci sono di dimensioni generose, come pure i bagni. Tutto è ordinato e pulito, la hall accogliente e il buffet della sala da pranzo ricco e vario. Dopo il lungo viaggio ci sediamo volentieri a tavola per gustare tutte le specialità offerte. Trascorreremo solamente una notte qui, la partenza per la prossima tappa è per le 8.00 di domani mattina. Lunedì 12 maggio 2008 La sveglia suona alle 7.00 e alle 8.00 si parte, dopo un’abbondante colazione, per raggiungere il Kaokoland, una regione che si trova nell’estremo nordovest del paese, al confine con l’Angola. Sono previste 2 tappe per arrivare nel cuore della regione degli Himba e degli Herero, con un pernottamento a Kamanjab, al Rustig Toko Lodge

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