Cocktail di benvenuto

Sedemmo sul bordo del muro, e ci sforzammo inutilmente di penetrare il mistero che ci circondava. Chi erano le persone che avevano costruito questa città? Quando si trova tra le rovine delle città egizie, persino in quella Petra da tempo ...

  • di robinia
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sedemmo sul bordo del muro, e ci sforzammo inutilmente di penetrare il mistero che ci circondava. Chi erano le persone che avevano costruito questa città? Quando si trova tra le rovine delle città egizie, persino in quella Petra da tempo perduta, lo straniero conosce la storia delle persone cui appartenevano quelle vestigia. L'America, dicono gli storici, era popolata da selvaggi; ma i selvaggi non hanno mai costruito simili strutture, i selvaggi non hanno mai scolpito simili pietre. Chiedemmo agli Indiani chi era stato a farlo, ma la loro monotona risposta fu:"Quién sabe?", "Chi lo sa?" [ John Lloyd Stephens, 1841 ] Prima d'ora non avevo mai preso un volo intercontinentale (e anche di voli continentali non è che ne avessi presi tanti), ma avevo fatto solo viaggi straccioni in Europa, caratterizzati da puzza di treno, pranzi luridi al supermercato e budget ridotti all'osso. Grazie ad un potentissimo sponsor (mio padre) in questa primavera ho fatto la mia prima (e ritengo anche ultima) esperienza di vacanza in un villaggio all inclusive allocato in un posto paradisiaco, nel quale la maggior parte degli esseri umani va solo una volta nella vita, in viaggio di nozze (ci va più volte solo se divorzia e si sposa con un altro).

Andiamo nella cosiddetta riviera Maya, nota anche come il Caribe messicano, la fascia costiera che parte da Cancun e scende verso il sud della penisola dello Yucatán. Qui negli ultimi anni c'è stato un boom turistico, soprattutto di provenienza statunitense, accompagnato da megalomania, lusso, camicie hawaiane e sedili per ciccioni. Tredici ore di aereo sono state un vero trauma, superato grazie ad alcuni film americani e alle appassionanti immagini del planisfero solcato dall'aereo minuscolo che molto lentamente si allontanava dai familiari profili europei per avvicinarsi alle sconosciute coste centroamericane, restando per molte ore (in cui per fortuna ogni tanto mi appisolavo) parallelo all'infinito oceano Atlantico. Questo buco nero di angoscia è stato prontamente dimenticato all'arrivo, perché annullato dagli odori, dal clima, dalla vegetazione, dalle persone e da tutte le altre novità che si presentavano davanti ai miei occhi. Dopo tutte quelle ore con l'ansia di cadere nell'oceano e tutti quei pranzi e cene nella vaschetta di alluminio, scoprire che erano ancora le sei di pomeriggio e dunque dovevamo cenare di nuovo mi ha frastornata, ma poi nel frattempo il pulmino ci ha consegnati alle porte del villaggio dove questi animatori felicissimi di vederci ci hanno accolto porgendoci dei cocktail con la cannuccia e la fetta di arancia e poi ci hanno portati nei nostri bungalow prenotati dotati di aria condizionata, attraverso sentieri circondati di piante e fiori maestosi e il profumo è forse la cosa che resta più in testa insieme al caldo umido, e infatti avevo deciso di mettermi un vestitino leggero, e insomma poi non ci ho pensato più che dovevamo cenare di nuovo.

Questo finché non siamo entrati nella spaziosa villetta dove si mangiava e dove ho scoperto che qualunque cosa io volessi lì c'era e mi è venuta una lieve nausea anche se, siccome era tutto gratis, non potevo dire di no almeno all'assaggio di qualche pietanza e comunque come minimo un paio di birre medie che tanto lì potevi spillartene quante ne volevi all'infinito. Il rischio in questi casi è che fai come all'autogrill quando dalle 2 alle 5 di notte ti regalano il caffè, che lo prendi, magari metti anche lo zucchero dalla bustina, ma poi dopo un sorso lo lasci quasi tutto lì, con grande incazzatura simmetrica del personale tutto, che quel caffè te lo ha preparato per poi vederlo quasi intonso nella tazza

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