Una nuova via d'accesso: Messico e Guatemala 2003

Prefazione "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell'avere nuovi occhi M.Proust". Ho finito di trascrivere dopo quasi un anno il mio diario originale, il tempo e la pigrizia spesso hanno la meglio sulla mia ...

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  • di A V
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Prefazione "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell'avere nuovi occhi M.Proust". Ho finito di trascrivere dopo quasi un anno il mio diario originale, il tempo e la pigrizia spesso hanno la meglio sulla mia voglia di accendere il computer con il quale già lavoro più di otto ore al giorno.

Mi piace oltretutto soffermarmi sulle note, sulle sensazioni di allora attraverso ciò che ho scritto e spesso il pensiero torna indietro a quei luoghi in quei momenti.

Mi ritrovo ancora qui a sentire il bisogno incessante di partire, di andare, come se la terra mi bruciasse sotto i piedi come se la mia anima irrequieta ricercasse nuovi mondi e avesse di continuo il bisogno di respirare in luoghi lontani. Ho letto recentemente un bellissimo resoconto dedicato al viaggio e ai viaggiatori ("Il senso del viaggio" di Chiara Meriani) e ho trovato probabilmente le ragioni di questa spinta continua: "Forse, ognuna di queste ricerche è soltanto una diversa rappresentazione di un unico bisogno: l'arricchimento della propria anima. E' dunque questa la causa dell'irrequietezza ? A chi vuole riempire il vuoto dentro di sè, a chi anela alla conoscenza nel senso più ampio del termine, a quella conoscenza che permette di capire il senso della vita, una terra non basta: Vivere in una sola terra è prigionia.

(John Donne, 1635) E allora il viaggiatore parte, ma partendo pensa al ritorno, e tornando pensa già ad una nuova partenza. E se in un luogo fisso questi bisogni contrastanti di autonomia e movimento da una parte, e di appartenenza e stabilità dall'altra risultano contradditori, non sono conflittuali se messi nella sequenza di un viaggio. Sta proprio in questo la ragione dell'eterno richiamo della strada: è l'unica possibilità per far convivere queste spinte altrimenti inconciliabili".

... E chi nasce con questi bisogni, con questa spinta interiore non riesce a stare fermo per molto ma vuole continuamente fare un passo in più verso ciò che non ha ancora visto e scoprire una nuova via di accesso alla propria anima.

25 Novembre Quasi chiudo gli occhi quando premo il pulsante cercando di esorcizzare la luce rossa ... Così è. Anche Giancarlo passa senza "danni" così possiamo avviarci a cambiare qualche Pesos e prendere un taxi (110p) per l'Hotel Juarez. Sarà pur efficiente la casualità di questo meccanismo all' aeroporto di Città Del Messico ma noi abbiamo 12 ore di volo alle spalle senza contare quello da Milano a Francoforte e noi non abbiamo nessuna voglia di disfare i bagagli all' "Immigration" .

Ho fatto un volo con un cane, no ! non mi sono sbagliato (un volo da cane), no! Proprio sotto il sedile di fianco al mio c'era un cagnolino simpatico (charlino) di una cortese signora che dalla Germania tornava in Messico. Con Giancarlo non abbiamo avuto modo di parlare molto perciò, sistemati i bagagli, lo facciamo davanti a due fresche cervezas. Al ritorno dondoliamo un po' (soprattutto per la stanchezza), ma alla fine raggiungiamo la nostra camera (200p la doppia).

26 Novembre Mi sveglio molto presto ed aspetto ad occhi spalancati che arrivi l'ora convenuta per alzarci. Giancarlo continua nel suo sonno profondo, quasi lo invidio. Ad ogni modo vicino all'albergo esistono tantissimi posti dove fare colazione, le paste ed i dolci esposti sono per ogni palato, per il mio poi basta poco quando si tratta di dolci. Arriviamo a piedi allo Zocalo, rivedo questa piazza immensa dopo 5 anni esatti dalla mia precedente visita. Questa enorme piazza mi fa sempre impressione come la bandiera messicana che sventola nel suo centro. Mi ricordavo anche del traffico ed anche del rischio che si corre attraversando la strada in qualunque condizione del semaforo pedonale. Insomma, Plaza de la Constitucion rappresenta benissimo tutta Città del messic, con i suoi colori, con le sue costruzioni coloniali, con il suo incredibile insieme di razze e di visi diversi. Ricordavo delle impalcature all'interno della Cattedrale metropolitana, ma con mia buona sorpresa, l'interno ne è privo se non l'altare maggiore ancora in via di restauro. I pavimenti sono pendenti come la chiesa di San Marco a Venezia, infatti poggia su un terreno paludoso e ogni anno sprofonda un pochino di più. Il clima all'esterno è piuttosto caldo ma non nego che per noi è solo un piacere visto che abbiamo lasciato l'Italia con un clima molto più rigido. Svoltiamo sulla destra della cattedrale per vedere il Templo Major o meglio ciò che ne resta. Non riesco neanche ad immaginare come fosse Tenochitlan all'arrivo degli spagnoli di Cortes. Probabilmente era di una bellezza e di una grandezza sconcertante per gli spagnoli stessi ... Molto più grande e popolosa di Madrid, con una serie di canali e di abitazioni costruite nel centro del lago Texcoco, la dove i primi Aztechi videro un'aquila divorare un serpente sopra un cactus. Dovevano esserci moltissimi templi colorati e luoghi di culti prima che la devastazione spagnola producesse ciò che vediamo oggi: quattro pietre annerite dal fuoco. Da qui al palacio Nacional la strada è breve. I murales di Diego Rivera sono spettacolari, coloratissimi e risssumono quella che è la storia del Messico. E' la prima volta che vengo qui, nella precedente visita avevo trascurato il Palacio e i suoi murales. Rimedio oggi a quell'errore. La metropolitana ci porta verso il Chapultepec per visitare il museo di Antropologia. Passeggiamo prima in quello che è il più grande parco cittadino (Chapultepec appunto) e prendiamo della frutta per pranzo. L'ingresso al museo costa 37 pesos e passiamo così circa 2 ore e mezza. La sala azteca e' spettacolare con il suo enorme calendario di pietra. Molto interessanti sono anche i codici (Maya soprattutto). Questi sono i "libri" delle civiltà precolombiane ... Una serie impressionante di glifi su pergamena (o un materiale molto simile) piegate a fisarmonica. Ne rimangono pochi, salvati dai roghi purificatori della chiesa Romana. Nel tardo pomeriggio riprendiamo la metropolitana in direzione S.Larario dove c'è il TAPO (Terminal bus de Oriente) per informarci su orari e tariffe dei bus ADO per Oaxaca, la nostra destinazione di domani. Arriviamo in albergo alle 6 di sera molto stanchi; dopo la doccia ci concediamo un riposo fino alle 9. Per cena scegliamo un ristorante vicino all' albergo: la Pagoda in 5 de Majo. Spendiamo circa 90 Pesos per Tacos di carne e totillas ... Non male ma il cibo sembrava già preconfezionato. L'orologio segna le 22:30, domani ci dobbiamo svegliare presto. Ci riavviamo verso l'albergo tra le strade semideserte e la luce tenue dei lampioni ... Non sembra neanche Città del Messico vista così

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