Minorca e Cami de Cavalls

Mare, sole, camminate e paesaggi ogni volta diversi

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  • di MICAROX
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

La nostra passione è la montagna e le passeggiate, così anche qui a Minorca abbiamo unito la voglia di muoverci a piedi a quella di scoprire le varie spiaggette nella parte sud dell’isola, attraverso il Cami de Cavalls. Dopo aver messo abbondante crema solare, preso due bottiglie d’acqua, cappello, scarpe da trekking, costume di ricambio, asciugamano e qualcosa da mangiare, siamo partiti per la nostra prima camminata che parte da dietro la spiaggetta (non molto carina) di Cala des Canutells fino a Cala En Porter (che fa parte della tappa n.17). Il percorso è per tre quarti al sole e su un sentiero ben battuto, che passa in mezzo alla macchia mediterranea. Il mare non lo si costeggia ma lo si vede. Abbiamo incontrato anche dei ciclisti, ma bisogna essere ben allenati e alcuni passaggi sono davvero arditi da fare in bici, inoltre, ci sono molti cancelli da aprire/chiudere. Il percorso è ben ventilato, ci sono un po’ di sali e scendi sia alla partenza sia all’arrivo. Noi abbiamo fatto una deviazione all’altezza di Cales Coves, attirati da delle grotte sulla roccia scavate da nostri antenati preistorici (risalenti all’età del bronzo). Questa minuscola caletta ha comunque un suo fascino e, attirati da un sentiero sugli scogli abbiamo proseguito il cammino lungo questo promontorio che ci ha di fatto accompagnati a quella che è una spiaggia bianca, utilizzata da chi soggiorna a Cala En Porter e vuole stare tranquillo. A questo punto il sentiero si ricongiunge con il Cami de Cavalls e con un ultimo sforzo in salita siamo arrivati alla fine della tappa n.17. Il paese è bello grande e tutto nuovo, abitato quasi prevalentemente da inglesi, ma da dove siamo arrivati noi a scendere sulla spiaggetta di Cala En Porter, c’è ancora un bel po’ di strada e di discesa/salita, così abbiamo optato per ritornare al nostro villaggio, questa volta senza deviazioni. Il percorso che abbiamo fatto è stato di circa 13 km., e ci è piaciuto, perché non ci ha stancati e ha unito a un paesaggio mutevole, al mare e alla “storia”. Arriviamo in hotel in tempo per mangiare qualcosa e tuffarci in piscina, dopo aver fatto una bella doccia per lavar via il rosso della terra che avvolgeva le nostre gambe. La sera prima di cena, riprendiamo l’auto è andiamo in avanscoperta del percorso che faremmo domani, la tappa 18 del Cami de Cavalls, ossia da Cala de Binissafuller a Punta Prima o fin dove riusciamo ad arrivare. Lungo la strada ci fermiamo al Mirador di Binidalì da dove si ha una vista panoramica sulla caletta di sabbia bianca e sul mare che ci circonda. Il paesino è davvero piccolino e si gira in una manciata di minuti, così proseguiamo fino a Binibeca Vell. Questo è un “finto” paesino di pescatori, nel senso che è stato tutto ristrutturato per affittare le stanze ai turisti, mantenendone le caratteristiche del piccolo borgo sul porticciolo con viuzze strette e tortuose. Qui ci sono dei negozietti, qualche piccolo bar e ristoranti e camminandoci in mezzo abbiamo capito dove prendere il sentiero che faremmo l’indomani mattina.

