Partenza il 13/6/2020 · Ritorno il 14/6/2020
Viaggiatori: 4 · Spesa: Fino a 500 euro

Ma quanto è bello andare in giro per... il Parco del Mincio con un Sidecar "special" che ti toglie i problemi

di danidisa - pubblicato il

Basta lockdown. Basta Coronavirus. Non ne vogliamo più sentir parlare. Adesso prendiamo le moto e partiamo per un weekend in un posto piacevole.

13 GIUGNO 2020 - VOLTA MANTOVANA

E' sabato mattina, l'emergenza Covid è quasi finita ed i confini regionali sono stati riaperti. Lo scorso autunno mio marito Max ha fatto realizzare da una ditta specializzata (Sidecaritalia - Pv) un particolare sidecar, chiamato "Fattysidecar" ancorato alla sua Harley Heritage, per venire incontro alle nostre esigenze e per consentirci di viaggiare più confortevolmente. Così, noi due col sidecar e mia figlia con il suo ragazzo sulla sua Harley Superlow partiamo alla volta di Volta Mantovana. Abbiamo prenotato in un relais da sogno immerso nel Parco del Mincio e completamente circondato da corsi d'acqua: Villa dei Mulini.

Alle 8.30 partiamo dalla provincia di Varese; dopo una sosta tecnica per colazione all' Autogrill, arriviamo velocemente all'uscita autostradale di Desenzano del Garda. Da lì transitiamo da Solferino, raggiungiamo Volta Mantovana, costeggiamo il Canale Virgilio e presto raggiungiamo Villa dei Mulini, dove abbiamo prenotato per la notte. La struttura viene definita "Agrirelais", cioè un agriturismo lussuoso. Si tratta di una villa di campagna del XVI secolo sul fiume Mincio, in una posizione particolarmente suggestiva in quanto completamente circondata dalle acque: l'acqua di un canale su 2 lati dell'edificio, l'acqua del laghetto con fontana della villa che, con una piccola cascata, confluisce nel fiume che scorre all'estremità del parco della villa. Qui è tutto uno scroscio d'acqua che rinfranca l'animo e da una sensazione di pace e tranquillità.

La proprietà è composta da 2 edifici: la villa con le 12 camere con arredi d'epoca e il ristorante "Vecchio Mulino", in stile antico, ospitato nel rustico della villa dove è visibile la ruota dell'antico mulino ad acqua. C'è persino una spiaggia di sabbia con ombrelloni e sedie. La villa, per queste sue caratteristiche paesaggistiche, è una gettonata location per matrimoni ma, in questo periodo post Covid, non ce ne sono. Quando arriviamo le nostre camere sono già pronte. La nostra, al piano terra, si chiama "Il nido" ed è proprio graziosa: letto a baldacchino, pareti con pietre a vista e soffitti con travi di legno. Anche quella di mia figlia, la camera Afrodite, al piano superiore, è carina e spaziosa, con tre finestre vista fiume.

E' già trascorsa l'ora di pranzo così ci sediamo ai tavolini all'aperto e ordiniamo degli aperitivi sperando nella generosità degli stuzzichini; speranza disattesa perchè questi sono ridicoli, per non dire inesistenti. Delusi dall' "aperitivo" Max, Clarissa e Davide decidono di perlustrare i dintorni, scoprendo un chioschetto lungo il canale per bere qualcosa. Più tardi riprendiamo le moto e ci rechiamo a Borghetto sul Mincio, frazione di Valeggio (Vr) che si trova a pochi km. di distanza.

All'arrivo ci accoglie il ponte Visconteo, fatto costruire nel 1393 da Gian Galeazzo Visconti e collegato al Castello Scaligero. Borghetto è un piccolo villaggio sul fiume Mincio, caratterizzato da antiche fortificazioni medievali e dalle ruote dei mulini ad acqua che sono visibili passeggiando nelle strette vie del borgo, tra vari negozietti, bar e ristoranti. E' un posto idilliaco, "Come nelle favole" (Vasco docet). Vorremmo ritornarci e pernottare qui. Abbiamo anche notato un B&B in posizione panoramica che fa al caso nostro: B&B Al Mincio. Prendiamo un gelato e rientriamo alla villa, attreversando le campagne nel parco del Mincio, al confine tra le province di Verona e Mantova e ripercorrendo il canale Virgilio, opera irrigua ricavata da una deviazione del fiume. Arriviamo ed è quasi ora di cena. Per precauzione, appena raffreddati i motori, copriamo le moto con teli impermeabili, nel caso dovesse piovere durante la notte.

In seguito passeggiamo un po' nel parco della villa, osservando incuriositi l'allestimento in grande stile dell'isoletta del lago, per una proposta di matrimonio. La piccola isola si raggiunge percorrendo un ponticiello di legno posizionato sulla cascata. Il futuro sposo si è impegnato molto ed ha fatto preparare l'isoletta con tavolino per due, lanterne, candele e lucine sugli alberi. Peccato che le previsioni diano pioggia ed infatti, dopo poco minuti, si alza il vento ed inizia a piovere. Il romantico programma va a monte. Il tavolino degli sposi viene inizialmente spostato accanto al nostro, sotto il portico del ristorante, ma il tempo peggiora ulteriormente e non ci rimane che spostarci tutti all'interno.

La cena compresa nella mezza pensione (cena 30€) é composta da 2 portate a scelta, più dolce. Mentre il futuro sposo si inginocchia accanto al nostro tavolo, facendo la sua scenetta di rito, noi cerchiamo di ordinare. La cena è gourmet ed i piatti, se pur scenografici, sono scarsi. Comunque è tutto buono e ben cucinato, anche se il servizio lascia un po' a desiderare. C'è molta disorganizzazione: ci hanno portato 4 menu di cui uno era vuoto e 2 erano sbagliati. Delle cose presenti nell'unica lista attendibile, molte erano mancanti ed il cameriere continuava a ripeterci: "ehh, non c'è", "ehh, non c'è". Ma la cosa peggiore è stata quando, scegliendo il vino, abbiamo notato che per i vini meno costosi (minimo 18 euro) era un continuo "ehhh, non c'è" ed intenzionalmente volevano rifilarci bottiglie da 70 euro! Consiglio in particolare il mio secondo, un parallelepipedo di vitello impanato, ed un dolce, il Cubo del Capitano, cioè una buonissima mousse racchiusa in un cubetto di cioccolato. Dopo cena, tutti a nanna.

14 GIUGNO 2020 - RITORNO A CASA

E' domenica, il tempo non è un gran che, ma almeno non piove. Passeggiamo intorno al laghetto della villa che, nonostante il cielo sia cupo, mantiene comunque il colore verde smerando ed è ugualmente incantevole. Facciamo alcune foto sul ponticello e da lì vediamo una famigliola di cigni vicino alla cascata: papà, mamma e ben 8 piccoli, alcuni con le piume grigie ed altri già bianchi.

Successivamente andiamo al ristorante a fare colazione; una colazione media, tutto contato e tutto servito al tavolo poichè, a causa del Coronavirus, non è ancora possibile allestire i buffet per disposizioni sanitarie. Dopo aver caricato le moto partiamo. Facciamo tutta una tirata perchè il tempo è incerto e minaccia pioggia, fermandoci solo per fare benzina. Ce la facciamo e asciutti arriviamo a casa, pienamente soddisfatti del nostro fine settimana in un luogo così affascinante.

DANI, MAX, CLA E DAVIDINO

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di danidisa - pubblicato il