..da Palenque al Quintana Roo

30 settembre, giovedì : Palenque – Villahermosa – Cancun – Playa del Carmen Sveglia presto anche oggi. Vogliamo essere alle rovine il prima possibile. Dopo la colazione, in taxi arriviamo all’ingresso del sito. Sono le 8. La forte umidità crea ...

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  • Viaggiatori: in coppia
 

30 settembre, giovedì : Palenque – Villahermosa – Cancun – Playa del Carmen Sveglia presto anche oggi. Vogliamo essere alle rovine il prima possibile. Dopo la colazione, in taxi arriviamo all’ingresso del sito. Sono le 8. La forte umidità crea una nebbiolina che rende il paesaggio incantato. Lonely alla mano iniziamo il giro. A pochi passi dall’entrata, il Tempio de las Inscripciones, la tomba del Re Pakal, ci appare ancora leggermente avvolta dalla nebbiolina mattutina. Continuiamo la visita scalando tutto il possibile e dando fondo alla memoria della macchina fotografica digitale. Secondo me, le rovine più suggestive, sono quelle minori, ancora nascoste dalla vegetazione, come il tempio dei Murcielagos (pipistrelli), ad esempio.

Dopo più di due ore, usciamo dal sito e, dopo una breve visita al museo, gratuito, prendiamo un colectivo per il centro di Palenque e da lì in taxi fino in albergo.

Dobbiamo preparare le valigie, oggi pomeriggio abbiamo il trasferimento fino all’aeroporto di Villahermosa . La “Riviera Maya” ci attende per gli ultimi sette giorni di viaggio.

Durante il trasferimento per l’aeroporto abbiamo il tempo di pensare a questi primi 11 giorni in Messico, a quello che abbiamo fatto, e soprattutto, a quello che non siamo riusciti a fare! Diciamo che, per arrivare qua, ci sarebbero voluti altri tre giorni così distribuiti: uno a Città del Messico, per vedere i murales di Diego Rivera e magari il Museo di Antropologia o il bosco di Chapultepec; uno a Oaxaca, per assaporare meglio l’atmosfera della città (sicuramente quella che, fino ad ora, ci ha colpito di più) e andare alle cascate calcaree pietrificate di Hierve el Agua; l’ultimo a Tuxtla Gutierrez o a San Cristobal de las Casas , per navigare nel Canyon del Sumidero a Chiapa de Corzo.

Assorti nei nostri pensieri, non ci accorgiamo quasi che abbiamo lasciato il Chiapas e siamo entrati nello stato del Tabasco, se non fosse per i 2 posti di blocco dell’esercito a cui dobbiamo fermarci lungo il tragitto. Il nostro accompagnatore (molto folcloristico con sombrero, anellazzo d’oro e discreta pancia, insomma un po’ l’immagine stereotipata del messicano) ci spiega che la strada che stiamo percorrendo è molto battuta dai narcotrafficanti e quindi particolarmente sorvegliata.

Il paesaggio è cambiato radicalmente: siamo passati dalle verdi montagne del Chiapas ad una terra completamente pianeggiante, che sembra estendersi all’infinito; dalle temperature piacevoli di San Cristobal ad un caldo soffocante. Arriviamo all’aeroporto di Villahermosa con abbondante anticipo. Il volo parte alle 16,30 e, prima di atterrare a Cancun, l’aereo fa una fermata “intermedia” a Merida. Qui sembra scatenarsi il finimondo, c’è un temporale pazzesco e i primi 10 minuti di volo dopo il decollo sono davvero da brividi, con l’aereo che stenta a prendere quota e sobbalza su e giù...Per fortuna, nel giro di un’ora arriviamo a Cancun sani e salvi. All’uscita ci attende la classica “camioneta” che carica noi e altri 4 ragazzi italiani, di cui 2 napoletani veramente spassosi.

Dopo circa mezz’ora di tragitto, arriviamo alla Posada del Capitan Lafitte, vicino a Playa del Carmen. È buio e l’illuminazione scarseggia, quindi non riusciamo a farci un’idea precisa del posto. Ma, appena arriviamo al ristorante per la cena, abbiamo un pesante shock: la sala è piena di coppiette italiane, presumibilmente in viaggio di nozze come noi... Anche il cibo è strano, non è per niente piccante! Aargh, dove siamo capitati? Dopo 11 giorni di “Messico vero” per noi è un duro colpo. Decidiamo di non farci impressionare troppo, siamo stanchi, è meglio andare a dormire; domani saremo più lucidi per valutare meglio la situazione... 1° ottobre, venerdì : Playa del Carmen Nonostante non abbiamo in programma nessuna escursione per oggi, è tanta l’abitudine di svegliarci presto che alle 7 siamo già in piedi. La camera è carina, con vista sul mar dei Caraibi e , terrazzino dotato di classica amaca e letto con materasso a 3 piazze. Il ristorante apre alle 7.30. Ci sdraiamo in piscina e cerchiamo di individuare qualcuno che abbia l’aria di essere qui da un po’ di tempo per carpire qualche informazione utile e possibilmente dividere gli 80 pesos di taxi che servono per andare a Playa città. La piscina è ancora deserta, ci sono solo 2 ragazzi di Carrara- Elisa e Marco – con cui iniziamo a chiacchierare un po’. Sono simpatici, ma...Sono qui da 3 giorni e non sono ancora usciti dall’albergo! Va be’, qualcosa ci inventeremo

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