Da DF al Quintana Roo in 13 giorni

...e così ce l’abbiamo fatta ! dopo due mesi di amletici dubbi (andiamo non andiamo….) grazie al buon Rosario, l’agente di viaggio che ci ha scovato il volo giusto all’ultimo momento, io e mia moglie Nicoletta siamo riusciti a fare ...

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  • di Giacomo Massimi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

...E così ce l’abbiamo fatta ! dopo due mesi di amletici dubbi (andiamo non andiamo...) grazie al buon Rosario, l’agente di viaggio che ci ha scovato il volo giusto all’ultimo momento, io e mia moglie Nicoletta siamo riusciti a fare il nostro Messico, ed è stata certamente un’esperienza da consigliare a chiunque voglia farsi un’idea del mondo e della diversa umanità che lo popola.

Armati di classica guida Lonely Planet (che si rivelerà buona, anche se forse un po’ troppo “allarmistica” nelle indicazioni di sicurezza - gli italiani non sono poi così sprovveduti, e siamo pure napoletani!), partenza il 23 agosto con volo Lufthansa da Roma per Francoforte, quindi Mexico City.

Dopo 12 ore di volo (su rotta polare...) ecco l’incredibile, sterminata megalopoli che tanti amici di TPC hanno descritto... Alla vista dall’aereo le parole che vengono in mente sono solo quelle del protagonista del film “La leggenda del pianista sull’oceano” (straordinario...) quando si rifiuta di scendere dalla nave perché di New York non si vedeva né l’inizio, né la fine di quella città... E se avesse visto DF? Scendiamo, si sente subito l’aria inquinata, ma per fortuna un provvidenziale acquazzone migliora la situazione. Lunghissime le procedure all’aeroporto: un addetto per quattrocento persone! Comunque passiamo anche il famoso semaforone e andiamo in albergo, nella Zona Rosa, un posto tranquillo, e subito a letto.

La mattina dopo una prima colazione a base dello squisito pan dulce, abbiamo l’appuntamento con la nostra guida, Juan, che è davvero simpatico e disponibile, e ci porta in giro per Mexico City. Siamo subito allo Zocalo, con la cattedrale e il palazzo governativo, e la cosa che più sconvolge è il fatto che buona parte degli edifici (e lo stesso Zocalo) stia sprofondando lentamente, a causa dell’acqua che viene emunta dal sottosuolo...Le mura hanno dei fuori piombo come decine di torri di Pisa! Poi, giro per il mercato fra curanderos probabilmente chiapanechi ed un assaggio di quella povertà pur dignitosa che tanto constateremo.

Ammiriamo le rovine del templo Mayor e quindi entriamo nel palazzo governativo, a coronare uno dei sogni messicani di Nicoletta: i murales di Diego Rivera!! Sono davvero splendidi, con giochi di prospettiva particolari e tutti carichi di significato: in essi Rivera ha rappresentato tutta la storia del Messico, i suoi drammi e i soprusi subiti. Da non perdere.

In macchina (uno di quei jeepponi Chevrolet che in Italia si vedono solo nei telefilm americani), e via verso il sito di Teotihuacan! Prima di entrare al sito, il nostro Juan ci porta in un ristorantino tipico messicano, dove facciamo la nostra prima incetta di sopas azteche, moles piccanti e tacos: tutto buonissimo! Ora siamo pronti per le piramidi del Sole e della Luna: fra le più alte del Messico, dopo una scalata resa ancor più faticosa dall’altitudine, da esse si vede splendidamente tutto il sito, caratterizzato dal lungo viale principale, dal sinistro nome di Viale della Morte.

Visitiamo poi la cittadella, con una bellissima piramide le cui decorazioni sono state ben conservate grazie al secolare interramento. Tutto il sito è comunque molto affascinante. Al termine, passiamo a visitare il santuario della Nuestra Senora de Guadalupe, la patrona del Messico che a dicembre viene festeggiata con una marea di fedeli da tutto il Messico che, in ginocchio, compie l’ultimo tratto di strada per venerare una sacra immagine contenuta nel nuovo santuario. Comunque, dal punto di vista architettonico non abbiamo avuto impressioni sensazionali: interessante è comunque osservare come la vecchia chiesa possa restare in piedi, inclinata paurosamente secondo diverse verticali per lo stesso motivo descritto prima. Un vero miracolo! Il giorno dopo siamo al Museo Archeologico. Superfluo dire quanti reperti di quale interesse siano contenuti qui: ma il più spettacolare (e anche il simbolo del Museo) è il cosiddetto Calendario Azteco, un disco di vari metri di diametro che si credeva raffigurasse appunto un calendario (poi si è capito che in realtà è la visione cosmogonica azteca). Pranziamo al Museo (buono e neanche caro) e il pomeriggio realizziamo un altro vecchio desiderio: visitare la casa-museo di Frida Kahlo, di cui avevamo visto il film. Prendiamo la metro (solo 2 pesos a testa!) fino ai Viveros di Coyoacan, un bosco pieno di scoiattoli che attraversiamo a piedi fra gente che fa tranquillamente jogging, e dopo dieci minuti siamo a destinazione. Fra simpatici addetti e poliziotti (dobbiamo dire che nel nostro viaggio hanno mostrato tutti grande simpatia per gli italiani) visitiamo quella coloratissima e vivacissima casa che nella realtà fu di grande sofferenza ma anche di grande ispirazione per Frida. Oltre ai suoi dipinti, notevole la sua collezione di “retablos” (piccole cartoline metalliche ex-voto) che documenta la sua attenzione per questa forma di arte popolare. Ogni ora viene trasmesso anche un toccante documentario sulla sua vita; consigliamo davvero di visitarla

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