Marocco sud occidentale tra arte, mare e alte montagne

Un paesaggio mutevole e spettacolare, un popolo giovane e accogliente

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  • di Sergio&Marta
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Arriviamo in paese, un borgo agricolo che conserva una cinta muraria bastionata della lunghezza di 7,5 km molto bella. Girovaghiamo un po’ per questa cittadina berbera piena di negozietti, poi ripartiamo alla volta di Tafraoute, meta del nostro itinerario odierno. La macchina comincia a dare problemi, si accende la spia della temperatura; circa 10 km dopo essere ripartiti mi fermo in uno spiazzo per capire cosa succede ma la macchina non riparte più. Un signore gentilissimo che fa il guardiano in una lavorazione inerti mi dà una mano a vedere cosa può essere successo; dopo aver fatto un po’ raffreddare il motore controlliamo l’acqua del radiatore, è a secco, sicuramente si è bruciata la guarnizione della testa. Contatto l’agenzia di noleggio che mi dice che il centro più vicino per sostituire la macchina è all’aeroporto di Agadir, a circa 60 km da dove siamo adesso. Ormai è tardi, decidiamo di pernottare a Taraudant e poi domani cercheremo una soluzione; il signore che ci ha aiutato, che non ha macchina, chiama gentilmente un suo amico che ci riporta in città, dove prendiamo una camera in un albergo in centro, una struttura bellissima ma completamente decadente. Mangiamo una pizza in paese dopo aver invano cercato un locale segnalato dalla nostra guida Lonely Planet, la giornata non è stata delle più fortunate!

