Il Molise che resiste: tour tra i borghi che hanno scommesso sulla cultura

Il Molise è una terra tutta da scoprire, tra natura, cultura, buon cibo, eremi e borghi della lettura.

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  • di angelica_93
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Giorno I

Da Termini abbiamo preso, per la prima volta, il treno al famoso 20 bis, quello che porta alla regione del celebre tormentone "Il Molise non esiste", che fa tardi e che ci vogliono circa 10 minuti per arrivare a piedi al binario. Quel giorno, però, siamo stati fortunati e senza intoppi siamo arrivati in circa un paio d’ore ad Isernia. Da Isernia abbiamo fatto immediatamente tappa a Fornelli, impiegando 15 minuti circa (ogni spostamento è stato effettuato in automobile). Si tratta di un borgo cinto da mura; dotate di torri circolari di vedetta con la base a scarpa. All'interno di questo suggestivo e caratteristico scenario è nata la Piazzetta della Lettura (facente riferimento al network Borghi della Lettura) con una scrivania in ferro battuta, tronchi libreria e molto spazio pronto ad ospitare tanti giovani, turisti ed appassionati.

A proposito di Borghi della Lettura un’altra fantastica sorpresa si trova a Macchiagodena (Fornelli e Macchiagodena distano 40 minuti circa): un’incantevole Terrazza della Lettura, arredata con biblioteche permanenti, posti a sedere, giganti matite di legno colorate e una cornice per le foto che ha come sfondo i monti del Matese. Questo splendido luogo si trova nei pressi del castello baronale di origine longobarda. Il maniero ha una pianta irregolare rettangolare, si erge sulla roccia, dove compaiono le due torri maggiori a scarpa. Il castello fu ristrutturato dopo il terremoto del 1805. Interessante è l'ingresso vano rotondo. L'interno un tempo aveva tavole dipinte, successivamente scomparse, ed oggi presenta un classico aspetto ottocentesco. A Macchiagodena c’è, poi, un altro angolo adibito come salotto della cultura con colorate free library. In questo borgo, che conta circa 2000 abitanti, è possibile anche dormire e degustare ottimi piatti tipici. Si consiglia l’agriturismo "La Sorgente", con un ampio spazio verde, dove si respira aria buona e ci si rigenera. Corpo e mente. Ad aspettarvi Luciana Ruscitto, una delle personalità che in paese si occupa dell’organizzazione di eventi culturali.

Giorno II

Ci si sveglia alla buon’ora e dopo un’abbondante colazione… pronti per dirigersi a Bojano (a soli 10 km di distanza da Macchiagodena), la città delle mozzarelle. Si inizia dalla parte alta, Civita di Bojano, il borgo medievale, su cui c’è uno scenografico Belvedere da cui c’è una visuale panoramica su tutti i paesi limitrofi. Panchine, belle aiuole e i famosi tronchi libreria arredano il luogo. A Civita si respira pace e tranquillità. Molti Bojanesi vi giungono ogni mattina, ben presto, a piedi, per fare un po' di attività fisica e vengono premiati con l’acqua fresca della fontana e talvolta da un bel caffè caldo preparato dagli ormai pochi anziani rimasti a vivere il borgo (circa una cinquantina).

Proseguendo, con una bella macchina alta (o mezzo simile) si giunge all'eremo di Sant’Egidio di Bojano. A 1025 metri, accompagnati dal profumo di origano, dal fruscio delle foglie in autunno, dalla neve in inverno e dal rosa della primavera, ci si trova dinanzi ad un edificio, una piccola chiesa annessa a un rifugio di montagna, risalente probabilmente al Medioevo, ma rimaneggiato nei secoli seguenti fino agli anni novanta del secolo scorso. Le origini, secondo la leggenda, risalirebbero al IX secolo, quando fu costruito per volere dei Cistercensi o i Templari, sempre delle leggende vogliono che Sant'Egidio di Sansepolcro fosse vissuto a Bojano, alimentandosi di latte di cerva. Oggi a vivere umilmente e custodire e preservare quella parte di montagna c’è Suor Margherita, di Bergamo. Ha realizzato un orticello ed ogni anno mette da parte qualche vasetto per il "periodo in cui si ama di più" l’inverno. Suor Margherita è stata accolta positivamente dai Bojanesi, che spesso la vanno a trovare portandole dei doni.

E dopo una bella scarpinata in discesa è arrivata l’ora di pranzo. E al paese delle mozzarelle non si può fare altro che andare da Rio Freddo. Da Marco Romano, giovane imprenditore locale che attenendosi alla tradizione produce fior di latte, trecce e stracciate, burrate, scamorze, caciotte, ricotte e caciocavalli, aromatizzati al tartufo, peperoncino, rucola e noci. Dopo aver riempito lo stomaco, si consiglia anche di fare una bel rifornimento, magari disponendo di una borsa termica. Tutto questo prima di arrivare a Colle d'Anchise, altro Borgo della Lettura. Conta poco meno di 1000 abitanti e si trova a 649 metri. Il nome sembra essere stato adattato a quello del padre di Enea. Come a Bojano, anche qui, sono stati rinvenuti reperti di epoca Sannita, seppur il primo documento del feudo attesti origini longobarde. A Colle d’Anchise, l’amministrazione attuale, guidata da Carletto di Paola, ha realizzato il Parco della Lettura. I bambini, ma non solo, lo prendono d’assalto attratti dalle fantastiche librerie colorate e disegnate ad opera d’arte, come la cornice.

"I libri aprono la mente… danno voce al cuore" si legge sul riquadro. Con una foto da un’altra prospettiva del Matese, magari al tramonto, si può chiudere la due giorni in questa zona del Molise.

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