A zonzo per il Marocco con i mezzi pubblici

Viaggio on the road con bus e treni, dormendo in ostelli e riad e mangiando 'street food'

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  • di Nunzietta68
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Abbiamo iniziato con le letture di Choukri e Ben Halloud e cercando di capire come conciliare l'ascesa al Toubkal con le città imperiali, la nostra voglia di camminare col vedere più cose possibili. Siamo partiti con l'idea di non chiuderci in un'auto piú del necessario ma di spostarci coi mezzi pubblici per incontrare persone e 'sentire' la vita marocchina. Ci siamo ritrovati a contrattare per Whatsapp le nostre giornate lungo la valle del Draa e nel deserto. Abbiamo scoperto che il Marocco é nelle sue strade, piene di profumi, di prelibatezze per il palato, di colori accesi, di attese, di speranze per un diram, di possibilitá per affari irripetibili. Dritte strade perfettamente asfaltate incorniciate da montagne rosse, strade accartocciate su se stesse tra le gole delle montagne, dedali di strade nelle decine di medine, strade polverose nelle nuove periferie, strade squarciate da frane e fiumi in piena. Tutto é andato bene. Perché una volta liberati dai preconcetti e dalla sensazione che ti stiano in qualche modo fregando, abbiamo scoperto un'umanità piena di generosità, rispetto e disponibilità.

31 dicembre 2015

L'arrivo a Marrakech e a Jemma El-Fna é stato sorprendente, affascinante, elettrizzante. La sensazione di essere al centro di un mondo altro, punto di arrivo e di confronto, prima (o ultima) possibilità di affari, di amicizie, di conoscenza. Di giorno o di notte. Il contrasto tra la quieta bellezza del palazzo della Bahia o di quello della kasbah e il caotico andirivieni del suk o lo sfrecciare dei motorini tra i vicoli della medina. Jemma El-Fna é come un sole disegnato da un bambino con i raggi. Si può scegliere sempre un percorso diverso ed arrivare prima o poi dove si vuole. Così abbiamo scoperto un buon hammam dove cambiare pelle , un caffè dove fare una sosta e attaccarci al wifi o un posto dove pranzare in terrazza e assaporare nella tajina il gustoso cibo locale. Per 4 diram abbiamo preso l'autobus 11 per raggiungere la stazione degli autobus e prenotare il biglietto della mattina successiva per Essaouira. Il pullman della compagnia Supratours parte puntuale e attraversando terre e colline coltivate a olivi e argan ci allontana progressivamente dalla frenetica attività di Marrakech e ci conduce in neanche tre ore a respirare l'Oceano mare. Le olive di tutti i gusti, i mandarini succulenti, la sonnolenta e dolce vita che si gode nelle strade assolate é seconda solo alla vista del tramonto sull'Oceano dai contrafforti sul mare schiaffeggiati dalle onde potenti. Artigiani laboriosi, pescatori, venditori di ceci cotti, surfisti e giocatori di pallone vivono i lembi di terra che entrano nel mare e anche noi ci slacciamo le scarpe e ci rinfreschiamo le radici.

3 gennaio 2016

Il giorno dopo di nuovo a Marrakech per la partenza del viaggio nel viaggio. Alla stazione dei bus ci aspetta Dawoud con la sua Land Cruiser. Il tempo di fare il pieno e si parte direzione Tizi-n-tichka lungo i tornanti che si arrampicano tra rosse montagne. Si gira per Telouet ad ammirare la kasbah dei Glaoui lungo una strada a dir poco sconnessa. Si percorre la valle di Ounilla per approdare al nostro Riad sul Oued Mellah (ma quanto è semplice prenotare con Booking.com in Marocco!) e si spendono le ultime ore del giorno ad Ait Benhaddou in cima all'agadir sferzato da un vento gelido ad ammirare un tramonto di rosa colorato.

4 gennaio 2016

Il giorno dopo, con un'abbondante colazione, si riparte verso sud, imboccando la strada per Tazenakht, con le sue splendide manifatture di tappeti e, abbandonando l'asfalto all'improvviso, appena passata Foum Zguid, si entra nella pista verso il deserto. Eccolo di nuovo: il deserto con la sua polvere, la luce tagliente, il silenzio, il paesaggio immobile ed etereo, il miraggio tremante del Lake Iriki. E poi i nipotini della nostra guida. La famiglia di suo cugino é in un minuscolo accampamento ai margini della pista. Cordialità, semplicità, piedi nudi nella sabbia, sorrisi affascinanti, lo scambio di due pennarelli con due splendidi dromedari di pezza. Ma non è questa la nostra tenda per la notte, peccato! Ci aspetta un campo tendato con tanto di bagni e docce! Ci arriviamo dopo una divertente corsa tra sabbie morbide (troppo) e fronde di tamerici. Abbiamo ancora circa 2 ore prima del tramonto. Ci concediamo un thè caldo alla menta e affrontiamo le salite e le discese delle tante dune che ci separano dalla più alta, l'Erg Chigaga. Mentre ci addentriamo scopriamo un mondo di vita che si sposta nel deserto trovando numerose impronte sulla sabbia dorata! Il rumore lontano di corse tra quad ci riporta alla realtà mentre raccogliamo gli ultimi raggi radenti del sole e ci scateniamo per fermare l'attimo con le nostre fotocamere. Corriamo giù dalle dune e svuotiamo spesso le scarpe prima di levarcele completamente e ben presto ci accorgiamo del nostro disorientamento. Basta poco per perdersi quando cala il buio. Un po' preoccupati cerchiamo di ricordare il tragitto d'andata ma...non siamo soli! Qualcuno con una torcia ci segnala che ci ha avvistato, ci aspetta e ci riporta al campo. La cena, i canti intorno al fuoco, il ritmico percuotere i tamburi e l'aspettativa del vero cielo buio ci eccitano a tal punto che,malgrado il freddo, decidiamo di dormire fuori dalla tenda. Mentre inizio a capire che le stelle sono veramente tante e che non le ho mai viste così vicine e che la Via Lattea é proprio sopra di me, il sonno mi prende e diventa ancora più buio.

5 gennaio 2016

La mattina presto, come rapiti da un'idea, ci svegliamo per andare a cercare l'alba e ognuno di noi la trova a modo suo: arrampicandosi su una duna o cercando il contatto completo con ogni granello di sabbia. Dopo una lauta colazione riflettiamo e ci confidiamo a malincuore che forse saremmo dovuti rimanere ancora 1 notte per provare e cercare il deserto dentro di noi ma abbiamo tanta strada da fare e tanta voglia di scoprire ancora di più e così con la nostra 4x4 riprendiamo la pista per M'Hamid. Si torna sull'asfalto a M'Hamid e si entra nella Valle del Draa. I piccoli villaggi si susseguono veloci: la labirintica Tamegroute, piena di venditori e fabbricatori di ceramiche, Zagora, Tamnougalt, col suo ksour, Agdz. E poi ancora tornanti, montagne rosse, bambini a correre dietro un pallone in improbabili campi di calcio. Si arriva a Ouarzazate ma non ci fermiamo alla kasba di Taourirt che vediamo solo di passaggio. La nostra meta é Skoura dove alloggiamo in un riad accogliente e vicino alla palmeraie

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