Bhutan e Myanmar, tra natura e spiritualità

Travaso di emozioni dal misticismo tibetano in Bhutan ai templi dorati del Myanmar

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  • di ziorico45
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

VIAGGIO IN BHUTAN E MYANMAR ottobre 2019

Visitammo il Tibet nel 2013, e ne rimanemmo affascinati, dalla cultura, dalla religiosità, dalla natura incontaminata, anche se purtroppo, dopo l'occupazione da parte della Cina nel 1956, la conseguente fuga del Dalai Lama, tutto il Tibet cinese è stato colonizzato, la politica espansionistica di Pechino lo sta trasformando in un mondo completamente diverso dall'originale, con insediamenti, palazzi, strade e industrie.

Di conseguenza se vogliamo reimmergerci in quello che rimane del puro buddhismo tibetano, prima che l'inesorabile progresso se lo inghiotta, decidiamo di visitare il Bhutan. Gli dedicheremo solo 9 giorni, causa l'elevatissimo costo che una visita in Bhutan comporta. Il giovane ed amatissimo sovrano Jigme Khesar Namgyel, ha disposto di finanziare la scuola e la sanità con una tassa sull'ingresso dei turisti. Ogni giorno di soggiorno costa minimo 250 US$, (se si è almeno in 3, per 2 persone la tariffa è superiore) che comprende: vitto, alloggio, guida, autista e ingressi ai siti, il rimanente va allo stato. Le porte al turismo sono state aperte nel 1974. Il “progresso” viene assimilato a minuscole dosi.

Contattiamo 3 agenzie bhutanesi, poi scegliamo la “Gawaling tours and Tracks”, per organizzarci tour e procurarci il visto, che viene rilasciato solo dopo aver effettuato il bonifico a saldo. Con la Gawaling Tours pianifichiamo il programma, chiediamo loro di prenotarci i voli da Bangkok a Paro e ritorno, ma ci rispondono che ce ne dobbiamo occupare noi. Vi sono solo 2 compagnie aeree bhutanesi che collegano il Bhutan con il mondo esterno, riusciamo a prenotare con Bhutan Airways. Quindi 9 giorni in Bhutan e poi ce ne andremo a fare un giro in Myanmar (ex Birmania), per altre 3 settimane.

Si decolla con la Turkish da Bologna il 1° ottobre 2019, transitiamo a Istanbul, per la prima volta nel nuovo, immenso e moderno aeroporto Havalimani. Proseguiamo per Bangkok, giungiamo al mattino alle ore 7,30, ci sarebbe il tempo per andare a fare un giro in centro, ma siamo stanchi e fa caldo, ce ne andiamo in albergo per farci una bella nanna e riposare. A Bangkok ci siamo passati altre 2 volte, parecchi anni fa.

Giovedì 3-10-2019

Levataccia alle 3, shuttle alle 4 per l'aeroporto. Decollo alle 6,30, sul volo capito di fianco ad un ragazzo bhutanese che vive con la moglie ed una figlia di 9 anni a Perth in Australia, dove studia e lavora, ci facciamo una bella chiacchierata su Australia e Bhutan (purtroppo è tornato per il funerale della madre). E' orgoglioso di decantarmi le virtù del suo paese: in cui è vietato fumare, non esistono semafori, non si usano sostanze chimiche in agricoltura, grande rispetto (secondo i dettami buddhisti) verso l'ambiente e gli animali

Suggestiva la parte finale del volo, quando il velivolo scende sotto le nuvole, che fortunatamente si diradano, vediamo alcune altissime cime innevate dell'Himalaya. Poi la parte finale della discesa, quando l'aereo si incunea in canaloni dove sembra che le estremità delle ali debbano sfiorare i boschi che coprono le montagne. Atterriamo nella assolata valle contornata dalle montagne. Bellissimi gli edifici dell'aeroporto in stile bhutanese, tutti vivacemente decorati. All'uscita del terminal ci sono ad accoglierci: Nima, la guida e Jimy l'autista, indossano entrambi il tradizionale”gho” una blusa incrociata davanti, alti polsini di un candido bianco risaltano, sotto una sottana che copre il ginocchio con calzettoni neri, constateremo successivamente che la maggior parte dei bhutanesi indossa costumi tradizionali quotidianamente. La stoffa è di cotone scozzese, le tinte comprendono il marrone, nero, rosso e beige

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