Basilicata, scrigno di segreti

Una regione in cui stai bene e hai dei posti meravigliosi in cui perderti, siti in cui ti senti quasi in intimità con quello che ti circonda

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  • di hellblazer1976
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Regione poco conosciuta e, come si dice, che sembra non esistere. Uno dei segreti meglio custoditi d’Italia, secondo il New York Times. La Basilicata. Una regione che da anni avevo in testa di visitare e che quest’anno finalmente siamo riusciti a conoscere. Il periodo non è forse dei migliori, trattandosi di fine luglio, ma quest’anno era l’unica possibilità che Dani e io avessimo per poter partire.

È stata una vera scoperta. Di solito pensi alla Basilicata e la identifichi con Matera, capitale europea della cultura nel 2019. E invece abbiamo scoperto una regione splendida, varia, verdissima, ricca di paesaggi e di cultura. Di questo dobbiamo ringraziare una persona in cui mi son imbattuto per caso, navigando su internet, e che ci è stata di grande aiuto: Antonio, uno dei tre fondatori del sito www.basilicatadavedere.com/it e che di cuore consiglio a chiunque stia pensando di andare a scoprire questo pezzo di terra dove per alcune cose il tempo sembra essersi fermato. Antonio con pazienza, in questi mesi, ci ha consigliato le mete e fornito i punti d’appoggio dai quali muoverci, ed in effetti senza di lui non saremmo stati in grado di vivere davvero e capire le pieghe di questa terra.

Le differenze culturali tra le due regioni ci sono, è chiaro, ma a me che sono friulano la vita della Basilicata ha ricordato quella dei miei contadini, fatta di miseria e di lotta contro il destino. Con la fondamentale differenza (friulani all’ascolto, non abbiatene male) che in Basilicata la gente ti dona il cuore, ti accoglie con un calore e un’ospitalità quasi sospettosa, per chi come il sottoscritto si è abituato a pensare che se una persona è troppo gentile, potrebbe voler qualcosa da te. Chiusa parentesi introduttiva.

Partenza il 21 luglio, con destinazione Bari: su consiglio di Antonio destiniamo la prima notte a Matera, che dista circa 45 minuti di auto dall’aeroporto. Dormiamo presso PiazzaMulino 26, trovato tramite convenzione aziendale, scelta ottimale perché attaccato al centro, per la gentilezza della proprietaria (Diana) e per la comodità delle stanze. Una volta arrivati lì, tempo di disfare le valigie ed usciamo a scoprire gli aspetti serali di Matera, grazie alle indicazioni di Diana.

Dalla centrale piazza Vittorio Veneto lo sguardo spazia sul Sasso Barisano. Non è facile descriverlo, e le foto che si possono trovare su internet non rendono giustizia. I due Sassi sono due gioielli, due presepi incantati che di sera si riempiono di luci e di giorno presentano una distesa continua di piccole terrazze, di cortili minuscoli e curatissimi, di mura bianche sotto il peso delle ombre che si allungano. Una passeggiata quasi a caso ci porta ad arrivare al Monastero di Sant’Agostino, che se visto da fuori non sembra niente di straordinario, in realtà al suo interno ingloba letteralmente una chiesetta rupestre meravigliosa, piccola e ben tenuta, per entrare nella quale bisogna fare qualche metro di un passaggio stretto stretto.

Un altro spettacolo meraviglioso ce lo regala la chiesa di San Giovanni Battista, con un arco esterno finemente lavorato, ed è nell’omonima piazza che ci regaliamo una cena con affettati e birre tipiche presso la Nocelleria, un posto gestito da due ragazzi simpatici e disponibili. Serata allietata da un concerto improvvisato da un piccolo gruppo folkloristico e poi nanna.

22 luglio

Mattina dedicata alla scoperta di Matera. Appuntamento alle 10 in piazza dove conosciamo Nicola, la guida molto competente procurataci da Antonio, che in tre ore di appassionante giro (per quanto sotto un sole implacabile) condivide con noi il suo amore e a sua profonda conoscenza di questa città incredibile. Scopriamo così che i sassi in origine erano delle stalle, o comunque dei depositi, abitati solo dopo la seconda guerra mondiale quando la miseria vi ha ricacciato dentro i contadini

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