Kasbah marocco

Kasbah MAROCCO Prefazione: dopo tre esperienze di viaggio con AnM (Turchia Discovery, Irlanda e Kasbah Marocco), posso tranquillamente affermare che le qualità (se ci sono) del coordinatore le riconosci subito; ovvero se prima di partire ti telefona, ti manda un ...

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  • di Roberto Ghio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Kasbah MAROCCO Prefazione: dopo tre esperienze di viaggio con AnM (Turchia Discovery, Irlanda e Kasbah Marocco), posso tranquillamente affermare che le qualità (se ci sono) del coordinatore le riconosci subito; ovvero se prima di partire ti telefona, ti manda un itinerario, se prenota i posti dove dormire, se ti consiglia cosa portare in viaggio, se lo senti preso, puoi tranquillamente cominciare a pensare che il tuo viaggio ha buone probabilità di riuscita…ed è proprio ciò che è successo a noi ………… L’incontro: ci ritroviamo in cinque su venti (alcuni sono già partiti, altri partiranno più tardi) come da foglio di viaggio, al check in della Royal Air Maroc di Milano Malpensa per la spedizione bagagli. L’addetto AnM ci consegna i biglietti e facciamo conoscenza del coordinatore (sorride e pare un tipo in gamba, navigato). Tra noi c’è anche un ragazzo di Matera che, invece di partire da Roma (come faranno altri del gruppo), è stato dirottato su Milano (mannaggia ad AnM?!).

Tra noi c’è anche Nathalie, oltre ad essere l’unica che sa bene il francese è simpaticissima e si mette subito in evidenza, dando vita ad un simpatico testa a testa con Maurizio, il nostro coordinatore. Scopro che Francesco, il ragazzo di Matera, di professione fa il cineoperatore free-lance ed è appena ritornato da Lourdes (come il sottoscritto), dove ha girato un film sul pellegrinaggio della UNITALSI della sua Regione, ha portato la telecamera e ha intenzione di riprendere i momenti belli della nostra avventura.

Mentre siamo in fila per il check-in e chiacchieriamo con i ragazzi degli altri gruppi in partenza (tre grupponi direi!), alcuni marocchini in partenza come noi, formano una fila parallela alla nostra e, grazie alla nostra disattenzione e benevolenza…si infilano belli come il sole fino a passarci davanti …e vai……è già Marocco!!! Il volo: “tutto procede per il meglio”, partiamo in ritardo, i marocchini hanno imbarcato di tutto, valigie enormi, scatole di cartone legate con lo spago, masse deformi avvolte con il nastro adesivo……sembra di essere negli anni ’60, quando i primi immigrati del Sud Italia tornavano a casa……. Ma ce la farà il velivolo a stare per aria? In cabina siamo tutti vicini, fraternizziamo non solo tra di noi, ma anche con quelli degli altri gruppi e con alcuni simpatici marocchini che parlano benissimo l’italiano. E’ ora del pasto, lo steward avanza con il carrello con sopra dei contenitori di diverso tipo belli fumanti e, mentre distribuisce i vassoi chiede “pollo o carne?” Ci guardiamo stupiti cercando di capire la differenza e alla fine, quasi per istinto di conservazione rispondiamo “pollo, grazie”. La qualità è buona, i dolci sono squisiti, ce li ricorderemo insieme al thè alla menta, come una ottima alternativa nutrizionale ai piatti della cucina marocchina, quasi sempre carichi di spezie (maledetto cumino!!!!). Francesco legge un libro di Schopenauer che maligna sulle donne e ad ogni frase letta argomenta chiedendo la nostra opinione, io non posso fare a meno di pensare “chi disprezza compra, è sempre così……” i fatti visti in viaggio mi daranno ragione!! Prima di iniziare la manovra di discesa, il personale distribuisce una scheda da compilare per l’ufficio immigrazione dell’aeroporto (stile USA), ci siamo, …….Chi di noi sa il francese? L’aeroporto: facciamo la fila al bureau dell’immigrazione, tutto ok, nessuno viene trattenuto (nonostante le facce distrutte), recupero un carrello per i bagagli, mentre gli altri cercano di scoprire quale è il nastro al quale è stato assegnato il nostro volo. Maurizio si ricorda che cinque di noi, partiti da Roma, sono già a Casablanca da un pezzo ed è impaziente di entrare in contatto con loro. Recuperiamo armi e bagagli (si dice così) ed usciamo, riconosco gli altri, sono in gruppo, con Arianna in testa che si sbraccia e salta per farsi notare. Baci e abbracci e scatta quindi la procedura di noleggio vetture, vengono eletti i primi autisti, mi tocca guidare lo sapevo. Maurizio, alla pari del coordinatore dell’Irlanda dell’anno passato, me lo aveva chiesto anticipatamente. Siamo io, lui, Andrea (che ho convinto ad iscriversi al viaggio), Arianna e Silvia, una forlivese dagli occhi grandi e con l’accento alla Casadei. Arriva l’investitura del cassiere e chi poteva essere, se non il mio amico Andrea? Glielo avevo anticipato prima di partire che sarebbe andata a finire così, del resto chi meglio di un ingegnere gestionale può amministrare i beni della cassa comune? Accetta mal volentieri, ma presto entrerà nella parte alla grande, sapeste quante volte aprendo gli occhi al mattino l’ho veduto armeggiare con la calcolatrice, in anticipo al suono della sveglia!! Mettiamo il primo centone nella cassa comune, quindi Andrea ed alcuni coraggiosi vanno ad affrontare l’impiegato del Cambio (i primi Dirham!!!), il cassiere in cravatta e maniche di camicia arrotolate è dotato di un aplomb all’inglese, infatti, nonostante la ressa davanti allo sportello e al caldo infernale non si scompone mai. Anche qui i marocchini cercano di fare i furbi, ma noi, facendo tesoro di ciò che è successo alla Malpensa, facciamo catenaccio e respingiamo l’attacco

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