Yucatan, Chiapas & Riviera Maya

Martedì 9 dicembre 2008 – Roma, Atlanta, Cancun Pronti via, si parte! Suona la sveglia! Sono le tre della notte e valige in mano ci dirigiamo verso Fiumicino. Ad aspettarci un volo Delta Airlines che ci porterà in Messico con ...

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  • di rodivit
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  • Viaggiatori: in coppia

Dopo un lauto pasto ci dirigiamo verso Campeche. Città sulla costa nord dello Yucatan dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Arriviamo mentre sta facendo notte. Dopo una breve sosta all’Hotel del Mar, con splendida visuale sul mar dei Caraibi, facciamo due passi nella cittadina. L’oscurità non ci permette di apprezzare appieno le variopinte facciate delle abitazioni (ristrutturate anche grazie a contributi governativi). Attraverso alcune finestre, notiamo che alcuni salotti sono stati convertiti in garage!!! Gli abitanti della zona pedonale hanno preferito crearsi un posto macchina in casa piuttosto che lasciare la propria auto fuori le mura della città!! Venerdì 12 dicembre – Campeche, Palenque La giornata è dedicata alla visita di Palenque, città Maya tanto per cambiare immersa nella jungla. Si tratta forse del sito con la zona visitabile più ampia. Tra gli edifici si segnalano il Tempio delle Iscrizioni ed il Palazzo ma soprattutto la splendido panorama che si gode attraversando il torrente e salendo sul Tempio della Croce. Appassionanti le vicende dei personaggi legati alla città. Tra gli episodi citiamo l’incoronazione di Pakal e la scoperta della tomba della Regina Rossa (Reina Roça).

Suggestivo il resort in cui dimoriamo, Villa Mercedes, circondato dalla foresta e soprattutto con una comodissima amaca davanti la porta di ogni camera. All’unanimità decidiamo che non ci alzeremo più da qui sopra! Sabato 13 dicembre – Palenque, Yaxchilan Partiamo alla volta di Yaxchilan, sito raggiungibile solo via fiume. L’Usumacinta è il più lungo dei fiumi messicani ed il suo corso per buona parte funge da confine con il Guatemala. La strada che porta all’imbarco è disseminata di terribili dossi artificiali e contornata da abitazioni improvvisate in cui dimorano in buona parte profughi arrivati dalle nazioni limitrofe. Colpisce il contrasto tra arretratezza (in molti casi non è presente l’energia elettrica) e moderne comodità (in alcune modeste dimore, e siamo generosi nel dire modeste, spiccano luccicanti antenne paraboliche!). Ci imbarchiamo con delle motolance da dieci posti ciascuno e dopo circa tre quarti d’ora arriviamo a destinazione. Del sito, più degli edifici (il Tempio XXXIII su tutti), colpisce la presenza delle scimmie urlatrici. Mentre attraversiamo un sentiero nel bosco siamo assordati dalle urla. In effetti per i non esperti (come noi) sono simili a dei ruggiti (siamo nella terra del giaguaro, un animale sacro per la civiltà Maya). Domenica 14 dicembre – Palenque, Misol-Ha, Ocosingo, San Cristobal de las Casas.

Saltiamo la meta programmata delle cascate di Agua Azul. Pare che la settimana scorsa abbiamo derubato e denudato un pullman di turisti (lasciati senza valigie ed in ..Mutande!!). L’escursione non è praticabile e dunque ci rifugiamo su Misol-Ha. La cascata compie un salto di trenta metri e sotto il suo getto si può fare comodamente un fresco bagno. Ma non è il nostro caso e preferiamo il percorso roccioso che passa dietro il getto della cascata ed attraverso il quale, accompagnati dagli spruzzi, raggiungiamo una piccola grotta luogo ideale per foto suggestive. Lasciata la cascata, lungo una tortuosa strada ci inoltriamo nel territorio del Chiapas, regno del cosiddetto Esercito Zapatista e di Marcos. A ricordarcelo una sorta di segnalazione stradale (“Esta usted en territorio zapatista en rebeldia; aqui manda el pueblo el gobierno obedeche!”) e scuole autonome con murales dedicati al sub comandante. Da questa zona parte il sentiero che dopo un paio di giorni di percorso a cavallo condurrebbe al centro nevralgico del movimento rivoluzionario. Attraversiamo Ocosingo e dopo il pranzo, con tanto di finale del campionato di calcio messicano in tv, arriviamo a San Cristobal de las Casas. Siamo nella parte più povera del Messico. Di fronte alla splendida Cattedrale molti indios ci invitano ad acquistare in maniera garbata i loro prodotti. I prezzi sono modesti. Ci conteniamo sapendo di non avere molto spazio nelle valigie. Facciamo quatto passi nel centro della città e beviamo un discreto caffè (buonissimo secondo gli esperti ..Tradotto non capiamo nulla di arabica!!). Anche qui alloggeremo per due notti al Villa Mercedes, buon complesso non proprio al centro ma comodamente raggiungibile in taxi con prezzi modici

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