Lunedì 20 Aprile 2015

Abbiamo appuntamento alle 9.00 con il ragazzo che ci ha accompagnato ieri in albergo per andare con un meccanico a vedere cosa si può fare al mezzo. Alle 7.30 ci svegliamo, in Italia sono le 8.30, chiamo prima la banca e poi il call center di Cartasì per sapere come risolvere il problema con la carta di credito. L’operatore mi dice che, secondo lui, c’è stato un problema sulla rete telematica perché tutti i tentativi di prelievo fatti, sia da me che dall’addetto al noleggio auto, non risultano registrati! Esco quindi per provare a vedere se funziona e prelevo senza problemi, che sia girata la fortuna? Facciamo colazione fuori dall’albergo con due crepes al cioccolato e un ottimo the alla menta e poi ci avviamo con il meccanico e il nostro autista alla macchina. Lungo il tragitto sale in macchina anche un amico dell’autista che parla inglese e ci aiuterà a capirci meglio. Constatato definitivamente che il mezzo non è utilizzabile e che per ripararlo ci vuole del tempo, ci mettiamo in contatto con l’agenzia di noleggio; nel frattempo i ragazzi hanno chiamato un carro attrezzi per portare la macchina in città. Fa tutto il nostro interprete, prima parla con l’agenzia di Marrakech e poi con quella di Agadir e, dopo aver concordato il prezzo, decidiamo di portare la macchina all’aeroporto di Agadir, dove ce la sostituiranno con un’altra. Partiamo quindi con il carro attrezzi, ringraziamo e ci sdebitiamo con i nostri “angeli custodi”, 100 dirham per il meccanico, 200 dirham per l’autista e neanche una mancia all’interprete, che rifiuta categoricamente! E poi mi vengono a dire che i marocchini sono tutti delinquenti e spacciatori! Il carro attrezzi è un mezzo semifatiscente come buona parte del parco mezzi del Marocco; ci conduce però egregiamente all’aeroporto di Agadir, lungo il tracciato centinaia di serre di banani e distese di aranceti a perdita d’occhio. All’esterno dell’aeroporto c’è ad attenderci l’addetto di Locationauto Marocco che in pochi minuti ci rende disponibile l’autovettura, un’altra Hyunday I10. Appena partiti mi rendo conto che anche questa macchina ha dei problemi, si accende la spia del motore appena do gas e la macchina sobbalza come se avesse la tosse! Torno indietro e cerco di rintracciare il tipo che me l’ha data, lo trovo dopo un po’ e mi dice che va tutto bene, il mezzo è a posto e posso andare tranquillo … mah! Già prevedo di fermarmi dopo qualche chilometro, partiamo piuttosto perplessi, il nostro tour è ancora lungo! All’ora di pranzo superiamo Agadir, purtroppo abbiamo dovuto tagliare dal nostro itinerario Tafraute e la Valle del Paradiso con le cascate dell’Immouzer perché siamo in ritardo sulla nostra tabella di marcia. La strada che collega Agadir ad Essaouira, prossima tappa del nostro viaggio, è bellissima; le piante di argan sono ovunque, con le loro bacche ancora un po’ verdi. Ci fermiamo ad una della cooperative che lavorano questo prezioso frutto, cinque donne sono intente a rompere i noccioli e ricavarne la mandorla interna dalla quale si produce l’olio; una giovane operaia che parla bene l’inglese ci mostra le fasi della lavorazione, Marta si mette all’opera ad una sorta di mola in pietra dove le mandorle vengono pressate a freddo per produrre il famoso olio di argan. Compriamo alcune saponette e una bottiglietta di olio e ripartiamo; arriviamo ad Essaouria intorno alle 17.00, trovare il nostro riad, il Dar Sabon, non è difficile come al solito, la mappa e le indicazioni fornite dall’albergo sono stranamente esaustive. Entrati nella struttura notiamo con stupore che la proprietaria è una giovane donna lituana che ha lavorato a lungo in Inghilterra e che poi si è innamorata di questo posto e ha coraggiosamente deciso di investirci tutte le sue energie. Ci spiega brevemente cosa vedere e dove andare a mangiare; Essaouira è un borgo fortificato posto a ridosso dell’oceano Atlantico, una cittadina molto dinamica e movimentata, piena di negozi e di locali, con un porticciolo dove i pescherecci portano tutti i giorni il pesce che viene poi cucinato direttamente sul porto. Questa città è famosa per i suoi intagliatori, che lavorano il legno di tuya. Compriamo alcuni portagioie da regalare agli amici e una insalatiera per noi. Andiamo a vedere il tramonto dai bastioni, bellissimo, anche se il vento è molto forte; compriamo un quadretto per casa e girovaghiamo senza meta nel centro della città. Ceniamo al Loft, un locale consigliatoci dalla proprietaria dell’albergo, dove mangiamo un’ottima tajene di agnello e uno sformato di frutti di mare decisamente deliziosi. Il cameriere ci offre un piccolo antipasto e un the verde a fine pasto, attenzioni che solo noi italiani otteniamo perché il feeling con i popoli del Mediterraneo è forte, attenzioni che a loro costano quasi niente ma che rafforzano il nostro amore per questo popolo e per questa terra meravigliosa. Il locale è pieno di turisti di tutte le nazionalità. Dopo cena continuiamo a girovagare per la città, bellissimi i venditori di pesce e quelli che estraggono il succo dalla canna da zucchero

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Commenti
  1. lauraduna
    , 25/6/2015 12:20
    Sono andato con altri 2 miei amici nel deserto di Merzouga con ' http://www.maroccoescursioni.com/ ' (3 giorni e una notte da Marrakech Verso il Deserto ) non posso altro che dirvi di andarci!!! Non solo per il deserto con i cammelli (mai visto cosi’ tante stelle), ma tutto il viaggio si vede il vero Marocco dalle montagne innevate al deserto alla citta dell’UNESCO (che è uno spettacolo). Un ringraziamento speciale va alla nostra guida Mustafa e’ stato amichevole, professionale e gentilissimo. Per quanto riguarda la sicurezza non abbiate paura, non abbiamo avuto un momento di paura , anche la notte nel deserto i beduini erano gentilissimi.Consigliatissimo !!!

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