Un Capodanno inusuale

Difficile trovare un aggettivo per questa esperienza. Dai film a Miami e Cape Canaveral, all'animazione di Walt Disney World fino al relax di Sanibel Island

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  • di Cesc&Nico
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

La principale arteria di Little Havana, Calle Ocho, non soltanto taglia in due il quartiere ma ne costituisce il cuore pulsante. Partiamo dal Maximo Gomez Park o come lo chiamano qua dal Domino Park, luogo in cui è ancora viva l'atmosfera della vecchia Cuba, dove le sonore imprecazioni degli anziani che giocano a scacchi si mescolano con il suono secco delle tessere di chi gioca a domino. Mentre passeggiamo cerchiamo la Cuban Walk of Fame, una serie di stelle incastonate nei marciapiedi della 8th St, la Calle Ocho, dedicate a varie celebrità cubane. Infine è la volta dell'acquisto di un paio di sigari, come non assaporarli per questa ultima sera dell'anno 2015. In definitiva Little Havana non ci ha stupito come pensavamo, sarà stata questa particolare serata ? Ai prossimi viaggiatori l'ardua sentenza.

Tornati a Miami Beach, dopo una doccia in hotel, non abbiamo nessuna difficoltà a trovare un posticino in cui cenare. Questo fatto fortifica ancora di più in noi il pensiero che questa giornata è vissuta dalle persone del posto in maniera normale. Comunque il Pink Pork, sempre dalla nostra Lonely Planet si rivela un bel posticino con buona cucina americana. Adesso è il momento di incamminarci verso la spiaggia per assistere ai fuochi d'artificio programmati per salutare il nuovo anno. Ci sono molte persone, Lorenzo, purtroppo si ritira prima in camera insieme alla mamma per un dolore agli orecchi, forse troppe onde nella mattinata, ed io rimango a fare qualche foto. Siamo arrivati al Primo dell'anno, A Lorenzo sembra passato il dolore e dedichiamo le prime ore della mattina al tour dell'Art Decò District iniziando proprio dall’Art Decò Welcome Center. Proseguiamo verso nord notando tre tipici alberghi art decò: il Leslie, un parallelepipedo con sopracciglia aggettanti, il Carlyle dallo stile modernista e comparso nel film Piume di Struzzo e il Cardozo di proprietà di Gloria Estefan caratterizzato da eleganti linee arrotondate. Arrivati all'angolo del Winter Haven Hotel della 14 th St, torniamo indietro per la Washington Ave fino ad incontrare lo US Post Office, purtroppo chiuso e il Wolfsonian FIU, un pregevole museo anch'esso chiuso. Il nostro giro finisce, una volta svoltati nuovamente sulla Ocean Drive, all'Ocean's Ten Restaurant. Prendiamo qualcosa da un supermarket e ci dirigiamo verso la spiaggia finendo così questo “strano” primo pomeriggio dell'anno. Il meglio deve ancora arrivare, per cui una doccia veloce e via, partenza per l'American Airlines Arena dove ci aspetta la partita valida per il campionato di basket NBA Miami Heat contro Dallas Mavericks. Uno spettacolo nello spettacolo, avevamo già assistito ad un macht della NBA e proprio per questo abbiamo deciso di acquistare i tickets online dall'Italia subito dopo aver prenotato il volo. Non si possono perdere occasioni del genere ed infatti ci divertiamo un sacco. Qua c'è un significato di sport particolare o forse dovrei dire “normale”, come dovrebbe essere ovunque. Per dovere di cronaca gli Heat hanno vinto in modo netto.

“DECOLLA” IL TOUR

Il giorno seguente è in programma il trasferimento dall'Aeroporto di Miami a Cocoa Beach con auto a noleggio prenotata con Alamo. L'auto scelta è un SUV coi fiocchi, impossibile resistere, spendendo circa 290 Euro con secondo guidatore ed un pieno di benzina extra incluso. Mi bastano solo pochi minuti per abituarmi alla nuova auto ed alla circolazione veicolare di queste parti. Arriviamo a Cocoa Beach in serata non prima di essere passati per una curiosa visita di passaggio da Ft Lauderdale e Palm Beach, che lusso ! Ci sistemiamo a La Quinta Inn, catena di hotel molto apprezzata in quanto a disponibilità del personale, pulizia e camera amplissima (una notte a 115 Dollari) con addirittura 2 letti matrimoniali king size dove Lorenzo sembrava un principino! Visitiamo un paio di negozi di surfisti e ci rechiamo al beach pier dove mangiamo qualcosa. Qua dovrebbe essere il paradiso per i surfisti ma la serata è brutta e per questo viviamo poco questa atmosfera. La cosa che ci rimarrà più impressa sarà l'aver assaggiato per la prima volta la coda di alligatore fritta, tra l'altro buona buona

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