Natura meravigliosa in Val di Sole

Dai laghetti di San Leonardo, alle vallate di Pejo e di Rabbi in Val di Sole, provincia di Trento

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  • di alvinktm
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Un fine settimana non basta per scoprire tutti gli angoli selvaggi della VAL DI SOLE, una delle più verdi dell'intero Trentino, ma sono sufficienti per innamorarsi delle sue montagne. Attraversata dal fiume Noce, si estende dal Passo Tonale fino al bacino artificiale di Santa Giustina, ed è racchiusa tra le Dolomiti del Brenta, i gruppi dell'Adamello, della Presanella e dell'Ortles-Cevedale. Resa famosa dagli stabilimenti termali di Rabbi e Pejo, dalla ciclabile che la attraversa per buona parte della sua lunghezza, dai percorsi di mountain bike, dalle emozionanti discese in rafting e canoa, e ovviamente da un'infinità di escursioni a piedi. Non mancano neppure castelli, come quello di San michele a Ossana, musei, forti e gallerie della Grande Guerra da visitare. Inoltre d'inverno, grazie alla ski area Folgarida-Marilleva collegata al magnifico comprensorio sciistico di Madonna di Campiglio, si trasforma in un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport invernali. Chi ci arriva per la prima volta rimane spiazzato dalle moltitudine di attività che si possono svolgere, ben presentate sul sito internet ufficiale al link: https://www.visitvaldisole.it/it.

Se come noi viaggiate con bimbi piccoli potete iniziare il sabato dai laghetti di San Leonardo a Vermiglio, attorno ai quali sono stati sistemati diversi giochi, tradizionali e innovativi, per farli divertire con l'acqua, elemento principe della val di Sole. Le sponde pianeggianti e ombreggiate si prestano ai pic-nic, alle passeggiate e ai pranzi in terrazza all'antistante Bar Centro Fondo Vermiglio. La giornata prosegue poi in VAL DI PEJO, a Pejo Fonti nel Parco Nazionale dello Stelvio, distante solo quindici minuti di macchina. Lì saltiamo nella telecabina per Tarlenta che in una manciata di minuti supera un dislivello di 600 metri, da 1400 a 2000 metri di altitudine, e poi ci accomodiamo nella seggiovia quattro posti per raggiungere il Pian di Larent a 2350 metri di quota, che ospita il rifugio Doss dei Cembri. Ad attenderci una vegetazione bassa d'alta quota fatta di cespugli, muschi, rododendri e un panorama alpino di rara bellezza, aperto su montagne ancora cariche di ghiaccio e neve. Il tutto specchiato nelle acque terse, appena mosse da una brezza frizzante, del piccolo lago della Mite. Sopra di lui lo stretto vallone roccioso e l'arrivo della funivia Pejo 3000, fiore all'occhiello della località. Ci lasciamo catturare dal paesaggio per imprimercelo per bene nella mente, quindi cominciamo la discesa lungo il sentiero che in quaranta minuti riporta alla stazione di arrivo della cabinovia. Lì l'accogliente terrazza con tavoli e panche di legno del rifugio Scoiattolo offre un ricco self service per il pranzo con piatti tipici trentini, come la polenta accompagnata da una scelta di carni e gli spatzle, i gnocchetti verdi con speck e panna. Non mancano neppure i primi tradizionali in modo da accontentare qualsiasi palato. I sapori sono buoni, così come il rapporto qualità-quantità-prezzo. L'ambiente e la vista invece sono un valore aggiunto. Il ristoro inoltre si affaccia sul Pejo Kinderland, un parco giochi fantastico con casa sull'albero, amache, carrucola, un originale discesa per le biglie, altalene in corda protette dalla maestosa aquila in legno e l'attrattiva principale del percorso dell'acqua con cui i bambini possono divertirsi sperimentando il flusso del più prezioso degli elementi. A pomeriggio inoltrato è ora di ridiscendere a valle, ma a piedi! Passando per il pianoro prativo di Covel a 1800 metri di altezza, ospitante una malga, il suggestivo laghetto e la cascatella. Si raggiunge con una mezz'ora di cammino seguendo un tracciato immerso nella pianeta che si stacca dalla pista sterrata sulla destra, poco sotto il rifugio. Il luogo è talmente ameno e tranquillo da sembrare l'ambientazione perfetta di una fiaba con gnomi e fate. Avendo già superato una parte consistente del dislivello in discesa non conviene tornare indietro a riprendere la telecabina. In quaranta minuti seguendo il percorso che d'inverno si trasforma in pista da sci si arriva a Pejo Fonti, proprio al parcheggio dell'impianto. Quest'ultimo tratto risulta abbastanza noioso, eccezione fatta per le vedute sull'altro ramo della val di Pejo, quello con il lago di Pian Palù.

Per la notte scegliamo il Bio hotel Benny nel vicino paese di Commezzadura, un buon albergo con camere semplici, ambienti comuni curati, colazione varia e prezzo onesto. Non ci passerei una vacanza intera ma per un pernottamento può andare bene

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