Marocco: tra città e deserto

Viaggio attraverso le città imperiali fino alle dune del deserto del Sahara

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  • di ashante
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dopo l’entusiasmante tour organizzato delle Città Imperiali fatto a Maggio di quest’anno e desiderosa di tornare con la mia famiglia per un nuovo itinerario che comprendesse anche il deserto del Sahara, a fine Luglio contatto la Sig.ra Bahija (la guida locale conosciuta nel tour precedente) per stabilire un programma con relativo preventivo.

Il nostro tour di otto giorni prevede: due notti a Fès, due a Merzouga, una a Ouarzazate e infine tre notti a Marrakech.

Ai primi di Agosto acquistiamo tramite il sito Skyscanner i biglietti aerei (Compagnia Royal Air Maroc) con tratta Bologna – Casablanca, Casablanca – Fès e ritorno Marrakech – Casablanca, Casablanca – Bologna, mentre con l’Agenzia Viaggi Sicuri stipuliamo l’assicurazione sanitaria e annullamento volo.

Per quanto riguarda il profilo sanitario, il Marocco è un paese abbastanza sicuro che non richiede vaccinazioni obbligatorie. In valigia oltre a indumenti leggeri e felpe per la sera mettiamo repellenti per le zanzare, antidiarroici e disinfettanti intestinali.

Mio marito Stefano, nostro figlio Davide ed io, partiamo il 4/10 e dopo circa sei ore atterriamo alle 23,20 (ora locale – 1 ora rispetto all’Italia) all’aeroporto di Fès-Sais. Ritirati i bagagli, scambiamo subito 150 Euro in Dirham poi ci dirigiamo all’uscita, dove ad attenderci, vi sono Bahija e l’autista Foued; siamo entrambe emozionate e dopo un affettuoso abbraccio, con l’auto in circa venti minuti arriviamo all’Hotel Arena Palace.

Non mancano molte ore al sorgere del sole, piuttosto stanchi andiamo a dormire, domani Fès sarà per noi.

5/10. Fatta colazione siamo pronti a uscire, Bahija e Foued ci stanno aspettando per iniziare la visita della città. Nonostante la giornata soleggiata fuori è freschino, ben presto però, il sole prenderà il sopravvento facendosi sentire prepotentemente.

Fès, spesso definita la capitale culturale del Paese è la più antica delle quattro città imperiali e con la sua medina, Fès el-Bali, fatiscente e facile da perdersi costituisce la zona urbana pedonale più vasta del mondo. Scendiamo davanti al Palazzo Reale, costruito fuori dalla vecchia medina in prossimità del quartiere ebraico, qui l’unica cosa visibile al pubblico sono gli imponenti portali in ottone scolpito decorati con zellige (un assemblaggio di piastrelle tagliate in terracotta smaltata che riproducono un disegno geometrico) ed elaborati elementi in legno di cedro intagliato.

A piedi proseguiamo su Rue des Mèrinides, la via nel Mellah (quartiere ebraico) affiancata da vecchie case con balconi di legno e ferro battuto. Passo dopo passo arriviamo al centro storico e precisamente a Piazza Bou Jeloud, un punto di ritrovo, dove gente del luogo e turisti si prendono una pausa sorseggiando tè alla menta.

Siamo oramai nel cuore della medina, proseguendo, visitiamo la Medersa Bou Inania, riconosciuta come un eccelso esempio di architettura merinide è considerata la scuola coranica più bella di Fès. A seguire la Moschea Kairaouine e Università; questo complesso ospita nel suo interno una delle moschee più grandi dell’Africa e l’università più antica al mondo.

Con il sole oramai alto in cielo giungiamo alle Concerie Chaouwara; nonostante l’avessi già vista a Maggio, l’idea di rivedere quel luogo maleodorante m’incuriosisce ancora una volta. E’ sicuramente una delle attrattive più famose della città in cui il processo produttivo delle pelli di animale (capre, pecore e dromedari) utilizza gli stessi metodi fin dal Medioevo. Appena entrati, ci sono date alcune foglie di menta da mettere sotto il naso per mitigare il forte puzzo, poi giunti sul terrazzo panoramico che si affaccia sulle vasche, ascoltiamo la spiegazione in italiano di come avviene la concia mentre numerosi scatti fotografici si susseguono tra reflex e cellulare

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