Le dimensioni del viaggio in mostra a Milano

Fino al 30 marzo al Nhow Milano un percorso creativo tra arte e design per raccontare le aspettative, i desideri e i timori che il viaggio racchiude

 

È Going Places il titolo della mostra che propone opere di arte e design, installazioni, pittura e scultura che interagiscono con le soluzioni architettoniche e di arredo dell’hotel. Undici artisti e otto designer abiteranno gli spazi della struttura trasformandola, oltre che in una galleria d’arte, in una meta da ri-scoprire.

Partendo dalle opere d’arte, Mariano Franzetti mostra scene tipicamente vacanziere, come delle istantanee che, dipinte su fondo oro, ricordano come ogni momento sia sacro per la sua unicità e richiede di essere vissuto in piena consapevolezza. Da qui deriva il desiderio di cristallizzare in un oggetto il ricordo dell’esperienza fatta. Come i sassi di Marcantonio Raimondi Malerba, improbabili souvenir che diventano preziosi pezzi unici. O le cartoline di Alessandra Bruno, piccoli paesaggi astratti che nel loro insieme creano un mondo di suggestioni atmosferiche e sentimentali.

Le foto di Tommaso Bianchi tracciano la mappa di un viaggio fatto di volti e paesaggi più interiori che documentaristici. Talvolta i luoghi ci presentano i loro limiti, cancelli, divieti inaspettati.

Le fotografie di Federico Sanna si fermano proprio davanti a quegli ostacoli che impediscono di proseguire oltre. Come reagiamo quando un ostacolo inaspettato si para sul nostro cammino? Oltre le mete fisiche si giunge a quelle immaginate, ai luoghi della mente in cui ogni legge fisica o razionale viene scardinata. Così nei lavori di Markus Mueller tempo e spazio assumono nuovi valori e si articolano in modi inaspettati dando un diverso respiro ai luoghi rappresentati.

Le sculture di Duilio Forte vi porteranno invece nel mondo della mitologia norrena abitata da animali leggendari. Una diversa prospettiva è quella offerta dalle opere di Alessandro Vianello, dove un apparente realismo esasperato attrae dentro l’opera e intriga per la tecnica che destruttura luoghi noti. Mia da Schio Suppiej si muove invece nei parchi, dove spazi anonimi e privi di apparente interesse diventano i veri protagonisti dell’immagine. L’uomo occupa uno spazio di secondo piano e ogni luogo, anche se simile, ha una voce differente.

Johnny Pixel, invece, guarda ancora più vicino a sé e scopre che i minimi dettagli degli ambienti in cui viviamo nascondono dei ‘micromondi’, riportando tutto ad altri metri di misura. Per arrivare infine al primissimo mezzo attraverso cui si compiono i primi movimenti e scoperte. Le mani, mezzo di esplorazione tattile a partire dai primi mesi di vita, e oggi mezzo di comunicazione e movimento attraverso la tecnologia che ci permette di viaggiare e visitare luoghi, fisici o virtuali, senza muoversi. Le sculture e i disegni di Marco Lanzoni esplorano le mani e la loro espressività, riportandoci alla semplicità e allo stesso tempo alla complessità del concetto di spostarsi.

Il lavoro di Francesco Granducato parte da un altro mezzo base di spostamento. Le sue biciclette sono mezzi abbandonati che trovano una nuova vita ed estetica attraverso l’azione dell’artista e che diventano il mezzo ideale per un possibile viaggio.

Il design è invece rappresentato da Marita & Frida Francescon che progettano tavoli e lampade che riprendono la forma delle loro isole più amate. I loro pezzi permettono non solo di vivere quotidianamente un caro ricordo, ma anche di formare personali arcipelaghi creando una propria realtà ideale per rendere più propri gli spazi vissuti. Le loro creazioni derivano da veri viaggi, così come le lampade di Marco Iannicelli, realizzate con rami trovati nel corso di ricerche ed esplorazioni di boschi, terreni privati, aree abbandonate

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