Albania in moto

Viaggio in libertà nel Paese delle aquile

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  • di artemisia59
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ho impiegato 3 anni a convincere il marito che l'Albania potesse essere una meta di vacanza nuova e alternativa. Storicamente e geograficamente prolungamento della Grecia , parte anche dell'Impero Romano, ricca quindi di siti archeologici importanti, con un mare che può tranquillamente competere con quello greco, che da tanti anni privilegiamo per le vacanze estive. Alla fine, stremato, ha dovuto cedere e abbandonare i preconcetti. Ci imbarchiamo da Bari per Durazzo, con ritorno da Igoumenitsa, per cui percorreremo l'Albania da Durazzo verso sud. In andata preferiamo la traversata diurna, visto che la notturna, essendo breve, ci sbarcherebbe ad un orario antelucano che non ci permetterebbe ne' di dormire in nave, ne' di trovare un albergo con ceck in a quell'ora, ne' di partire subito per altra destinazione, vista la stanchezza. Con GNV partiamo alle 13 e alle 22 siamo in porto a Durazzo, dopo una tranquillissima traversata. Cerco su Booking un hotel che abbia parcheggio per la moto, e che, soprattutto, sia facile da trovare uscendo dal porto. La scelta, azzeccata, cade sull'Hotel Ceka, che è ben segnalato dalla strada principale e ha come punto di riferimento il Museo Archeologico. Tra l'altro sarà l'unica volta che avremo ottimi e freschi cornetti a colazione (e pure il bidet).

22 luglio - DURAZZO-BERAT 100 km

Durazzo è una città senza infamia e senza lode, come praticamente tutte le città che incontreremo, figlia dell'edilizia comunista, e che cerca di adattarsi alla nuova spinta turistica. Ne esce un'accozzaglia di costruzioni e "abbellimenti" a volte al limite del pacchiano.

Vi sono pero' punte di eccellenza, che noteremo in tutto il Paese, nella conservazione dei beni archeologici. Siti tenuti come gioielli, con costi di ingresso molto ridotti, ma davvero degni dell'inserimento avuto da molti nel Patrimonio Unesco. Il Museo Archeologico di Durazzo (ingresso 4 euro) è di estremo interesse, piccolo ma allestito con cura ed intelligenza. Lasciato il Museo, e dopo una breve passeggiata sul lungomare, ci addentriamo attraverso le antiche mura nel centro storico di questa importante città, per visitare l'anfiteatro romano risalente al II sec d.C.. Da qui si può scendere nel centro moderno, costituito da una grande piazza su cui si affaccia una moschea, e che prosegue con un grande viale che riporta al mare.

Bastata una mattina per girare un po' la città, siamo pronti per partire per Berat, la "Città dalle mille finestre", Patrimonio Unesco dal 2005

Percorreremo circa 100 km da Durazzo, per buona parte in superstrada, poi su strada provinciale discreta, e senza alcun traffico.

Alloggiamo alla Guesthouse Niko, 20 euro con colazione, e un comodo giardino recintato dove parcheggiare la moto in sicurezza.

Berat è una cittadina medievale, caratterizzata dall'impronta ottomana, le case bianche che quasi si toccano fra loro, e dall'essere divisa in due quartieri: Mangalem e Gorica, separati dal fiume e uniti da due ponti pedonali. Da girare a piedi, inerpicandosi fra le stradine tortuose. Ricca di chiese e moschee, è dominata dal castello sulla cima del monte Tomori, da cui si gode un bel panorama. Al tramonto il fascino di questa cittadina è davvero unico.Ceniamo alla trattoria Mangalemi, sulla terrazza con vista. La trattoria è molto consigliata; in verità abbiamo mangiato discretamente, ma nulla di più. I costi sono molto modesti, diciamo sui 10 euro a testa per una cena, anche se conoscenti albanesi ci hanno assicurato che per il tenore di vita del Paese, si tratta di prezzi davvero esagerati

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