Entusiasmati dalla precedente passeggiata partiamo dal nostro hotel con l’auto e non terminiamo la tappa di ieri, perché questo tratto del Cami de Cavalls è per buona parte lungo la strada principale, così decidiamo di prendere l’auto e andare fino a Binisafuller, dove lungo la strada c’è un parcheggio gratuito, in modo tale che al ritorno siamo comodi per fare un bagno nella sottostante caletta. Il cami attraversa la spiaggetta e prosegue per poche centinaia di metri su un sentiero, prima di proseguire lungo la strada costiera. Che delusione, stiamo camminando in mezzo alle auto, ma oramai si prosegue, nella speranza che passato il paese di Binibeca Vell si inoltri nuovamente in un sentiero. Invece, prosegue sulla strada, sotto il sole e non ci sono calette dove potersi fermare e fare il bagno. E’ una zona residenziale e per turisti, soprattutto verso marina de Son Ganxo, il punto dove siamo arrivati vedendo davanti a noi l’isola con il faro. Abbiamo cercato di camminare lungo la costa ma è tutto roccioso e ci si fa male ai piedi. Il sole, il caldo e la pochissima ventilazione ci consigliano di rientrare per la stessa strada, meno male che possiamo riposarci nella spiaggetta di Binissafuller. La spiaggia è davvero piccolina e piena di famigliole con bambini piccoli e urlanti, con un forte odore di nafta, visto che c’è pure un porticciolo, così decidiamo di rientrare in hotel, dove ci tuffiamo in piscina. Anche oggi sono stati 13 km., ma a differenza di ieri, davvero stancanti e noiosi. La sera dopo cena decidiamo di andare a fare due passi sul promontorio di Cala des Canutells e ci godiamo uno splendido tramonto tra ville e piscine.

Nuovo giorno e nuova passeggiata, questa volta decidiamo di fare la tappa n.15 del Cami de Cavalls, il pezzo che va da Son Bou a Platja de Sant Tomàs. L’arrivo a Sou Bon avviene dall’alto e ci permette di godere di un bel panorama. Parcheggiamo all’ingresso di Sou Bou vicino ai due enormi grattacieli-hotel che non passano inosservati, dove c’è un ampio parcheggio gratuito e un centro commerciale. Praticamente, senza saperlo abbiamo parcheggiato nel posto migliore. La passeggiata inizia tra le case del paese, e a dire il vero è un po’ difficile seguire le indicazioni per il Cami de Cavalls, perché son davvero poche e seminascoste, comunque dal parcheggio si prosegue per il Passeig Maritim verso ovest al bivio si sale per Carrer de Santa Maria che si percorre fino in fondo. L’imbocco del sentiero è sulla destra, prima della curva a 90° che scende. Ci si inoltra in mezzo alla campagna per aggira l’oasi naturale. Fatto questo pezzo a contatto con la natura e con i maiali selvatici ci si trova di nuovo davanti al mare su punta d’Atàlitx, dove si può scegliere se ritornare per la bianca spiaggia di Sou Bou o proseguire per quella di Sant Tomàs come abbiamo fatto noi e che vi consigliamo. Su questa punta ci sono dei resti di fortificazioni delle precedenti guerre. La spiaggia di Sant Tomàs, con un fondale d’acqua cristallino, la sabbia bianca e la passeggiata alberata che divide l’arenile dagli hotel è davvero molto carina. Qui abbiamo preso un aperitivo, fatto un tuffo, una doccia presso uno degli hotel, prima di rientrare a Son Bou, questa volta passando per la spiaggia. Sinceramente, a fine viaggio abbiamo eletto questo posto il più bello per fare il bagno, sia per l’acqua calma e calda, sia per le spiagge che essendo grandi per lo standard dell’isola, non sono affollate. Anche a Son Bou ci siamo tuffati in mare e preso un’oretta di sole. La doccia l’abbiamo fatta uscendo dalla spiaggia di Son Bou, vicino ai due grattacieli e con una salita di 100 metri lungo il viale dei negozietti siamo arrivati al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Anche oggi abbiamo fatto circa 10 chilometri e due bei bagni in acqua cristallina. Sia il paesino di Sant Thomas sia Son Bou, sono puramente turistici e non c’è nulla da visitare. Come sempre la nostra giornata si conclude con un bel bagno nella piscina del nostro hotel. La sera dopo cena, abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni alla scoperta del villaggio. In hotel facevano animazione, ma era principalmente per i bambini e in lingua inglese. Noi stavamo di solito fuori a goderci il fresco sulla terrazza del bar, ascoltando la musica o giocando a ping-pong

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