Un mese e mezzo di puro Messico

Quattro gringos con zaino in spalla tra Ciudad de Mexico, Puebla, Oaxaca, Chiapas, Yucatan, Baja California, Chihuahua e città coloniali

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  • di Silvia Avo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Consigliati da Hugo, passiamo il pomeriggio a Xochimilco. Prendiamo prima la metro, poi il “tren ligero” diretto verso Xochimilco (40 min circa, MXN$ 2 per tratta). Andiamo a uno dei numerosi embarcaderos e grazie alla contrattazione di Hugo compriamo un giro su una “lancha”, una imbarcazione tipica di questa zona tutta colorata che viene spinta con un lungo remo facendo leva sul fondo del fiume. Durante la navigazione altre lanchas si avvicinano alla nostra, cercando di venderci poncho, tappeti, piante carnivore, cibo… Alcune lanchas sono occupate da mariachi che cantano canzoni tipiche per la gente che festeggia sulle altre imbarcazioni. È proprio un bello spettacolo. Ritorniamo in albergo per le h 20.00 esausti.

Città del Messico - Teotihuacan - 25.07

Ci svegliamo alle h 7 ancora intontiti dalla stanchezza. Ci incontriamo con Hugo che sta nel nostro stesso hotel nella hall del Roble e paghiamo altre due notti (MXN$ 490).

Prendiamo la metro alle 8 h dallo Zocalo (2 $ a tratta) e scendiamo al Terminal Norte. Facciamo colazione con brioche e cappuccino (MXN$ 19,50) e rischiamo un borseggio, menomale che Hugo è più attento di noi conoscendo la città e ci avverte. Compriamo il biglietto del bus per le piramidi di Teotihuacan (MXN$ 28 / cad.) che prendiamo alle h 9.00 dal gate 8, direzione “piramides”. La strada è piuttosto dissestata e si ha una chiara visione della periferia estremamente povera di Città del Messico; qui la gente vive in baraccopoli in condizioni veramente misere. Dopo un’ora giungiamo a destinazione. L’entrata alle piramidi costa MXN$ 45 a testa. Ci colpisce prima di tutto la vastità del luogo e la grandezza delle piramidi ( non alte e larghe quanto quelle egizie tuttavia). Il fatto di potersi arrampicare fino in cima è l’attrazione più bella poiché dalla cima delle piramidi si ha una magnifica vista sul complesso di Teotihuacan. Raggiungiamo dapprima la cima della Piramide del Sole; i gradini molto alti e l’altitudine contribuiscono a rendere ancora più agognato il momento in cui si giunge effettivamente fino alla sommità piatta della piramide dove la maggior parte dei messicani fanno la fila per collocare un dito di una mano in un minuscolo incavo di ferro e tendere l’altra mano verso l’alto per instaurare un dialogo con gli dei. Alcuni dicono di aver sentito un brivido, noi che ci tentiamo non percepiamo nulla. Scesi dalla prima piramide ci lanciamo all’arrampicata dei 300 gradini di quella più centrale, la Piramide della Luna. Magnifica vista. Visitiamo infine il Museo di Teotihuacan che ci soddisfa ( non siamo amanti dei musei ma in Messico tutto è così nuovo e misterioso che vale la pena visitare quanti più musei possibili). Affamati pranziamo a “La Gruta”, caratteristico ristorante allestito in una grotta sotterranea; il cibo è ottimo ma un po’ caro per i nostri standard e alla fine del pranzo il cameriere ci insegue pretendendo la mancia (eravamo gli unici clienti nel grande ristorante). In totale spendiamo in 5 MXN$ 980 $ ( solo acqua e niente cerveza perchè troppo cara!).

Si è messo a piovere piuttosto forte; ci ripariamo sotto un ombrellone e Hugo ci racconta qualche barzelletta messicana. Appena smette, decidiamo di girare fra le bancarelle per trovare qualche souvenir: portamonete, braccialetti, magliette… alle h 16.10 prendiamo un pullman di ritorno a Ciudad de Mexico (MXN$ 112 / 4 pp.). Alle h 17.00 siamo già sul metro per Indios Verdes e scendiamo a lo Zocalo. Giunti in piazza compriamo una mappa del Messico ( MXN$ 45) e osserviamo la parata militare che ogni giorno si svolge per ammainare l’enorme bandiera in mezzo alla piazza. Dopo essere tornati in hotel e aver navigato su internet gratuitamente all’internet point, ci dirigiamo al ristorante dell’albergo per cenare (MXN$ 490 : 2 club sandwich, insalata di pollo, frutta con cereali e yogurth, 5 cervezas, ½ acqua, 4 tequila). Un po’ stanchi ma decisi a goderci la serata andiamo in un market a prendere una bottiglia di tequila per festeggiare con Hugo visto che dovrà partire il giorno seguente. Un agente del porta valori carica un fucile a pompa davanti a noi mentre atri agenti ritirano l’incasso. La sera fa piuttosto freddo nonostante sia piena estate. Prendiamo una bottiglia da 950 ml di “El Jamador”, 100 % di agave, una delle tequile più buone con i suoi 38° (MXN$ 200 $). Brindiamo al Messico in camera nostra, purtroppo due di noi si sentono un po’ male di stomaco, un dolore che si trasformerà in un bella indigestione e nella cosiddetta “Maledizione di Montezuma” che ci colpirà a turno per il resto della vacanza

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