ABRUZZO FORTE E GENTILE

Attraverso i territori più interni della regione, le zone meno note, il Parco Naturale del Gran Sasso, i borghi più belli.

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    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

ABRUZZO FORTE E GENTILE – settembre 2020

Siamo appena rientrati da un bellissimo tour in Abruzzo, mari e monti. Visto il periodo di difficile convivenza con il Covid, eravamo dubbiosi se partire, o meno. Ma ciò che ci ha fatto decidere è stato intuire che i prossimi mesi saranno probabilmente difficili, con la possibilità di un nuovo lock down. Quindi, perché non partire subito, fin che potevamo farlo? Viaggiare, ci è necessario come mangiare e dormire. Vi suggerisco questo tour, in qualsiasi stagione.

24 SETTEMBRE 2020 – GIOVEDI’ – MILANO /MISANO – km 343

Siamo partiti nella tarda mattinata, in auto, da MILANO. Il tempo era abbastanza buono, faceva ancora caldo. Il giorno prima avevamo deciso di invertire tutto il giro turistico, a causa un paio di terribili giorni di pioggia, che il meteo prevedeva nel successivo week end. Pessima cosa, se diluvia mentre sei in alta montagna! Per cui, avevo dovuto fare un gran lavoro di riprogrammazione dell’itinerario, in modo da riuscire ad essere in una città e non in montagna, quando sarebbe arrivata la pioggia. Ormai, il meteo ha iniziato ad azzeccarci! Avevamo anche deciso di non prenotare da dormire, per essere più liberi di scegliere, e anche di modificare tutto man mano, in corso di viaggio. Il periodo, a fine settembre, ci permetteva anche questo, perché si trovava posto per dormire ovunque. Come prima serata, abbiamo scelto l’Hotel ARISTON, di MISANO. Ci volevamo fermare in Romagna, perché saremmo partiti solo nel pomeriggio. Sembra un hotel anni ’60, ristrutturato e dipinto ma con gli stessi mobili, però sanificati! Dopo aver messo le valige in camera, siamo usciti in spiaggia, in costume, a prendere il sole e fare un bagno. C’erano ancora 8/10 ombrelloni con sdraio, in tutto il litorale. Il bagnino ce ne ha dato uno, senza scontrino (10 euro). Per bere una birra, un altro bagnino ci ha aperto il suo bar di spiaggia, senza scontrino! Stavano lavando tutte le loro attrezzature, ormai tutto era chiuso. L’atmosfera era un poco triste, su una spiaggia sabbiosa, lunga e larga. Hai voglia a dire che il mare d’inverno è bello! Anche per cenare abbiamo dovuto accettare quello che c’era: una rosticceria con tavoli all’aperto, dove però, se non altro, abbiamo consumato un buon fritto di pesce (33,50 Euro). Poi, è iniziato a piovere e siamo tornati in camera. Costo dell’HOTEL, camera doppia con prime colazioni: 48 euro.

25 SETTEMBRE – VENERDI’ – MISANO – TERAMO –CASTEL DEL MONTE – VILLA SANTA LUCIA DEGLI ABRUZZI

Prima colazione, solo discreta. Ma servita con gentilezza e cortesia, nel rispetto delle regole anti Covid. Ci siamo recati ad ACQUASANTA TERME, vicino ad Ascoli Piceno, per trovare i nostri due amici Anita e Renato. Era un bel po’ che non ci vedevamo, dovevamo aggiornare i record delle memorie. Ci hanno preparato ottime olive ascolane e cremini. A malincuore, siamo ripartiti.

Siamo arrivati a MATERA (per chi legge, sarebbero stati 217 km da Misano, non dovendo passare dai nostri amici. Va beh che offrono spuntini deliziosi, ma mica a tutti quelli che passano da loro!), città che non avevamo mai visitato in passato. Non c’era molto traffico, si viaggiava bene. Abbiamo parcheggiato, e delle persone gentili ci hanno avvisato che fino alle ore 16 tutta la sosta era gratuita. È stata la prima di una lunga serie di cortesie che gli abruzzesi ci hanno fatto, in tutto il nostro viaggio. La parlata è burbera, sembrano sempre arrabbiati, poi invece sono gentilissimi. La città ha un centro storico, pedonabile, ricco di piccole viuzze. C’è il Duomo eretto nel XII secolo in tipico stile medioevale. Formato dall'unione di due chiese, di epoche diverse, il duomo al suo interno custodisce un quadro, un paliotto d'argento dorato, di Nicola da Guardiagrele, che attraverso trentacinque formelle narra la storia della vita di Cristo. L’avessimo visto! C’era in corso una celebrazione, pazienza. A sollecitare la nostra attenzione, invece, lungo le piazze e le strade c’erano alcune gigantesche statue di plastica, che rappresentavano animali in forme i e colori sgargianti: enormi lumache rosa con guscio, coccodrilli ed elefanti rossi… A noi, non sono sembrate una grande cosa, per un borgo medievale e rinascimentale. Come cavoli a minestra… ma rosa shocking! Mah! Chissà che cosa voleva rappresentare l’artista? Su Matera non possiamo dire molte cose belle: non c’è piaciuta. Tra l’altro, il centro storico è molto sporco, i piccioni e gli abitanti contribuiscono a rovinarlo. L’interno della Cattedrale non è male. La Pinacoteca era chiusa, per lavori. Abbiamo, però, visitato i resti archeologici di una domus romana, una villa antica. C’era una vicina chiesetta, purtroppo chiusa. Come prima mattinata, non è stata un gran che.

Da TERAMO siamo ripartiti per CASTEL DEL MONTE (68 km) La strada che Google Maps ci ha indicato passava per Basciano e Castelli, senza autostrada. Tutta curve, saliva e scendeva d’altitudine. Strada pazzesca, ma bene asfaltata. Siamo arrivati a raggiungere boschi a 1.800 metri d’altitudine. Non abbiamo visto alcuna automobile o camion, per tutto il pomeriggio. Aveva anche iniziato a piovere, con forti raffiche di vento. Solo a sera, avremmo saputo che il vento quel giorno aveva raggiunto i 160 km orari. Nei tratti boschivi ce ne accorgevamo perché le piante ai lati si piegavano sotto le raffiche, arrivando fino a metà corsia, procurando (a me) qualche ansia. Roberto, invece, si divertiva un mondo. Sono boschi bellissimi, con sentieri del CAI segnalati con le apposite palette di legno. Non ci sono case, hotel, ruderi. Abbiamo visto solo un campeggio, forse chiuso. Abbiamo passato alcune ore guidando nel vento, fino a scendere dall’altro lato del monte, raggiungendo Campo Imperatore. Lì, la vegetazione finisce di colpo: sono solo brulli prati ondulati. È stato il momento più ventoso, dato che non c’erano più gli alberi a fare barriera. Col senno di poi, siamo certi che se ci si fosse fermata l’auto, avremmo avuto seri problemi: il segnale telefonico va e viene, non passava nessuno. Abbiamo ammirato il selvaggio Campo Imperatore sotto una bufera di vento. Ci siamo dati appuntamento lì, saremmo ripassati “tra qualche giorno”

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