La Versailles del Marocco

Un viaggio tra le città imperiali del Nord

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  • di luplay
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Meknès capitale imperiale

In Marocco esistono quattro città imperiali Rabat , Fez (Fes), Meknès e Marrakech. Tradizionalmente le 4 città imperiali vengono associate ad un colore che le caratterizza che va dal Bianco (salgemma) di Rabat, al rosso (colore della terra) di Marrakech, al blu (delle maioliche) di Fez al verde (speranza ed anche colore dell’Islam) di Meknès. Vengono definite città imperiali quelle dove nel corso della storia sono state capitali di un regno. Meknès in particolare nel XVII secolo divenne capitale politica e militare del regno di Moulay Ismail. Non si può dire che il sultano non fosse un despota ed una persona crudele, a lui si ascrivono circa 30.000 omicidi di cui la maggior parte commessi mentre era a cavallo mozzando la testa o configgendo la propria spada su chi non svolgeva alacremente il proprio lavoro. Il sultano però è ancora venerato in città dato che si deve a lui lo splendore e l’importanza che assunse la città nel panorama mondiale. Poco importa se il sovrano impiegò decine di migliaia di schiavi per rifondare la città e dotarla di un possente sistema murario. Per realizzare i suoi intenti il sultano distrusse una parte della vecchia città (la kasbah merinide ed altre aree furono rase al suolo) per ricostruire la città in stile presahariano. Per questa sua mania di grandezza fu denominato il Luigi XIV marocchino e negli anni del suo regno cambiò il volto alla città, saccheggiando materiali da costruzione da Volubilis e da Marrakech per edificare un enorme muraglia di diverse decine di km, molte moschee e la città imperiale con palazzi, granai, stalle per 12.000 cavalli ed enormi specchi d’acqua. Moulay Ismail nel Dar El – Makhzen riunì la sua corte ed il suo harem di 500 tra mogli e concubine ed 800 figli. Il sovrano chiese in sposa anche la principessa al re di Francia, ma quest’ultima, forse per non diventare la moglie nr. 501, rifiutò la proposta. Come si dirà in seguito il palazzo è tutt'oggi una residenza reale e conseguentemente non è possibile visitarlo all'interno e ci si deve accontentare della magnifica porta d'ingresso. L’atmosfera di Meknès Meknès è forse la città imperiale meno conosciuta e quella meno toccata dai flussi turistici. Meknès non è Marrakech e forse proprio questo gli ha permesso di conservare intatta la sua vera essenza. Basta camminare tra vie del centro storico, osservare gli uomini seduti ai caffè (per una donna è estremamente disdicevole farlo), l’andamento lento degli asini utilizzati per il trasporto, i denti delle persone resi di un colore giallognolo dall’alimentazione e dall’acqua (in alcuni casi anche per il fumo), i taxi celestino che arrancano sulla salita per la Medina, i calessini malandati che aspettano tutto il giorno un turista per accompagnarlo da piazza El-Hedime alla città imperiale di Moulay Ismail, i commercianti ambulanti di frutta che trasportano la loro mercanzia su vecchi carretti cercando di venderla spostandosi in giro per le varie vie, per capire la natura autentica di questa città che la rende decisamente affascinante. Meknès è anche una città dalle mille contraddizioni, dove si passa in pochi km: - dalle modestissime abitazioni del centro storico alle megagalattiche ville con custode notturno e diurno nel quartiere Plaisance - dall’abbigliamento femminile tradizionale nella Medina, a quello tipicamente occidentale nella città nuova, - dai caffè che servono rigorosamente bevande analcoliche, ai bar della città nuova che con i vetri oscurati vendono alcolici (principalmente birra)

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