Vivendo il Messico

Mexico City - Oaxaca - San Cristobal de las Casas - Palenque - Merida - Uxmal - Chichen Itzà - Cobà - Tulum - Cancun (e molto altro). 15 GENNAIO 2003- mercoledi Il nostro lungo viaggio verso il sogno inizia ...

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  • di Federica Sinibaldi 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Mexico City - Oaxaca - San Cristobal de las Casas - Palenque - Merida - Uxmal - Chichen Itzà - Cobà - Tulum - Cancun (e molto altro).

15 GENNAIO 2003- mercoledi Il nostro lungo viaggio verso il sogno inizia in una fredda mattina di gennaio, a Roma.

Sono le 5.45 a.M. Quando prendiamo il trenino che ci porterà all’aeroporto Leonardo da Vinci. Prima tappa Londra, da dove ripartiamo per Mexico City. L’arrivo è dopo 12 ore!!!! La prima cosa che vediamo dall’aereo sono due vette che sembrano emergere dal cielo. E poi la distesa infinita di case e grattacieli della città. Arriviamo alle 18.30 ora locale, e dopo aver recuperato il bagaglio (due macigni che ci hanno accompagnato per tutti i chilometri del viaggio) facciamo la fila per la dogana. Capiamo presto che un semaforo segnerà il nostro destino: si pigia un pulsante, se si accende la luce rossa è finita (trasportiamo di tutto, cibo animale e vegetale) mentre se è verde.. Via libera! Noi evitiamo il semaforo e anche le radiografie delle nostre borse... Siamo italiane! Fuori ci guardano e ridono, cominciamo ad abituarci perché non la smetteranno più.

