Marocco misteriorso

Alla scoperta di Marrakech e dintorni

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  • di MARISOL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Ottima scelta! Il pesce è buono e fresco.

La mattina successiva ci rilassiamo tranquillamente in hotel per poi uscire con più comodo. Una bella passeggiata a piedi curiosando qui e là è quello che ci vuole, la cultura è decisamente diversa, ci si accorge di essere fuori l'Europa da tante cose: l'abbigliamento di alcune donne e il diffondersi della preghiera dai minareti, sono le cose più evidenti che balzano agli occhi. Quando è ora di pregare, alcuni si inchinano sui tappeti volti verso la Mecca e si uniscono nella preghiera del muezzin che si diffonde nell'aria anche al di sopra del rumore del traffico. Camminando, siamo continuamente avvicinati da venditori di occhiali e orologi, che spacciano per autentici ed anche questo è folklore. Ed eccoci al lunedì mattina: oggi la nostra meta è il Souk.

Ci incamminiamo e lungo la strada ci fermiamo a vedere le mura che racchiudono la Medina e che cingono la città per 19 chilometri intervallate da più di 200 torri e numerose porte di accesso. Arriviamo a Piazza Jamaa el Fna e ci dirigiamo al Cafè Glacier, dalla cui terrazza si apre un panorama a 180 gradi su questa importante piazza. Ecco un carrettino trainato da un asinello e poi motorette che sfrecciano tra la gente, meno numerosa rispetto il tardo pomeriggio. Gustiamo un buon caffè e quindi siamo pronti per penetrare nel Souk misterioso. All'entrata c'è un angolo dove ci sono i ritratti della famiglia reale e quindi si comincia subito con tanti negozietti uno attaccato all'altro. C'è un rutilare di colori e odori di spezie e di profumi che ci stordiscono piacevolmente. Non si sa dove guardare, ma basta appena una piccola esitazione per essere subito braccati dal negoziante che illustra la sua mercanzia. C'è di tutto, pellami, tappeti, oggetti in ottone e soprattutto tante sciarpine colorate. È divertente camminare nel Souk, ma bisogna stare molto attenti alle motorette che percorrono rombando questi vicoletti. Siamo letteralmente circondati dai venditori che fanno di tutto per attirare la nostra attenzione, offrendoci la loro merce inizialmente a prezzi piuttosto alti... ma tanto si contratta, e si può arrivare ad un prezzo irrisorio che comunque soddisfa sia il venditore che il compratore. Per pranzo ci concediamo una buona frittura mista di pesce, molto leggera e saporita ed un buon caffè seduti al bar, proprio ad un passo dal nostro hotel. Ma è ora di incamminarci nuovamente: tante belle cose da vedere ci aspettano. Nel distretto di Gueliz, dove alloggiamo, proprio davanti alla moschea, c'è la chiesa cattolica dei Santi Martiri, risalente al 1930. Ecco un perfetto connubio che dovrebbe farci riflettere: si può tranquillamente convivere nel rispetto reciproco, ognuno con le proprie credenze. Domani ci attende una giornata impegnativa, infatti andremo fuori città verso la Valle di Ourika.

Partiamo presto con il nostro autista. Lungo la strada si aprono scorci di vita marocchina: paesini che si confondono con il colore della sabbia e dromedari lungo la strada ci introducono alla prossima visita, cioè quella di un villaggio berbero. L'autista ci fa da guida in questa insolita visita: ci arrampichiamo lungo una stradina sterrata circondata da piccole casette ed è in una di queste che siamo attesi. Naturalmente è tutto combinato, tutto preparato per i noi turisti, assetati di curiosità. La casetta è disposta su due piani: il piano terra è destinato agli animali che sono rintanati in fondo a queste stanze al buio, ma anche alla latrina.... e si sente! Certo gli odori non sono piacevoli, ma cerchiamo di sopportare, chiedendoci come facciano queste persone a vivere qui. Saliamo una scala scavata nella roccia ed al primo piano ci sono le camere che danno su un ballatoio dove ci si riunisce per mangiare. La cucina è a vista, con pentolame vario. Ci colpisce vedere un televisore! Dunque un po' di civiltà arriva anche qui. La padrona di casa ci fa accomodare su dei banchetti intorno ad un tavolo e ci offre un buon tè aromatizzato, pizzette e miele. Accettiamo con piacere e poi lasciamo il villaggio berbero per riprendere la strada. Nella Valle di Ourika si fanno strani incontri: dromedari che attendono turisti per fare foto.

