Dai balcani alla Turchia in moto

Viaggio su due ruote dalla Croazia alla Turchia, passando per il Montenegro, l'Albania, il Kosovo, la Macedonia e la Bulgaria

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  • di vitalecasa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 02
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Partenza: 29 maggio 2012 - Ritorno: 10 giugno 2012 - Partecipanti : 02, io e mio marito con moto Bmw f800gs - Navigatore: Garmin zumo con carta europa aggiornata e sd Turchia - Costo totale: circa € 2.500,00 - Paesi visitati: Croazia , Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia, Bulgaria, Turchia, Grecia

29/05

Dopo aver visionato le previsioni meteo per i successivi 15 gg, abbiamo prenotato il traghetto Ancona- Spalato con la BLUE LINE. Costo € 240,00 in cabina interna per 2 + moto. Partenza ore 20,30, nave buona.

30/05

Arrivo a Spalato alle ore 08,00. 1° DOGANA CROATA, tutto ok, direzione Kotor in Montenegro. Dopo un primo tratto di autostrada , troviamo strade strette dove la percorrenza è molto rallentata. Passata Dubrovnick ,( merita una visita)abbiamo trovato i primi lavori in corso con strada completamente sterrata, prima polverosa poi bagnata. La nostra moto è perfetta per tali condizioni, ma tanti motociclisti avevano molte difficoltà. Preso traghetto per passaggio a baia di Kotor ( si evita un largo giro), costo € 2,00 per la moto , i passeggeri non pagano. Abbiamo trovato una camera a 2 km dal centro di Kotor, Appartamenti Dobrotski Dvori, bella camera , ampia e pulita con terrazza sul magnifico fiordo di Kotor. Costo € 35,00, con parcheggio proprio davanti la porta . Annesso c’è il ristorante che però ci ha delusi per i cibi proposti , costo € 23,00 in due. La città vecchia di Kotor è bellissima , piena di locali , ristorantini, bar, souvenir.

Percorsi km. 300 circa in 5 ore

31/05 Si parte, direzione Skopje in Macedonia

Percorriamo tutta la costa montenegrina , bellissime le citta di Budva, Bar, Ulcinj, tutto in costruzione. Seguendo le indicazioni del navigatore giriamo a sx su una stretta stradina che ci ha portato ad attraversare paesini di montagna , campagna coltivata, tranquilli villaggi. Dopo aver lasciato la vista sul mare , siamo arrivati alla dogana albanese . Tutto bene. Rispetto alla costa montenegrina , qui il degrado è ben visibile. La cittadina di Shkoder è veramente brutta e sporca . Per strada incontriamo carrettini trainati da asini, piccoli trattori coperti da montagne di paglia, il fornaio che a bordo di un piccolo motorino consegna il pane a domicilio . A quasi 50km da Durazzo prendiamo la nuova autostrada , gratis, deserta, solo noi e molti pedoni a piedi. Pagamento e resto in euro per la sosta in autogrill. Ennesima dogana, si entra in Kosovo. Occorre comprare l’assicurazione per la moto nel botteghino 20 mt. a dx della barriera , scritta Bureau insurance. Costo minimo € 15,00 per 15 gg, anche se noi dobbiamo solo attraversare il territorio kosovaro. Doganieri molto simpatici. Continuiamo sulla stessa autostrada che unisce Albania e Kosovo. Uscita Prizner. Il navigatore che fino ad allora aveva funzionato alla perfezione , ora non ne vuole sapere di trovare la giusta direzione. Facciamo un po’ di sterrato ( da evitare assolutamente in Kosovo , vi dirò dopo) e ci ritroviamo nella degradata periferia di Prizner.

Invece la cittadina si rivelerà una bella sorpresa: in centro troviamo un bellissimo piccolo ponte in pietra ( come eravamo abituati a vedere in tv durante la guerra dei Balcani), un bel fiume sottostante ed una bella area pedonale. Per trovare la direzione giusta per Skopje , dobbiamo chiedere informazioni , con risposte comprensibili solo a gesti. Inizia un forte temporale. Ficchiamo la moto sotto una pensilina dei pulman (pezzi di lamiera messi insieme). Non devono vedere molti turisti da queste parti perché ci guardano molto sorpresi ma sempre gentili e sorridenti. Infiliamo le tute antipioggia e si riparte; la pioggia è quasi del tutto cessata , ma le strade sono allagate, piene di terra rossa. Incrociamo molti mezzi della forza Onu KFOR ancora presenti in Kosovo anche dopo 20 anni dalla fine della guerra, molti hanno la scritta mine . I cartelli lungo la strada sono inequivocabili “ restare sulla strada “, proprio per pericolo delle mine ancora presenti in Kosovo ( ecco perché mai fare sterrato e/o uscire dalla strada). Lungo il ciglio molte lapidi con ritratti di ragazzi in tuta mimetica morti durante la guerra

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