Yucatan e Chiapas e... Qualche disavventura!

Partenza il 1° agosto con il volo delle 6.45 da Malpensa per Amsterdam dopo una notte passata in aereoporto causa mancanza di passaggio... Ma che ci importa della stanchezza? Stiamo andando in Messico!!! Volo su Amsterdam puntualissimo, ma purtroppo inutilmente ...

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  • di Marta Grivet
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Partenza il 1° agosto con il volo delle 6.45 da Malpensa per Amsterdam dopo una notte passata in aereoporto causa mancanza di passaggio... Ma che ci importa della stanchezza? Stiamo andando in Messico!!! Volo su Amsterdam puntualissimo, ma purtroppo inutilmente perchè scopriamo che la coincidenza per Cancun è invece in ritardo... Ma si, tanto stiamo andando in vacanza! Volo Amsterdam-Cancun interminabile: 11 ore di cibo ininterrotto! Siamo forse all'ingrasso...?? Finalmente in terra messicana, arriviamo davanti al famigerato semaforo per il controllo bagagli... Culo! Tutti e 2 verde! Si... Peccato che il simpatico omino della dogana insospettito dal volume della nostra borsa sub decide di fregarsene del semaforo e ci fa aprire tutto lo stesso... Appurato che non stavamo importando nessun familiare dentro il borsone, ci lascia andare...

I primi 3 giorni li passiamo a Cancun: orribile! L'aggettivo che descrive meglio l'impatto con la città è claustrofobica: caldo umido e smog da far stare male! Per ovviare il problema ci lanciamo subito in 2 belle immersioni e l'impatto con il mare dei Caraibi ci fa riappacificare con il mondo.

Giorno successivo visita a Isla Mujeres: bella, ma ahimè iper sfruttata dal turismo...

Finalmente si parte! Ritiriamo una scascionatissima Opel Corsa e cominciamo il nostro tour. Ammetto di aver avuto molti dubbi sul fatto che la macchina potesse reggere fino alla fine del viaggio, ma mi sono poi ricreduta... Prima tappa: Chichen Itzà - Izamal. Su Chichen Itzà non dico nulla, è già stato detto a sufficienza e comunque è degna della sua fama. Due parole su Izamal: molto, molto carina. Piccolissima città dove tutti gli edifici sono dipinti color ocra e dove si trova uno dei santuari più importanti del Messico dedicato a... S. Antonio da Padova! Primo assaggio di un Messico decisamente più autentico di Cancun: bello! Seconda tappa: Izamal-Uxmal-Campeche.

Uxmal è il sito che in assoluto mi è piaciuto di più, rende davvero l'idea della città che era e i bassorilievi degli edifici sono mozzafiato! Da non sottovalutare anche il sandwich messicano del ristorante: grandioso!!! Campeche: impatto con la periferia pessimo, poi invece giunti nella zona coloniale, scopriamo una cittadina davvero carina, dove ogni edificio è colorato in modo diverso e naturalmente dei colori più vivaci... Molto, molto bella! Terza tappa: Campeche-Palenque. Giornata lunga, di trasferimento, però paesaggi interessanti, soprattutto la parte della costa che da sul golfo del Messico.

Quarta tappa: Palenque-incidente-Palenque-S.Cristobal.

Giornata cominciata sotto i migliori auspici con visita del sito di Palenque: il sito non delude le aspettative, peccato però per tutti i venditori ambulanti che lo affollano e che tolgono decisamente fascino ed atmosfera alla visita. Insomma bello... però Uxmal... Finita la visita ci mettiamo in viaggio verso S. Cristobal, ma... Una topa assassina è in agguato e... Pam! Incidente!!! Cavolo... ma proprio a noi doveva capitare???!!! Per fortuna nessuno si fa niente, la nostra macchina non subisce danni (santa Opel Corsa scasciona!), ma in compenso abbiamo distrutto la macchina e la vacanza di un'allegra (e folkloristica) famigliola messicana... Sorry! Poco male, non ci perdiamo d'animo... cerchiamo un telefono... un telefono?!? Mica facile, siamo sulla strada più inculata del Messico e tutto intorno più che cani e maiali non si vedono... ma non ci perdiamo d'animo... alcune persone sbucate letteralmente dalla foresta ci dicono che più avanti sulla strada c'è un telefono pubblico... finalmente riusciamo a telefonare... morale: deve uscire l'assicuratore della compagnia di noleggio per verificare i danni, ma siccome nella zona non ci sono assicuratori, devono farlo venire... da Villahermosa! (circa 200Km distante) e noi dobbiamo tornare a Palenque e aspettarlo... in un ristorante! Grandioso... Nel frattempo io e la moglie di Raul facciamo conoscenza e lei mi racconta di avere delle origini italiane... Si vede che era destino! Finalmente ecco arrivare Alexandro, l'uomo più sudato di tutto il Messico, nostro salvatore: in pochi minuti sbriga tutte le pratiche e ... incredibile! Siamo di nuovo in marcia verso S. Cristobal! S. Cristobal: una conquista! E' risaputo che la strada tra Palenque e S. Cristobal sia tra le più fetide in assoluto, ma davvero non me la aspettavo così brutta: curve, topes non segnalate e nei posti più assurdi, code dovute a incidenti... insomma arrivare a S. Cristobal è stato come conquistare la vetta di una montagna, ma ne è valsa la pena. Bella, bella, bella. Peccato che complice il cambio d'aria e una versione messicana della pizza del tutto originale che ci siamo mangiati, siamo stati colti dalla più diffusa malattia del viaggiatore e di S. Cristobal abbiamo fatto soprattuto un tour dei bagni pubblici... va be'..

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