Nomadizziamoci presenta "Mediterraneum"

Il Sal8 di Syusy dal 13 al 28 Febbraio ospita la mostra fotografica di un giovane fotoreporter d'arte, Giulio Rimondi. Gli scatti esposti sono stati accuratamente selezionati con Syusy, Sandro Malossini e Aykan Begendi tra le tante immagini raccolte durante ...

 

Il Mediterraneo visto attraverso l'obiettivo di Giulio Rimondi

Il Sal8 di Syusy dal 13 al 28 Febbraio ospita la mostra fotografica di un giovane fotoreporter d'arte, Giulio Rimondi. Gli scatti esposti sono stati accuratamente selezionati con Syusy, Sandro Malossini e Aykan Begendi tra le tante immagini raccolte durante “Mediterraneum”, il lungo progetto-viaggio che Giulio ha intrapreso per cogliere e raccontare le origini della nostra civiltà. Giulio ha viaggiato a lungo tra i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, nella convinzione che tutti i popoli che abitano le coste condividano una storia, una cultura e un'identità comuni.

Ecco cosa si sono detti Syusy e Giulio quando si sono incontrati qui in Redazione, in questi giorni di allestimento per la mostra di imminente inaugurazione...

Syusy: Viaggio e immagine, noi come Turisti per Caso ne sappiamo qualcosa. Certo è difficile catturare l'immagine con sapienza, c'è una differenza abissale fra le immagini raccolte casualmente e quelle studiate, cercate, inseguite. Giulio, quando la foto di viaggio diventa arte? Giulio: Sicuramente quando il viaggio viene scelto e vissuto in base a un progetto che si ha chiaro in mente, ma senza perdere la freschezza dello sguardo. Questo significa documentarsi prima di partire solo quanto basta a essere viaggiatori consapevoli e informati, ma non al punto da perdere ogni sorpresa. Non bisogna rinunciare ad una certa dose di avventura...

Syusy: Esatto! È quello che ho sempre detto anche io: bisogna viaggiare per sapere, per conoscere, ma senza portare da casa preconcetti! Giulio: Comunque in una foto di viaggio solo ¼ dell'immagine è il puro occhio fotografico, i restanti ¾ consistono nel trovare la giusta situazione e sapervisi approcciare. “Trovare la situazione” vuol dire comunicare con la gente, sapersi proporre anche in situazioni difficili, lavorare sui rapporti umani, sulle persone, per farle sentire a proprio agio. Può capitare che in maniera del tutto casuale con uno scatto fugace si ottenga un risultato convincente, ma più spesso è necessario fare anche centinaia di foto per arrivare a quella che si sta cercando. Mi capita spesso di fare moltissimi scatti che so già non mi serviranno, per abituare le persone alla mia presenza, al rumore della macchina fotografica, all'idea di esserne il soggetto, per arrivare a coglierle nella spontaneità... La differenza quindi si fa nella ricerca dell'immagine.

Syusy: Ti rifai a qualche grande fotografo in particolare? Giulio: Ammiro Capa, Koudelka, Cartier-Bresson, maestri sempre di grande ispirazione. Ma non ne imito lo stile, oltretutto sarebbe impossibile, il periodo nel quale loro fotografavano aveva una qualità visuale differente dal nostro. Non dico migliore, semplicemente differente. Io preferisco averne uno mio personale. Infondo loro raccontano il loro tempo, io cerco di avere uno sguardo più attuale, che sappia cogliere l'oggi senza perderne la poesia.

Syusy: Hai viaggiato molto per il tuo progetto “Mediterraneum”, esattamente dove sei stato, che luoghi hai visto? Giulio: In un primo viaggio ho attraversato Marocco, Algeria, Tunisia ed Egitto, spingendomi a sud fino a Marrakesch, e risalendo poi sull'altro cardine fino allo stretto di Suez, passando per Alessandria. Ho fatto poi un altro lungo giro tra Libano, Siria e Giordania. Anche Israele in verità, ma gli dedicherò un capitolo a parte e certo dovrò tornarci. E’ stato durante questi primi due viaggi che ho iniziato a raccogliere il materiale per “Mediterraneum”, tra cui le 21 foto in esposizione al Sal8

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