Weekend nel Monferrato

Due giorni tra storia, bellezze artistiche e monumentali ed enogastronomia

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  • di J74&M67
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Giunti in hotel, prendiamo l'auto per recarci a Villa Ottolenghi, in strada Monterosso, distante circa dieci minuti da Acqui, dove ci aspetta una piacevole visita con inizio alle 14:30. Complesso monumentale iniziato dai coniugi Arturo B. Ottolenghi ed Herta Von Wedekind, nel primo dopoguerra e terminato nel 1953, essendo amanti dell’arte ospitavano presso la loro dimora artisti offrendogli vitto e alloggio in cambio delle loro opere, infatti è uno dei rari esempi in Italia di stretta collaborazione tra: architetti, pittori, scultori, per dare vita alla creazione di una Dimora padronale caratterizzata dalla presenza di importanti opere d’arte. Lui, avvocato di origine ebraica, lei, artista tedesca con una spiccata propensione per l’arte; amanti dell’arte e della bellezza cominciarono questa avventura durata oltre trent’anni. Alla morte prima di Arturo, poi di Herta è il figlio Astolfo che si impegna a terminare l’Opera dei genitori. Astolfo muore nel 1979 e qui il sogno della famiglia Ottolenghi si interrompe e inizia lentamente il degrado, la villa rimane vuota, spogliata dei suoi arredi e abbandonata...Fino al momento in cui, passa a Vittorio Invernizzi, il quale provvede , a mio avviso con ottimi risultati , a ridare un futuro a questa Dimora.

Tutta la struttura è inserita in modo armonioso nella natura, le verdi aree che la circondano, circa 10 mila mq, sono un capolavoro dove arte e natura si uniscono, passeggiando in queste aree verdi, avvolti dal profumo di menta che si solleva dal tappeto erboso, si possono vedere eleganti panchine girevoli scolpite nel marmo, la statua del Tobiolo, i particolari in ferro battuto dei Maestri Ferrari, e lo stupefacente pergolato di glicine che fa da camminamento laterale dalla Villa agli Studi degli artisti.

Nel 2011 il parco è stato premiato con il prestigioso “European Garden Award”. Non lontano dalla villa il Mausoleo, oggi “Tempio di Herta”, e il parco, ricavato da un preciso disegno scenografico che prende il nome di “Paradiso Terrestre”. L’enorme portale del Tempio, di bronzo, nichel e rame inciso, monumentale opera dei maestri Ernesto e Mario Ferrari, fa da preludio alla bellezza degli affreschi di Ferruccio Ferrazzi, e dei mosaici realizzati dalla scuola di mosaico di Ravenna, sempre su disegno di Ferruccio Ferrazzi. Il Tempio rappresenta per la Villa una meta di grandissimo valore storico-artistico. Prenotate sicuramente una visita al mausoleo di Herta, perché è meraviglioso, un peccato perderlo. Questo piccolo gioiello italiano, non è molto conosciuto, ma forse, è proprio questa Villa con il suo tempio, che rende meritevole un viaggio ad Acqui Terme.

Ahh.... Dimenticavo, anche qui merita la degustazione vini . Bacco e cultura sono sempre una buona cura, per superare autunno ed inverno.

Bene, dopo una visita di circa.. 'mamma mia ... 4 ore...', ma sono passate in un lampo... bisogna assolutamente recuperare le energie, e quale cosa migliore di una buona mangiata in una trattoria ad Acqui? Trattoria Mazzini, ogni piatto un’emozione, una cucina casalinga, a prezzi ok. Soddisfatti ma anche molto stanchi, facciamo due passi in centro, e passo dopo passo ci dirigiamo verso la nostra dimora per un meritato riposo.

La mattina ci accoglie con una leggera nebbiolina, e dalla finestra della nostra camera si scorge il neoclassico tempietto, detto 'Acqua Marcia', per il caratteristico odore di zolfo di questa sorgente che sgorga a 19°. Dopo una buonissima colazione dentro una sala dove si respira un'atmosfera d'antan, check-out e via verso il centro per un'ultima visita di questa città adagiata fra le colline del Monferrato. Ormai con la città in tasca, andiamo direttamente verso la Cattedrale di Santa Maria Assunta, in piazza Duomo, consacrata nel 1067 da San Guido, Vescovo e Patrono della città il quale, si può vedere sullo stipite di destra con in mano la chiesa da lui consacrata

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