Il Marocco non-per-caso

Uno dei primi viaggi di Syusy e Patrizio, primo contatto col Medioriente

 

Il Marocco è stato uno dei nostri primi viaggi. E' stato un viaggio particolare perché ci siamo andati con un nostro amico e collega marocchino, Patrick, che è stato una “guida” davvero speciale, e non-per-caso: ci ha portato a casa dei suoi e ci ha fatto vedere il “suo” Marocco.

Ma d’altra parte non è difficile, comunque, fare amicizia in Marocco, trovare qualcuno che è stato in Italia e quindi avere un contatto più ravvicinato e meno turistico. Per noi il Marocco -un viaggio molto a portata di mano per tutti- è stato il primo contatto con il Medioriente, in tutti sensi. Piazza Jama El Fna a Marrakech è un classico: il mercato, gli spettacoli ambulanti, gli incantatori di serpenti, il fumo delle bancarelle col cibo, la musica, la confusione. A Marrakech abbiamo visto il nostro primo mercato di rimedi naturali della medicina tradizionale (lucertole secche, misture afrodisiache ecc), ma soprattutto i palazzi arabescati, le Moschee, le case coi loro giardini meravigliosi. Tutto il lusso e contemporaneamente la semplicità, la povertà (che però non si può liquidare come tale, è più uno stato pre-industriale e pre-consumistico) che offre il Medioriente. La sintesi di questa contraddizione sta per esempio nella stupefacente abilità artigianale dei marocchini, e la loro tradizione artistica.

Il nostro viaggio in Marocco è stato molto classico: dopo Marrakech ci sono stati i Monti dell’Atlante (dove io-Patrizio ho mangiato carne di pecora e mi è venuto il mal di pancia), e poi la immancabile gita nel deserto (bellissimo, peccato che quando siamo arrivati noi è… piovuto) e poi molti wadi (fiumi) con valli meravigliose, case di terra, natura e cultura raffinatissima, per poi arrivare immancabilmente a Fez. E qui, come da copione, c’è da vedere la Medina (dove ci siamo persi, come prevedono tutte le guide), poi i conciatori e tintori di pelli.

Ma non solo: a Fez abbiamo visitato la nostra prima scuola coranica, funzionante. Anche grazie a Patrick e alle altre guide (molto professionali e colte) che ci hanno accompagnato, abbiamo cercato e trovato un contatto col Marocco attuale. Con tutto quello che è successo e sta succedendo in Medioriente, anche il turista più distratto non può non essere interessato agli aspetti sociali e politici. In questo senso il Marocco è un posto molto particolare e interessante: qui non ci dovrebbe essere pericolo di estremismo islamico perché l’autorità religiosa e quella politica combaciano, nella figura del Re, e tutta la società è stata disegnata sulla struttura dell’esercito. I giovani vengono in Europa spinti sì, in parte, da necessità economiche, ma anche da una vera curiosità culturale, anche per sottrarsi alle regole di una famiglia patriarcale. Il Marocco è un Paese meraviglioso e pacifico, ma la ferita del conflitto con il Popolo Saharawi (che rivendica la sua autonomia) non è sanata, anzi (ultimamente ci sono stati scontri, arresti e interventi repressivi): il referendum per la loro autodeterminazione deciso dall’ONU aspetta da più di 20 anni.

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