Cavalcare L'Elefanten

Come attraversare tre stati sotto pioggia e neve e raggiungere un raduno di pazzi nel cuore d'Europa

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  • di labattazza
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Fino a 500 euro

3/2/2014

Eccomi qua, rientrato salvo e - abbastanza - sano dal mio primo "Elefanten Treffen". Sano di testa probabilmente non del tutto, perché già prima di partire ti rendi conto che qualche pezzo che dovrebbe fare parte della dotazione standard di ogni "cristiano" probabilmente è restato nel magazzino al momento dell'assemblaggio. Altrimenti non ci si spiegherebbe come ci si imbarchi in una "zingarata" come questa. Sui motivi però ci tornerò più tardi.

Che cosa è l' "Elefanten Treffen"? Una definzione presa da Wikipedia recita: "L'Elefantentreffen, in Italia anche conosciuto come Raduno degli Elefanti, è un celebre motoraduno invernale che, dal 1956, si svolge alla fine del mese di gennaio, per una durata di tre giorni, in località site nell'Europa centrale (Germania, Austria). [...] Le temperature molto rigide, quasi sempre di molto sotto lo zero, la neve e le precipitazioni ne fanno una meta difficile da raggiungere in motocicletta o sidecar, particolarità che accresce il valore dell'impresa da parte dei frequentatori, aumentata anche dal fatto che l'organizzazione non prevede alberghi o camere attrezzate, ma solamente posti tenda."

La mia definizione personale? Una gabbia di matti, un posto e una fauna che sembrano usciti pari pari da un film della serie di Mad Max. Da anni si svolge in Germania a Solla, a circa 20 chilometri dal confine con la Repubblica Ceca, in una ex cava.

L'idea già c'era tre anni fa, i preparativi erano stati fatti (anche se adesso mi son reso conto che all'epoca non ce l'avrei fatta con quell'equipaggiamento), ma poi il virus intestinale mi tenne a casa. E il mese dopo un simpatico automobilista incurante dei rossi ci ha messo del suo per tenermi lontano dalla possibilità di farlo per almeno un paio d'anni.

Arrivati a ottobre 2013 il mio amico Alfonso mi mette la pulce nell'orecchio e mi dico che si, forse è l'occasione giusta per riprovarci, e dare anche un bel calcio a quelle paure sedimentate dopo l'incidente. Guardare la bestia negli occhi, direbbe qualcuno. Si inizia così a pianificare, preparare il materiale, pensare a come crearsi una corazza contro freddo ed elementi durante il tragitto, come equipaggiare la moto per ogni evenienza, anche la neve sulla strada.

Man mano che il giorno della partenza si avvicina, il dubbio e l'eccitazione si mescolano, litigano come due fratellini stizzosi, il classico angioletto e diavolo che sulle spalle mandano messaggi contrastanti, e in mezzo ci sei tu, come tra un concerto dei Sepultura dal lato destro, e di techno olandese dal sinistro.

Le brutte sorprese però iniziano da prima della partenza. Viene il giorno del "test drive" verso Bardonecchia, per controllare l'equipaggiamento. Prima sorpresina. Livello dell'olio motore insolitamente sotto il minimo. Pace, rabbocco. 1 litro d'olio! Wow.. sarà che ad usarla al freddo e per tragitti cittadini in questi due mesi avrà mangiato come Obelix? Rabbocco eseguito, giretto in quota. Tutto ok. Mani al caldo, copertura di giacca multistrato efficace.

Si arriva al mercoledì – due giorni prima della partenza – e per scrupolo controllo il livello dell'olio. Grande Giove, di nuovo sotto il minimo! Questa volta mi ha mangiato 800cc di olio per 200 km.. c'è qualcosa che non va. La porto dal mio compare di avventura, Alfonso - che lavora dal mio meccanico di fiducia, San Gianpiero - e insieme a Gianluca la prendono sotto le proprie amorevoli manine e sentenziano: "olio contaminato da benzina, probabilmente non ha gradito lo stop di un anno, le fasce non tengono e hai un olio che pare acqua distillata". Soluzione? Compro in fretta e furia un filtro, loro cambiano l'olio, controllano il liquido raffreddamento e freni.. e son pronto per partire

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