Marrakech: appunti di viaggio

Marrakech si sveglia tardi e nelle prime ore della mattina gli incontri sono sempre gli stessi: vecchi che si trascinano stanchi, artigiani che aprono bottega, venditori che sistemano alla meno peggio l’entrata nel proprio negozio…che non è un negozio come ...

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  • di Marti Tina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Marrakech si sveglia tardi e nelle prime ore della mattina gli incontri sono sempre gli stessi: vecchi che si trascinano stanchi, artigiani che aprono bottega, venditori che sistemano alla meno peggio l’entrata nel proprio negozio…che non è un negozio come lo intendiamo noi ma uno sgabuzzino dove possono essere stipate una quantità impressionante di cose. Donne non se ne vedono, alcuni bambini giocano per i vicoli del quartiere…ma chi la fa davvero da padrone sono i gatti: cuccioli o adulti son tutti pelo e ossa e ti guardano passare con uno sguardo che ti compra il cuore.

Il pane di Marrakech

Camminando verso il centro della città, è facile venir sorpresi dal profumo del pane. Ah, il pane di Marrakech! Il pane di Marrakech è un qualcosa di unico: sono pagnotte di forma circolare, alcune hanno un sapore più dolce, altre son più croccanti e con semini di sesamo sulla superficie…son tutte buone e soprattutto ve ne sono in abbondanza. Perché ci sarà pure povertà ma una pagnotta di pane non manca mai, tanto che nelle bancarelle in piazza vengono usate come ferma-tovaglia e spesso sono un’ottima alternativa alle posate, non sempre propriamente pulite! Si stacca un bel pezzo di pane e via nel tajine, la pentola berbera in terracotta con il coperchio conico, che quando lo apri trovi il cibo ancora lì tutto che frigge e ribolle… rischi l’ustione. Ovviamente, oltre al pane, anche il resto delle pietanze sono una bomba!

The, succhi & taniche

Passeggiando si incontrano numerose bancarelle di frutta: pesche, mele, enormi angurie e smisurati meloni ma il più succulento ho intuito possa essere il fico d’India, credo venga usato spesso come dessert. In Marocco non si fa uso di alcolici e l’alternativa, oltre all’onnipresente the, è la spremuta d’arancia: fresca, incredibilmente profumata…ne scorre a fiumi. E se proprio ti manca la monetina per comprare il succo, non c’è problema: in ogni angolo si scorgono grandi taniche d’acqua con una tazza lisa e usurata appesa al tappo, cosicché chiunque possa dissetarsi per trovare ristoro dal gran caldo.

Il traffico

Raggiunta la piazza principale ti rendi conto che “chi fa da sé fa per tre”: la segnaletica non esiste, i semafori son rari, le rotonde opinabili…uno ci prova e gran parte delle volte ce la fa! A colpi di clacson, brusche frenate e sorpassi azzardati, passano tutti…ma proprio tutti: macchine, bus, motorini, i carretti tirati a mano e quelli tirati dall’asino. Passano anche le carrozze e anche i pedoni: corri il rischio di essere messo sotto, ma il tuo investitore lo farà col sorriso negli occhi. Perché loro hanno la faccia gentile e sorridente anche quando ti investono.

I Souk

E poi ci sono i souk: gli enormi e sconfinati mercati dove è impossibile uscirne coscienti. Lì entri e vieni risucchiato: succede un po’ come quando il cantante si butta dal palco sul pubblico…vai dove l’onda ti porta. Quando imbocchi la prima vietta del souk è consigliabile assumere un atteggiamento scazzato e privo di interesse, possibilmente bisogna cercare di guardare dritti a sé. Se fai l’errore di dimostrare anche il solo minimo interesse verso un qualsiasi (inutile – il più delle volte) oggetto è fatta: il venditore comincerà un corteggiamento che neanche Casanova

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