Rock Maroc

Il Marocco in moto da nord a sud (e ritorno)

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  • di Marcotarello
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

ROCK MAROC

“Il Marocco da nord a sud e ritorno“

Km.4.300

Durata: 15 gg di cui 4 di traghetto.

Avete presente una bella cena tra amici in cui si raggiunge un discreto grado alcolico e si inizia a fantasticare su un futuro viaggio extraeuropeo, magari in terra africana, magari in Marocco, dove si riesce ancora a gustare quel sapore d’avventura d'altri tempi?

Ebbene, in quella sera da quella cena piano piano questa visione quasi mistica si è trasformata in un “sogno concreto” fino a diventare una realtà di fatto: assaporare un pezzettino di Africa con le nostre moto. Questo pezzettino si chiama Marocco, appunto, alla portata di noi piccoli viandanti sognatori a due ruote.

E così, dopo mesi (solamente due in effetti) a discutere di date auspicabili, di traghetti, di itinerari, finalmente siamo partiti, perché come scrive qualcuno che di viaggi se ne intende e parecchio…

“L’importante è partire”.

Gruppo composto da tre motociclisti : direi numero perfetto, amici di una vita, ma soprattutto compagni di viaggi super collaudati.

Quindi direzione Séte (Francia) per poi imbarcarci sul traghetto per scendere a Tangeri. Siamo saliti sulla nave sotto ad un vero e proprio diluvio universale e ci siamo preparati per la traversata di 40 ore: eterna, anche perché da veri biellesi ovviamente posto poltrona per risparmiare. Abbiamo stretto amicizia con un marocchino vicino di posto, simpatico, giusto per portarci avanti.

Tangeri – Ketama (km.250)

Finalmente dopo due giorni siamo sbarcati: espletate velocemente le pratiche doganali, fatta l’assicurazione per le moto, scambiato i soldi, abbiamo annusato l’aria marocchina.

Sotto ad un bel sole e con temperature miti ci siamo diretti a est verso Tetouan percorrendo la costa: turistica, pulitissima, costellata di resort uno di fianco all’altro. Passata questa cittadina abbiamo continuato a seguire la strada costiera con l’intenzione di fermarci per la notte a El Jebha… magari! Pronti, via! Ci siamo messi nella direzione sbagliata, scegliendo però una valida alternativa, addentrandoci nel Rif marocchino: strada panoramica, con paesini dove la gente si arrabatta vendendo la propria merce ai bordi delle strade perlopiù infangate. Ogni volta che facevamo una sosta si avvicinavano per venderci hashish, una fatica per dissuaderli e convincerli che non fumavamo.

Come mi era accaduto in Turchia l’impatto iniziale con questo tipo di società ti lascia un po’ di stucco, ma poi, inevitabilmente, ti cali nelle realtà che attraversi rispettando la sua diversità. La polizia locale, ferma all’ingresso ed uscita di ogni paese, è gentilissima verso noi motociclisti. Nelle zone più alte percorse le temperature hanno toccato i 3-4 gradi.

Ketama – Missour (km.440)

Oggi il Marocco ci ha riservato un privilegio raro, regalandoci scorci e ambienti differenti ma unici. Infatti nella prima parte della giornata abbiamo proseguito per il Rif , con strade tortuose spesso dissestate e ghiacciate, che lambivano vallate incantevoli. Nella parte centrale ci siamo trovati nel Monferrato…. Davvero! Colline morbide la facevano da padrona, tappezzate da infinite piantagioni di ulivi, con strade che seguivano i declini e aggiravano questi poggi. Qui abbiamo incrociato numerose scuole ai lati delle strade e tantissimi bambini e bambine, che uscendo dagli edifici scolastici oppure camminando per far ritorno a casa, ci salutavano calorosamente: una bella dose di emozione mattutina. I chilometri percorsi sono stati magici, regalandoci sensazioni difficili da dimenticare. Ma non era finita qui; pensavo di essere già in perfetta simbiosi con me stesso, ma mi sbagliavo: addentrandoci nella parte più desertica abbiamo percorso l’ultimo tratto al tramonto in un'atmosfera incredibile, gustandoci il Marocco più selvaggio con i suoi colori spettacolari.

Durante il tragitto ci siamo fermati in una cittadina per cercare una tessera per il telefono, dato che uno dei tre non riusciva a chiamare. Siamo stati letteralmente circondati da una trentina di curiosi. Grazie ad un ragazzo siamo riusciti a trovare questa benedetta scheda, scoprendo che quest’ultimo vive e lavora a Gallarate… praticamente nostro vicino

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