Marocco Orientale… autentico e incontaminato!

Dopo aver esplorato la costa Mediterranea e la costa Atlantica nel nord del Marocco, scesi fino a Ifrane e risaliti fino a Taza, riprendiamo da Taza la seconda parte di questo viaggio all’avventurosa scoperta del Marocco Orientale.

  • di Mara Agostini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il Marocco l’ho visitato in lungo e in largo ed ero curiosa di esplorare la parte Sud/Orientale, su internet notizie quasi inesistenti però mi sono fidata di Mohamed Najah, fedele guida locale espertissima, e insieme a Cristina la mia compagna di viaggio decidiamo di intraprendere questa avventura! Dopo aver esplorato la costa Mediterranea e la costa Atlantica nel nord del Marocco, scesi fino a Ifrane e risaliti fino a Taza, riprendiamo da Taza la seconda parte di questo viaggio all'avventurosa scoperta del Marocco Orientale.

20 giugno Taza/Debdou

Si riparte da Taza. Ci svegliamo presto questa mattina perché dalla finestra della camera la luce del sole entra prepotente ma il bellissimo panorama visto dal quarto piano dell’hotel ci ha messo subito di buonumore. Colazione veloce, Mohamed ci dice che andremo a visitare il Parco Nazionale di Tazekka: una delle 10 aree protette in Marocco con una superficie di 12 mila ettari, natura selvaggia che include grotte, canyon, con querce e sughero, pini e cascate. Decidiamo di andare a vedere le famose Grotte di Friouato ma abbiamo avuto la brutta sorpresa di trovarle chiuse e non si sa fino a quando perché devono fare dei lavori di manutenzione per la sicurezza. Proseguiamo direzione Guercif quasi sempre evitando le strade principali, lungo la strada troviamo alcune donne che fanno il bucato, ci fermiamo e loro ci accolgono sorridendo lasciandoci scattare delle foto (è la prima volta che succede, di solito non vogliono e si arrabbiano pure!) poi con un sorriso ammiccante ci dicono “no facebook”! Ad un certo punto incrociamo delle persone con l’asinello carico di mercanzie e pensiamo che più avanti ci deve essere un villaggio in cui si sta svolgendo il mercato, infatti arriviamo nel piccolo villaggio di Maghraoua sperduto tra i monti. Il mercato era quasi al termine, volevamo comperare qualcosa da mangiare ma abbiamo trovato poco o niente, poca merce buttata qua e la, cassettine di patate e cipolle… Gli uomini a oziare sotto il portico di un bar, di donne neanche l’ombra e bambini che ci guardano incuriositi. Dopo pochi minuti è arrivata pure la polizia avvisata forse da qualcuno insospettito che molto gentilmente e anche scherzando un po hanno registrato i nostri passaporti, spiegandoci che il controllo è dovuto perché non passano mai turisti da quelle parti. Un po delusi per la mancanza di cibo riprendiamo la strada; fatti alcuni chilometri, dopo una curva si apre davanti a noi una vallata che è impossibile descrivere, è la valle di

Ras Laksar, sembra Marte, immensa con tanti cocuzzoli di roccia bianca e qualche macchia di verde, attraversata da un fiume che, dice la nostra guida avremmo dovuto attraversare per arrivare a Guercif e dove avremmo trovato da mangiare. Abbiamo iniziato a scendere lungo i tornanti e arrivati al fiume abbiamo dovuto attraversarlo a guado perché un ponte non esisteva proprio. Il bello del Marocco è anche questo! Troviamo persino una distilleria artigianale dove un uomo e un bambino estraevano l’olio dalle piante di rosmarino. Finalmente arriviamo a Guercif, l’orario era sfavorevole, visto il caldo infernale neanche un negozio aperto! Troviamo una piccola rivendita alimentare, compriamo pomodori, cipolle, olive, tonno, pane e della coca cola fresca ma non c’era neanche un posto all’ombra per fare pic nic, vediamo un piccolo bar fatiscente, la coppia all’interno stava facendo la siesta, gentilmente ci hanno offerto un tavolino sotto al portico dove ci siamo preparati dei mega panini!

Ci rimettiamo in strada ben rinfrancati e raggiungiamo la città di Taourirt, nella bella piazza c’è un bar con i tavolini all’aperto e ci concediamo il tanto agognato caffè, molto buono tra l’altro! Facciamo un piccolo tour in mezzo a prati verdi e mucche fino a raggiungere la Kasbah ormai ridotta a un rudere

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