La guida si ferma e subito siamo attorniati dai proprietari degli animali per cui non possiamo fare altro che arrenderci ed accettare di buon grado di farci fotografare. Si riparte quasi un po' a fatica, perché sembra non vogliano lasciarci andare, ma finalmente andiamo e percorriamo l'ultimo tratto di strada prima di arrivare finalmente a destinazione, il villaggio di Setti Fatma, da cui si dipartono vari sentieri che portano alle famose cascate. Qui ci sono tanti punti di ristoro insoliti, infatti i tavoli e le sedie sono adagiati nel bagnasciuga del fiume. L'autista ci lascia con una guida locale e cominciamo a salire dapprima molto tranquillamente, ma ecco che il sentiero si fa sempre più impervio e faticoso. Stiamo facendo una vera e propria arrampicata! Sono molto tentata di fermarmi, ma poi proseguo... niente di più sbagliato! Quando arriviamo alla cascatella, mi prende una gran paura e non voglio proseguire, ma anche scendere mi terrorizza, vorrei non essere qui.... pian piano scendiamo, anche con l'aiuto della guida e finalmente mi sento al sicuro quando vedo le casette del villaggio. Pranziamo in uno dei ristori, ma qui non mangiamo affatto bene e pensiamo di rifarci in serata con del buon pesce. Riprendiamo la strada del ritorno e finalmente siamo in hotel, stanchissimi; il bilancio di questa giornata è positivo a metà. Speriamo che domani sia migliore, dato che ci recheremo a Essaouira, paesino affacciato sull'Atlantico.

Partiamo molto presto, c'è un po' di strada da fare, così alle 8 siamo già pronti. Poco fuori Marrakech ci troviamo all'improvviso bloccati nel traffico, si procede molto lentamente ed infine ecco spiegato il motivo: c'è stato un brutto incidente, con un camion ed una macchina rovesciati! Questo imprevisto ci turba un po' ma poi cerchiamo di riprendere il buon umore ed assaporare la giornata che ci si presenta. Una breve sosta a Chichaoua per un frullato e quindi si riparte, ed ecco una bella sorpresa: all'improvviso, davanti a noi, alcuni alberi di argan e sopra arrampicate, come addobbi natalizi, delle capre! Siamo senza parole, mai vista una cosa simile! Questi simpatici animaletti si arrampicano da soli e stanno lì come un ornamento, mentre mangiano le bacche di questi alberi che abbondano in Marocco. Naturalmente l'autista si ferma per farci fare tante simpatiche fotografie a questo strano ed insolito spettacolo! Divertentissimo!

Ripartiamo ancora con gli occhi sgranati, fino alla prossima fermata. Siamo poco fuori Essaouira e qui c'è una piccola fabbrica di sole donne che lavorano l'olio di argan. Questa cooperativa è nata per dare la possibilità alle donne vedove o separate di lavorare e produrre tante cose. Assistiamo ad una breve illustrazione del processo di fabbricazione ed è ovvio fare qualche acquisto: anche questa tappa è studiata per farci spendere! Finalmente, poco più avanti, sotto di noi si apre il panorama verso il paese marino. È tutto bianco, con le basse casette che si protendono verso l'oceano. Quando arriviamo, l'autista ci lascia liberi di girare e ci dà appuntamento dopo 6 ore circa. Ci troviamo al porto, dove in realtà c'è un odore decisamente terribile: ci sono varie bancarelle che espongono pesce e qualche gatto che gira furtivo. Ci addentriamo nel cuore della città attraverso una delle antiche porte di accesso. Ci sono molti turisti in giro tra i negozietti colorati della Medina ed infine sbuchiamo in una piazzetta con dei ristorantini. Indecisi fino all'ultimo, optiamo infine per un piccolo ristorante e la scelta non poteva essere delle migliori: gustiamo dei gamberoni grigliati veramente ottimi ed anche qui la spesa e veramente contenuta. Abbiamo ancora altro tempo a disposizione e quindi continuiamo a girare ammirando il castello reale di Mogador, l'antico nome di Essaouira, e la torre dell'orologio, punto di riferimento per gli abitanti. È ormai ora di incontrare il nostro autista che ci riporterà a Marrakech e quindi ci avviamo all'appuntamento. Oggi è stata una giornata interessante e rientriamo in hotel contenti e stanchi, ma di nuovo pronti per uscire a cena. Siamo arrivati a giovedì: questa mattina andiamo a visitare le tombe sadiane dei principi Sadiani della fine del 1500 ed inizio 1600. Le tombe, ora restaurate, sono una delle principali attrattive della città, ed infatti c'è molta gente e un po' di fila. Entriamo in questo bel giardino dove sono le tombe dei soldati e dei servi, mentre quelle dei principi sono nei mausolei arricchiti di marmi di Carrara. La stanza delle 12 colonne è quella che attira più turisti per il suo splendore e la ricchezza dei mosaici: un po' di fila per affacciarsi appena, dato che non si può entrare, qualche foto e quindi si deve lasciare il posto agli altri dietro di noi. Ora ci dirigiamo verso il palazzo El-Badi, che venne costruito nel 1593 per ricevimenti, banchetti e udienze. Oggi rimangono solo le mura spoglie color ocra che abbracciano un grande cortile interno di 135 metri per 110, che attraversiamo sotto un sole cocente che ci fa pensare a come si potrebbe stare nel deserto! Il suo nome significa “palazzo incomparabile”, ma ormai non c'è più nulla dell'antico splendore

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