Cambiamo un po’ di dollari in pesos (ormai non vale più la pena portare i dollari perché l’euro viene cambiato e quotato bene!) e telefoniamo all’ostello per il pick-up. Dall’altra parte della cornetta Veronica ci da il benvenuto e ci informa che entro 5 minuti si presenterà l’autista davanti ad un fast-food dell’aeroporto. Dopo un’ora ancora niente, ci si avvicina una signora canadese che ci puntava ormai da tempo. Io, Federica, mi sono ritrovata coinvolta in un terzo grado interminabile, mentre Paola cercava disperatamente di sopravvivere a strani “odori” e a capovolgimenti gastro-intestinali. Dopo quasi un’ora e mezza, e varie telefonate, arriva l’autista. La città è vicina, ma c’è traffico. Giungiamo allo “zocalo”, la piazza centrale, dove si trova il nostro ostello (Hotel Moneda, 125 pesos a notte, la doppia). Ci spaventiamo un po’, sporcizia (basura) ovunque e vie deserte. L’ostello è un bazar... gente di tutte l’età e razze, un vero e proprio scambio culturale. Finalmente a nanna dopo 24 ore di trasferimenti! Paola dorme, io non chiudo occhio, sia per il jet-leg sia per uno strano vociare che non riesco ad identificare. 16 GENNAIO 2003- giovedì Alle 6.00 a.M. Riesco, finalmente, a buttare Paola giù dal letto... In fondo in Italia sono le 13.00!! Apro la finestra e mi trovo di fronte una camionetta strapiena di militari, sembrano apprezzare il buongiorno ed iniziano a salutarci. Ecco chi chiacchierava durante la notte! Scopriamo che davanti al nostro ostello si trova il “Palacio del Gobierno”, che fortuna... questo vuol dire notti insonni! Telefoniamo a casa ed usciamo, non prima di averci fatto spiegare la strada per il Terminal Norte (stazione degli autobus) e dopo un breve saluto ai nostri militari-vicini di casa. Un consiglio: se le giornate sono calde le mattine (e le notti) no, copritevi. In tutto lo Zocalo deserto c’era solo uno spazzino, lo avviciniamo e lo bombardiamo con un mix di inglese-italiano-spagnolo. Ci indica la stazione della metro più vicina, zocalo, dove iniziamo la nostra avventura metropolitana. Il costo del biglietto è 0.20 pesos, ma non credete di essere in Italia! Ci perdiamo subito: non oltrepassate i passaggi metallici se non volete riuscire, a meno che non vogliate pagare due volte il biglietto! Non si ha proprio l’idea di cosa voglia dire prendere la metro a Mexico City all’ora di punta finché non ci si ritrova fotocopiati dentro... Cambiamo tre linee (blu, rosa e gialla) e arriviamo al terminal Norte, dove, in fondo a sinistra, si trova la compagnia di autobus diretti a Teotihuacan (21 pesos solo andata). Partiamo alle 8.30, e si arriva a destinazione dopo un’ora. Il viaggio di per se è interessante, uscire dalla conca entro cui si trova la città (2500m) richiede tempo e si ha un’idea dell’estensione e della popolosità. Il bus lascia all’entrata del sito (35pesos), da qui inizia la vera fuga dall’assalto dei venditori ambulanti... Non pensate di vincere! Noi ci siamo appesantite subito le valigie (sfere di ossidiana, argenti vari, piatti, ecc), ma alleggerite nel portafoglio. Ricordate che ciò che trovate in un luogo difficilmente lo troverete in un altro. Visitare Teotihuacan è un’esperienza unica. Preparatevi: sarete travolti da emozioni e sensazioni che cambieranno per sempre i vostri parametri di vita (come avrete capito siamo rimaste folgorate). E’ un equilibrio tra l’idea di essere dominati e poter dominare, soprattutto quando ti trovi sul tetto del mondo (la piramide del sole e della luna). Non diciamo oltre, lasciamo ad ognuno la possibilità di vivere le proprie emozioni. Ma se dobbiamo scegliere la parola più adatta per definire il tutto, questa è LIBERTA’. I gradini sono tanti, 248 la piramide del sole e 196 quelli della luna, ma ne vale la pena. Farete anche tanti strani incontri, scolaresche che cercano il contatto, messicani gentili che per “buena sorte” vi faranno strani riti. Dopo 4 ore, passate anche alla ricerca del museo nascosto tra i cactus, prendiamo un taxi-maggiolino verde (senza sedile anteriore!) fino alla Basilica della Guadalupe (Mexico City). Questo luogo è molto importante per i messicani, consiste di diversi edifici, e ci sono Messe in continuazione e gente che prega. La Madonna di Guadalupe ci accompagnerà per tutto il viaggio, in tutte le chiese messicane, in tutti gli autobus presi, nelle case. Ci siamo rituffate nella metro, a noi è piaciuta ma di altri turisti nemmeno l’ombra (?), forse perché non è raccomandabile prenderla all’ora di punta? Quando l’affluenza è alta (17.00-20.00) le file vengono divise in due: donne e bambini da un lato, gli uomini dall’altro. Ma non crediate di salvarvi, sarete catapultati, calpestati e schiacciati anche dalle formose donne messicane. Scese allo zocalo abbiamo visitato la cattedrale e il campanile (i 900 scalini già fatti non c’erano bastati), la piazza con il mercatino e i dintorni. Il mercato si estende anche sotto il nostro ostello, ecco perché all’arrivo dall’aeroporto c’erano così tanti rifiuti a terra! In serata siamo andate a prendere i biglietti del pullman per Oaxaca per il giorno dopo (ricordatevi di farlo perché finiscono in fretta) al terminal Tapo. Distrutte dal fuso orario e dalla stanchezza andiamo a dormire alle 22.00, provano a svegliarci ad un’ora imprecisata della notte (per una festa? Non lo sapremo mai...) ma non reagiamo... Meritato riposo!!! 17 GENNAIO 2003-venerdi Di nuovo al terminal Norte, questa volta diretti a Tula (biglietto a/r 42 pesos). Dopo un’ora e ¼ arriviamo alla stazione dove prendiamo un taxi (20pesos) per arrivare al sito (30 pesos). La cosa più “sorprendente” di Tula sono le statue tolteche che si ergono su una delle piramidi, vale sicuramente la pena! All’uscita dal sito non abbiamo molte possibilità se non di camminare a piedi verso la stazione (dei taxi nemmeno l’ombra). Ci impieghiamo circa 40 minuti e intanto chiediamo informazioni a tutti, migliorando sempre più il nostro spagnolo. La sensazione è quella di essere a casa. Il ritorno è rallentato dai continui topes (rallentatori, dossi) e dal traffico. I topes diventeranno parte integrante dei vostri itinerari, vi si svolge una parte importante della vita messicana. Esistono di varie dimensioni, in Yucatan sono bassi ma larghi e servono anche per attraversare la strada, in Chiapas e altrove sono alti e stretti e, oltre a distruggere le macchine, permettono ai venditori di avvicinarsi. Al ritorno riprendiamo la metro, ormai siamo di casa, e arriviamo al Museo Antropologico (35 pesos) dopo una camminata lungo l’Avenida Indipendencia. Il Museo è molto grande ma è uno dei più belli del mondo e vale la pena visitarlo tutto. Anche il negozio di souvenir non è niente male, ma non fate come Paola: la tazza con il caffè dentro non è in vendita!!!!!! Ceniamo sulla terrazza del nostro ostello da dove si vede la cattedrale illuminata, sicuramente un bell’addio... Andiamo alla stazione Tapo, dove aspettiamo il pullman delle 23.00 per Oaxaca, ADO-prima classe (271 pesos, e li vale!). Ogni stazione ha un iter particolare per i bagagli, qui vanno consegnati 20 minuti prima di salire a bordo (sono assicurati, non preoccupatevi!)

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