Città imperiali del Marocco

Viaggio di gruppo in autobus tra Fes, Marrakech, Meknes e Rabat per una settimana da mille e una notte

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  • di antocimani
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Tour del Marocco 21-29 dicembre 2013

Per questo viaggio invernale abbiamo scelto un tour organizzato che ci avrebbe permesso di visitare nel giro di una settimana buona parte del Marocco senza troppo stressarci per ottimizzare tempi e costi. I percorsi proposti erano un po’ gli stessi per tutti i tour operator (a volte persino gli hotel erano uguali) ma i prezzi cambiavano, in qualche caso anche di tanto. Per questo motivo abbiamo richiesto vari preventivi e dopo averli confrontati abbiamo scelto quello che ci sembrava il migliore. Abbiamo scelto alberghi 4 stelle (si ha la possibilità di chiedere anche il circuito low cost con hotel comfort e quello lusso, con ovvia variazione di prezzi) e pensione completa, pensando fosse la soluzione più comoda in un viaggio che prevede ritmi serrati e poco tempo libero a disposizione. Le cene le abbiamo consumate tutte in hotel, molto pratico, mentre a pranzo ci siamo sempre appoggiato a ristoranti locali che ci hanno fatto assaggiare nell’ordine pesce, cous cous, pastilla, tajine, kebab e mechoui.

Nessun problema intestinale per mio marito, io invece le ultime 48 ore le ho trascorse non proprio serenamente a causa di una spremuta di succose arance rosse bevuta nella piazza Jema El Fna in un bicchiere che forse non era limpidissimo… A parte questo il viaggio è stato eccezionale.

Siamo partiti da Bari con un volo di avvicinamento per raggiungere Roma da dove decolla la compagna di bandiera marocchina Royal Air Maroc, utilizzata per questi circuiti. Per entrare in Marocco con un tour organizzato non è necessario il passaporto, anche se troverete informazioni contrastanti. Il sito della Farnesina (http://www.viaggiaresicuri.it/index.php?marocco) è molto chiaro in merito, potete stampare una copia della circolare e portarla con voi, nel caso trovaste in aeroporto personale poco informato.

Dopo circa due ore di attesa all’imbarco, a causa di una protesta per overbooking sul nostro volo, e altre 3 di percorrenza siamo atterrati a Casablanca in tarda serata dove il corrispondente locale ci attendeva. Arrivati in hotel (Barcelò Casablanca, catena alberghiera spagnola con hotel a 4 e 5 stelle, abbastanza buono in termini di pulizia e confort considerando gli standard locali) ci attendeva la cena a buffet, calda e varia. L’indomani mattina di buon’ora inizia il nostro giro della città: quartiere Habous, mercato, Palazzo reale, piazza Mohammed V, moschea di Hassan II. Quest’ultima l’abbiamo visitata, con un supplemento, all’interno con regolare e simpatica guida in lingua italiana. La moschea, costruita per due terzi sul mare e che appare imponente dall’esterno, all’interno è inimmaginabile. È, dopo La Mecca, l’edificio religioso islamico più grande al mondo: il suo piazzale può accogliere 80000 fedeli, mentre la navata interna ne ospita 25000. Il minareto è, con i suoi 210 metri, il più alto al mondo.

Consumiamo il pranzo in una terrazza sul lungomare di Casablanca, kilometri di stabilimenti balneari, piscine artificiali, chioschi e locali alla moda, e subito dopo saliamo in autobus verso Rabat.

Rabat è la capitale politica e amministrativa del Marocco. La nostra visita inizia dalla Kasbah Oudaya, cittadella fortificata dalle viuzze strette e tortuose dipinte in bianco e azzurro, patrimonio dell’Unesco.

Al termine della visita guidata decidiamo di inoltrarci, sebbene un po’ titubanti, nel suk di Rabat che si trova poco distante dal nostro albergo. È molto grande e circondato da alte mura di terracotta. Ci si accede da diverse porte da cui si dipanano, come fili di una matassa, vicoli e stradine che si incrociano, si intersecano, scorrono parallele, affollate di ogni genere di mercanzia e in cui se si hanno i pantaloni alla caviglia è meglio! E’ questo il nostro primo approccio con l’arte della contrattazione, i colori e gli odori del Marocco. Dopo cena usciamo ancora per pochi minuti per non farci sfuggire la Torre di Hassan, minareto della omonima moschea incompiuta, alla luce della luna. L’indomani mattina il tour riprende esattamente da qui: oltre alla spianata visitiamo dall’interno il mausoleo di Mohammed V guardato a vista da un iman intento nelle sue preghiere e ci spostiamo poi all’interno della Cittadella reale (Mechouar) che ospita il Palazzo reale e tutte le varie istituzioni (scuole, uffici, moschee) riservate ai membri della famiglia del sovrano.

Si riparte in direzione di Fes, dove resteremo due giorni.

Dopo appena due ore di viaggio arriviamo a Meknes e veniamo smistati per nazionalità e affidati ad una guida locale davvero preparata e simpatica, che parla perfettamente l’italiano. Con lui ci dirigiamo verso i granai di Moullay Ismail, fondatore della città, e poi lasciate le nostre scarpe in file ben ordinate visitiamo il suo mausoleo (uno degli unici tre santuari islamici in cui anche i non musulmani possono entrate). Di grande effetto è la Bab Al Mansour, la più bella porta delle mura di Meknes che consentiva l’accesso alla città

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